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L'Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro.
È l’unico futuro possibile.
Tutto da raccontare.
Il 20 giugno, a partire dalle ore 19.00, il Museo Egizio a Torino e il Galata Museo del Mare di Genova apriranno le porte gratuitamente per una serata di incontri, racconti e performance dedicata all’accoglienza e al dialogo interculturale. Per il secondo anno consecutivo, Basko sostiene l’iniziativa, che incontra perfettamente lo spirito di Basko For Next Gen, confermando il proprio impegno a fianco delle comunità locali su temi di inclusione, partecipazione e coesione sociale.
L'acqua come infrastruttura naturale, fattore produttivo, risorsa energetica, presidio sanitario e leva di sviluppo territoriale. Sono molteplici le dimensioni emerse durante "Le Terre d'Acqua", il convegno promosso dal Gruppo Marazzato presso la sede della Fondazione Marazzato a Stroppiana (VC), che ha riunito amministratori pubblici, accademici, gestori dei servizi idrici, rappresentanti del mondo produttivo e stakeholder per riflettere sulle sfide legate alla tutela e alla gestione della risorsa idrica.
Dal futuro dell'artigianato aumentato all'intelligenza artificiale europea, dalla sicurezza energetica alla gestione sostenibile delle risorse idriche, fino all'economia circolare come leva competitiva per il Made in Italy. Il Seminario Estivo della Fondazione Symbola torna a Mantova con un programma che fotografa le grandi sfide del Paese e prova a costruire una visione condivisa del futuro. L'edizione 2026, intitolata "Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture", arriva in una fase storica di grandi difficoltà, in cui l'Italia è chiamata a ridefinire il proprio modello di sviluppo, valorizzando quei fattori distintivi che da sempre rappresentano la sua forza: qualità, innovazione, bellezza, relazioni, capacità manifatturiera e coesione territoriale.
La 29ª edizione di Ecomondo, manifestazione internazionale sulla green, blue e circular economy, si svolgerà alla Fiera di Rimini dal 3 al 6 novembre 2026 portando con sé un layout espositivo rinnovato con un padiglione interamente dedicato alla filiera tessile, un roadshow in diversi Paesi e un programma convegnistico arricchito da summit e conferenze in lingua inglese.
C'è un'Italia che non urla, non alza muri e non cerca nemici. Un'Italia che produce valore attraverso la qualità, la bellezza, la sostenibilità e il legame con i territori. È l'Italia del "patriottismo dolce" evocato da Fondazione Symbola, una visione che Ermete Realacci propone da anni come chiave per leggere il successo delle nostre imprese migliori, quelle che competono nel mondo (e vincono) senza recidere le proprie radici. Ascoltando il confronto promosso da Symbola durante il suo Seminario estivo a Mantova sul rapporto tra imprese, territori e coesione sociale, una metafora è emersa con particolare forza: la storia di Pinocchio.
Tra la volontà di abbracciare la sostenibilità e la sua reale implementazione si spalanca un abisso fatto di indecisioni, reti wi-fi capricciose e nostalgie canaglie. Non c’è un unico colpevole. È una catena: poche competenze portano a una tecnologia debole, che alimenta la paura del management, che blocca gli investimenti, che impedisce di vedere i vantaggi. Per spezzare questa catena non serve solo un tecnico informatico o un consulente ambientale; serve un cambio di narrazione. La sostenibilità non è una punizione divina, ma la più grande opportunità di evoluzione dai tempi della scoperta della ruota.
Lo ammetto. Non riesco più a vivere dentro le temperature che noi stessi abbiamo costruito. Sono un disadattato climatico. Un mammifero indoor. Una creatura evolutivamente progettata per attraversare continenti che oggi necessita di ventidue gradi costanti per compilare un file Excel senza collassare emotivamente. E forse il problema non è nemmeno il caldo. Forse abbiamo semplicemente disimparato, lentamente, comodamente, elettricamente… a stare al mondo.
La sostenibilità non è una corsa contro il tempo. È la capacità di immaginare un futuro che non consumi sé stesso. C'è una parola che negli ultimi mesi è tornata spesso nel dibattito europeo sulla sostenibilità. Questa parola è rallentamento. Il rallentamento della transizione ecologica non è necessariamente un passo indietro. Può diventare l'occasione per passare dalla sostenibilità come obbligo alla sostenibilità come cultura, responsabilità e creazione di valore.
Geckomile è una startup innovativa e spin-off del Politecnico di Milano che introduce trasparenza nel mondo delle spedizioni e-commerce, aiutando consumatori e aziende a ridurre l'impatto ambientale della logistica. Guidata dal professor Riccardo Mangiaracina, dalla professoressa Angela Tumino e da Giovanni Papagno, amministratore delegato, nonché Presidente di San Marino Mail Italia e Shipminds, la piattaforma calcola in tempo reale le emissioni di ogni opzione di spedizione direttamente al checkout. I primi risultati: i punti di ritiro crescono del 30-40%.
Ogyre è una startup innovativa che affronta il problema globale dell'inquinamento da plastica negli oceani, sviluppando un modello di prevenzione e raccolta dei rifiuti marini. Lo fa grazie alla collaborazione con una flotta di pescatori che opera tra Italia, Brasile, Senegal e Indonesia. La società benefit si finanzia attraverso una rete di imprese che condividono la stessa visione e desiderano comunicare ai propri stakeholder risultati misurabili, verificabili e tracciabili.
C'è un garage, uno sgabuzzino, un armadio in fondo al corridoio. Dentro, sepolta sotto altre cose, c'è una racchetta da tennis che non usiamo da tre anni, un paio di scarpini da calcio diventati ormai troppo stretti, una borraccia con il moschettone ammaccato. Oggetti che non buttiamo perché ci sembra uno spreco, ma che non usiamo più. Oggetti che, malgrado la loro apparente inutilità hanno ancora una vita davanti. Nasce da questa intuizione Rigenera Sport ETS, un'associazione bolognese che ha trasformato il riuso dell'attrezzatura sportiva in uno strumento di inclusione sociale, educazione civica ed economia circolare concreta.
C'è un paradosso al cuore dell'economia italiana che l'ottavo Rapporto sull'Economia Circolare in Italia, presentato a Roma il 14 maggio dalla Conferenza Nazionale del Circular Economy Network, mette in luce con una chiarezza quasi scomoda. L'Italia è seconda in Europa per indice di circolarità, prima per tasso di utilizzo circolare dei materiali, prima per produttività delle risorse, prima per riciclo degli imballaggi. Eppure è anche il Paese più dipendente dalle importazioni di materie prime tra le grandi economie dell'Unione europea. Leader e vulnerabile insieme, in un equilibrio che non regge più.
Nel luglio 2026 entrerà pienamente in vigore il Regolamento ESPR — Ecodesign for Sustainable Products Regulation — e con esso l'obbligo progressivo di dotare i propri prodotti di un Digital Product Passport (DPP). Il passaporto digitale è destinato a ridisegnare in profondità il modo in cui le aziende progettano, producono, comunicano e gestiscono i propri beni lungo l'intero ciclo di vita. Per aiutare le imprese a orientarsi in questo scenario, Intertek, uno dei principali operatori mondiali nel campo della qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti, ha lanciato un servizio dedicato al Digital Product Passport: un'offerta integrata di advisory e managed services pensata per accompagnare produttori, brand e retailer lungo tutto il percorso di adeguamento normativo e valorizzazione strategica del DPP.
Il settore del packaging in Italia ha raggiunto una dimensione davvero importante: un mercato che vale oltre 50 miliardi di euro, in forte espansione soprattutto grazie alla spinta della compliance normativa europea dettata delle nuove esigenze di sostenibilità ambientale, economia circolare e responsabilità sociale. In questo contesto prende forma un’iniziativa che potrebbe cambiare il modo in cui le aziende – grandi e piccole – affrontano la sostenibilità nel mondo degli imballaggi industriali: nasce PackInPro, marchio e progetto pensato per certificare la sostenibilità reale del packaging, andando ben oltre slogan e claim di facciata.
A Stroppiana, nel cuore della pianura vercellese, istituzioni, imprese, università e gestori dei servizi idrici si confrontano sulle nuove sfide della sostenibilità. Un tema che riguarda il Piemonte ma parla all'intero Paese. Per anni la sostenibilità è stata raccontata attraverso l'energia, i rifiuti e la mobilità. Oggi, però, c'è una risorsa che sta assumendo un ruolo sempre più strategico nel dibattito ambientale e industriale: l'acqua. È da questa consapevolezza che nasce "Le Terre d'Acqua – Innovazione e sostenibilità nel cuore del Piemonte", l'iniziativa promossa dal Gruppo Marazzato e dalla Fondazione Marazzato in programma l'11 giugno a Stroppiana, in provincia di Vercelli.
C’è un festival che da quasi trent’anni continua a fare una scelta controcorrente: raccontare la crisi ecologica non come semplice emergenza, ma come esperienza culturale collettiva. È il CinemAmbiente, che torna a Torino dal 3 all’8 giugno per la sua 29ª edizione con una domanda sempre più urgente: può il cinema ambientale uscire dalla nicchia e parlare davvero a tutti? La sfida di CinemAmbiente resta la stessa: trasformare l’urgenza climatica in racconto condiviso senza ridurla a un bollettino apocalittico.
Tre giorni, 34 Paesi, oltre 150 presentazioni scientifiche. Dal 20 al 22 maggio 2026 Procida ospita il SUM 2026 — 9° Simposio Multidisciplinare sull'Economia Circolare e l'Urban Mining — appuntamento internazionale che riunisce esperti, ricercatori, professionisti, aziende e policy maker per affrontare alcune delle sfide più urgenti della transizione ecologica. Il Simposio, giunto alla nona edizione, è organizzato scientificamente da IRACE — International Research Association on Circular Economy — con il supporto organizzativo di Eurowaste Srl.
Il 23 giugno 2026 la commissione ENVI del Parlamento europeo organizza un'audizione pubblica dedicata all'economia circolare, dal titolo "Less waste, more value: Towards an EU Circular Economy Act". La Commissione europea prevede di proporre un testo formale del Circular Economy Act nel terzo trimestre del 2026, quindi tra luglio e settembre prossimi. L'audizione del 23 giugno si colloca esattamente nella fase preparatoria e offrirà un'occasione unica di confronto sulle sfide e le opportunità legate alla proposta della Commissione.
Presentata oggi la Rete Italiana delle Città Circolari, iniziativa promossa dal Comune di Genova con Italia Circolare che riunisce i capoluoghi impegnati nella transizione verso modelli urbani circolari e sostenibili. La sindaca Silvia Salis ha richiamato il ruolo delle città nella gestione della complessità urbana, mentre l’assessora Silvia Pericu ha sottolineato l’importanza di una “grammatica comune” per governare la transizione ecologica. Alla sessione hanno partecipato numerosi Comuni e rappresentanti di enti nazionali ed europei, confermando la centralità dei sistemi urbani nei processi di trasformazione circolare.
Genova partecipa con convinzione all’obiettivo ambizioso ma necessario, di trasformare la transizione circolare in una politica urbana concreta, stabile e misurabile nei suoi effetti. Per questo propone un’alleanza per costruire insieme alle altre città italiane valore sostenibile nei territori e le comunità”. Le città consumano, producono scarti, si muovono, si scaldano e si raffreddano, si alimentano, condividono, scelgono, e lo fanno seguendo ritmi sempre più intensi. La crescita delle città è un fenomeno strutturale e irreversibile. Governarle in chiave circolare significa trasformare il loro impatto ambientale e sociale in un’opportunità di innovazione, competitività e sviluppo sostenibile. L’economia circolare crea un paradigma strategico capace di incidere in modo sistemico sui flussi di materia, energia e valore economico. La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica.
La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica. C'è un dato che racconta meglio di molti altri la direzione del nostro tempo: oggi oltre il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane e, secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 questa quota salirà al 68%. In Europa, questa percentuale è già più alta e si accompagna a un altro elemento chiave: le città, pur occupando una minima parte del territorio, sono responsabili di circa il 70% delle emissioni di CO₂ e di oltre il 60% dei consumi energetici. È qui che si gioca la partita vera. Ed è da qui che bisogna ripartire. È in questo scenario che nasce la Rete Italiana delle Città Circolari, promossa dal Comune di Genova insieme a Italia Circolare. Un progetto che non è solo un'iniziativa istituzionale, ma un cambio di paradigma: fare rete per accelerare la transizione.
La Pasqua del 2026 trova il mondo del Packaging in una fase di profondo cambiamento, quasi sulla soglia di una nuova era, nella quale la Sostenibilità assume nel Packaging una inedita centralità, sulla scorta di nuovi dettami di natura tecnico-giuridica. Per la Pasqua 2026, infatti, Iginio Massari Alta Pasticceria ha rivisto le regole del tipico regalo pasquale, in collaborazione con Rifò, prestigioso brand italiano pioniere della moda circolare. Protagonista assoluto del progetto è il Foulard di Rifò, che avvolge e confeziona l’Uovo di Cioccolato di Iginio Massari Alta Pasticceria, rivisitando e reinterpretando il canonico concetto di Packaging.
L’Idroponica è oggi uno dei sistemi più utilizzati per la coltivazione fuori suolo e rappresenta una tecnica in cui le piante crescono senza terra, ma in acqua arricchita con soluzioni nutritive. Un fondamentale contributo di Innovazione, per rendere le tecniche in esame sempre più sostenibili, arriva da una ricerca congiunta della LUB – Libera Università di Bolzano e dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. I ricercatori dei due enti, infatti, hanno messo a punto un sistema biodegradabile e compostabile, che permette di sostituire le strutture in materie plastiche utilizzate per la realizzazione degli impianti con un idrogel ottenuto dall'alga rossa.
Le imprese italiane del Tessile hanno dinanzi una sola strada per affrontare il difficile momento del settore del lusso: puntare sull’Innovazione e sulla Sostenibilità. Questa è la ricetta che sta adottando Gentili Mosconi, gruppo nato a Como che realizza tessuti di alta qualità per l’abbigliamento, l’arredamento e la nautica. L'Azienda ha recentemente annunciato il rinnovo di una collaborazione strategica per promuovere contenuti tecnologici ed elementi di sostenibilità, nei processi di stampa della filiera tessile, con Konica Minolta, multinazionale giapponese leader nella produzione di sistemi per la stampa digitale.
C'è una parola che più di altre attraversa e definisce il pensiero di Luca Dal Fabbro: rigenerazione. Rigenerare le materie, l'industria, perfino il modo in cui l'Europa immagina sé stessa in un contesto geopolitico attraversato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche: "Dobbiamo imparare a trasformare l'incertezza in vantaggio strategico". Non è un caso che il Presidente di Iren, parallelamente Presidente dell'ESG European Institute, di Utilitalia e Vice Presidente del Circular Economy Network, abbia dedicato gran parte della sua riflessione pubblica proprio all'economia circolare, interpretandola non come semplice cultura ambientale, ma come paradigma produttivo e leva industriale decisiva per la costruzione del futuro del Paese.
Ci sono imprenditori che scoprono la sostenibilità perché tutto sommato conviene, altri che la considerano l’unico modo possibile di fare impresa. Primo Barzoni, classe 1954, nato e cresciuto a Viadana, piccola città sul Po al confine tra Mantova e Cremona, appartiene decisamente alla seconda categoria. Presidente e amministratore delegato di Palm SpA SB, azienda familiare fondata nel 1980 insieme ai fratelli Antonio, Lorenzo e Maurizio, ha costruito in quarantacinque anni un modello capace di valorizzare insieme i capitali umano, economico e ambientale, anticipando di fatto la cultura della sostenibilità e dell’economia circolare. Il prodotto che Palm realizza ogni giorno è tra i più invisibili e necessari dell'economia globale: il pallet di legno. Eppure, nelle mani di Barzoni, questo oggetto anonimo è diventato il veicolo di una visione precisa.
Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia, ha fatto della sostenibilità una visione capace di definire la competitività del packaging del futuro. Ogni imballaggio non è solo un contenitore, ma una storia che racconta i prodotti, le persone che li scelgono e l’ambiente in cui viviamo: “Siamo entrati nell’era del packaging". Questa idea guida l’approccio alla sostenibilità di Castellini. Non un concetto astratto, ma una strategia concreta, portata avanti con coerenza attraverso il progetto Better Planet Packaging che crea sostenibilità misurabile e certificata, dalla progettazione di soluzioni innovative alla spinta verso la mono-materialità e la riduzione della fibra vergine, dalla ricerca di materiali riciclabili e biodegradabili alla collaborazione con i clienti: ogni scelta contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a creare valore condiviso.
La seconda giornata della Task Force Nazionale dedicata a Transizione Energetica, Risorse Idriche ed Economia Circolare si è svolta martedì 19 maggio 2026 a Milano, presso la sede di Daikin Air Conditioning, organizzata da Task Force Italia. Al suo interno e promossa da Smurfit Westrock Italia, la Round Table “Il packaging del futuro. Progettare e realizzare imballaggi che non lascino tracce per chi verrà dopo di noi” è stata moderata dalla giornalista Virginia Saba e ha riunito manager e figure autorevoli provenienti da mondi diversi — industria, retail, logistica, ristorazione e consulenza — per un confronto concreto e multidisciplinare sul futuro degli imballaggi.
A Orsenigo prende forma un modello avanzato di industria del packaging, dove integrazione produttiva, innovazione e sostenibilità convergono in un unico sistema. Lo stabilimento Smurfit Westrock Italia si configura come centro di eccellenza capace di presidiare l’intera filiera, dalla progettazione alla realizzazione, fino allo sviluppo delle macchine per il confezionamento. In un contesto guidato dalle nuove normative europee e dalla crescente domanda di soluzioni all’insegna dell’economia circolare, il sito lombardo è una vera e propria piattaforma concreta di sviluppo per il packaging a base carta.
In Smurfit Westrock produciamo packaging a base carta da sempre, da prima che la parola sostenibilità entrasse nel lessico industriale. Siamo sostenibili per natura e vocazione, non per opportunismo o per inseguire una pressione normativa. È per questo che la Giornata Nazionale del Riciclo della Carta (la cui istituzione con legge nazionale è ormai a un passo dal completamento, dopo l'approvazione alla Camera e con l'iter in corso al Senato) non è per noi solo un'occasione simbolica, ma rappresenta il riconoscimento pubblico di un impegno che costruiamo ogni giorno, lungo tutta la filiera.
Nelle città i residenti chiedono un maggiore controllo sull'impatto del turismo, mentre le aree rurali avvertono il rischio di perdere la propria identità a causa delle ondate stagionali di visitatori. Tali pressioni evidenziano la necessità di evolvere e approfondire la sostenibilità con concretezza, nella pratica quotidiana. Sulla base dell'Agenda europea del turismo, molte destinazioni stanno adottando un approccio rigenerativo, che estende la sostenibilità ripristinando ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi (net-positive impacts) e lasciando luoghi e comunità in condizioni migliori rispetto a prima dell'incontro con il turismo.
Per chi viaggia in autostrada, lungo la A12 - tracciato che collega Genova con Cecina, Tarquinia e Roma seguendo il litorale tirrenico e la via Aurelia - c'è una nuova straordinaria opportunità: recentemente è stata realizzata una passerella pedonale che consente di accedere all’area archeologica di Luni direttamente, con una breve passeggiata, senza nemmeno uscire al casello e potendo lasciare l'auto in un'area di sosta appositamente attrezzata. Un caso di "permeabilità" più unico che raro nel "Bel Paese", che potrebbe diventare un modello.
«Questa è una delle storie che amo di più. Una di quelle che racconto nelle aule di formazione, nei convegni e nelle tavolate conviviali. È una storia di sogni che si realizzano, di coraggio, di coerenza e di cocciuta resilienza, con tutti i contorni della sfida». Così Federico Massimo Ceschin introduce la narrazione, a tratti fiabesca ma completamente reale, di un manipolo di amici appassionati e testardi che da decenni mettono in scena una delle esperienze più incredibili di turismo in natura: la Discesa Internazionale del Tevere.
Da un incidente in motoslitta a tre medaglie paralimpiche. Mike Schultz non si è limitato a tornare in gara: ha progettato la protesi con cui gareggia — e con cui competono anche i suoi avversari. Oggi circa 25 atleti alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 scendono in pista con componenti sviluppati dalla sua azienda, BioDapt. È una storia che intreccia sport, ingegneria e stampa 3D. E che mostra come, quando la tecnologia nasce da un bisogno reale, può cambiare la vita di molti.
Da qualche mese monitoro i miei passi, il peso con una bilancia smart e il cibo con un sistema basato su intelligenza artificiale. Quello che ho notato non è solo una perdita di qualche chilo: è che vedere i dati ha cambiato il mio rapporto con il movimento, con l'alimentazione, con me stesso. È esattamente questo il salto concettuale che rappresenta il BodyScan 2 di Withings, vincitore del CES Innovation Awards 2026 nella categoria Embedded Technologies.
C’è un’immagine che mi è rimasta impressa per anni, come un seme gentile e insieme inquietante: un bambino che disegna un pollo con quattro zampe. Non per fantasia. Per logica. Perché al supermercato esistono confezioni “da quattro cosce” di pollo, e quando il contatto con l’animale reale evapora, la mente ricompone il mondo a partire dai suoi derivati. Un’immagine che mi si è innestata con forza al CES 2026 di Las Vegas sulle tecnologie di ingaggio per l’osservazione della natura.
Domani presso la Torre PwC in Piazza Tre Torri a Milano si terrà la VI edizione di Green Retail Lab, il percorso di Retail Institute Italy in collaborazione con Italia Circolare con l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità, declinata nelle sue tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, e della circolarità nel settore Retail. Le aziende sono chiamate, attraverso i punti di vendita, a svolgere un ruolo centrale per il benessere dei territori dove operano.
Nasce nonsprecoilcibo.it. il Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna, presentato alla V edizione del Green Retail Lab di Retail Institute Italy. Il progetto, realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo, invita le marche e le insegne della distribuzione moderna ad assumere un impegno congiunto per contrastare concretamente ogni forma di spreco nel settore food and beverage. I beneficiari saranno 26.000 punti di vendita della Distribuzione moderna in Italia, con 58 milioni di consumatori che tutte le settimane fanno le loro scelte alimentari.
Si terrà domani, 5 giugno, presso la Torre PwC a Milano, la V edizione di Green Retail Lab: le strategie del Retail per un presente sostenibile, l’evento di Retail Institute Italy che si pone l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità e della circolarità nel settore Retail. L’incontro, ormai punto di riferimento per tutta la community del retail, ospiterà la presentazione dell’importante progetto realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo: il Patto contro lo Spreco per la distribuzione moderna, che nasce con l’obiettivo di contrastare concretamente lo spreco nel settore alimentare.
Per lungo tempo il dibattito pubblico e manageriale ha celebrato la figura dell’eroe solitario: il leader visionario, l’imprenditore carismatico, il decisore capace di imprimere svolte decisive grazie alla sola forza individuale. Alleanze coraggiose (Franco Angeli, 2025) si colloca in discontinuità rispetto a questa narrazione e propone una tesi netta: nell’attuale scenario di complessità sistemica, il cambiamento non è più sostenibile come impresa individuale, ma come costruzione collettiva. La prosperità non coincide con il successo individuale o con l’ottimizzazione interna dell’organizzazione, ma con la capacità di generare impatto condiviso attraverso relazioni strutturate, intenzionali e trasformative.
Il restauro della natura è l’insieme di interventi volti a ripristinare ecosistemi danneggiati o distrutti per recuperare la loro biodiversità e le loro funzioni. Roberto Danovaro, uno degli scienziati più autorevoli a livello internazionale nel campo della biologia marina e della sostenibilità, affronta il tema in maniera chiara e approfondita nel libro Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo (Edizioni Ambiente). Si tratta del primo volume in italiano dedicato al restauro ecologico, tema sempre più centrale nel dibattito ambientale, soprattutto dopo l’approvazione della Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, tanto da essere definita dall’autore come la più grande sfida dei nostri tempi.
E se il suono fosse la chiave per riscoprire il nostro legame con la natura? Troppo spesso la musica è stata ridotta a semplice sottofondo del nostro vivere, dimenticando il suo potere di evocare emozioni, raccontare storie e trasformare la nostra percezione del mondo. "E se fosse la musica a salvarci? La memoria dei suoni e la sfida climatica" (Mimesis Edizioni) di Dario Giardi indaga l’intima connessione tra paesaggio sonoro e coscienza ecologica, rivelando come la musica possa diventare uno strumento essenziale per risvegliare e accrescere la sensibilità ambientale. Attraverso il concetto di “memoryscape”, la memoria dei suoni, ci invita a riscoprire un patrimonio acustico perduto e a ristabilire un equilibrio con l’ambiente che ci circonda. La musica, in tutte le sue forme, non è solo un’arte, ma un ponte verso un futuro più consapevole e sostenibile.
Nel nostro Paese, ogni famiglia getta via in media circa mezzo chilo di cibo a settimana e lo spreco alimentare ha un costo di circa 290 euro all’anno per nucleo familiare: numeri che raccontano non solo un problema etico, ma una sfida ambientale ed economica di vasta portata. In questo scenario si colloca Scrap the Food Waste, un progetto europeo che vuole trasformare la consapevolezza individuale in cambiamento concreto. Promosso da un consorzio multistakeholder guidato da Will Media e insieme all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), all’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e alla startup sostenibile AWorld, l’iniziativa intende studiare, informare e agire sulle cause profonde dello spreco alimentare, con un focus particolare su ciò che accade dentro le nostre case.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con i suoi partner scientifici e industriali, presenta domani 7 maggio a Tuttofood 2025 il convegno dal titolo “Circular Economy for Food e riduzione dello spreco: un’opportunità per il settore agroalimentare”, in cui racconterà il progetto Uovo Circolare e i percorsi di formazione, innovazione e certificazione destinati al settore agroalimentare. Moderatore sarà Paolo Marcesini, Direttore di Italia Circolare, che presenterà nello specifico l’evoluzione del progetto nonsprecoilcibo.it.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG) ha annunciato il lancio dell'Executive Master in Circular Economy for Food, il primo programma in Italia dedicato all’economia circolare nel settore alimentare. Il Master, che inizierà a gennaio 2025, è pensato per professionisti e manager che desiderano diventare protagonisti del cambiamento verso la sostenibilità e la transizione ecologica. Il nuovo Executive Master, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e della sostenibilità, si rivolge a chi già opera nel mondo dell'innovazione e della sostenibilità o desidera farlo.
Giunto alla sua quarta edizione, il Monitor for Circular Fashion della SDA Bocconi School of Management si conferma come uno dei principali punti di riferimento in Europa per la transizione del settore moda verso modelli di business circolari. Diretto dalla professoressa Francesca Romana Rinaldi – docente ed esperta in sostenibilità, innovazione e circular economy –, il Monitor promuove ricerca, formazione e co-creazione tra imprese, istituzioni e stakeholder della filiera, con l’obiettivo di rendere la trasformazione sostenibile del Made in Italy misurabile, concreta e condivisa. Attraverso analisi empiriche, workshop e indicatori specifici, il progetto supporta l’adozione di pratiche trasparenti, responsabili e tracciabili lungo tutta la catena del valore.
Nell’epoca della sovrapproduzione tessile e politica del consumo, Humana Vintage si distingue per il suo impegno nel finanziamento di progetti internazionali rivolti alle comunità più vulnerabili attraverso la vendita di capi second hand e pezzi unici vintage. L’usato diventa la fonte per contribuire a piccoli cambiamenti per rendere il mondo un luogo più solidale e inclusivo. Humana Vintage è iniziativa collaterale dell'organizzazione non-profit internazionale Humana People to People, federazione umanitaria di cooperazione internazionale. La missione principale di Humana è quella di finanziare e sviluppare progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità più vulnerabili, dedicandosi principalmente ai Paesi del Sud del mondo.
Stratificazione, intreccio, materia. Ogni fibra racconta una storia, ogni trama intreccia passato e futuro, saper fare e tradizione. Nella materia si depositano memorie, mentre la creatività e l’innovazione modellano nuove forme di sostenibilità. Per alcune aziende, questo è già parte dell’identità. RadiciGroup incarna questa filosofia da oltre ottant’anni: un continuo percorso di trasformazione e crescita che ha visto un piccolo laboratorio tessile diventare leader internazionale nella produzione di polimeri, fibre sintetiche e tecnopolimeri. Fondata nel 1941 da Pietro Radici, l’azienda nasce tra le montagne della Val Gandino, territorio che ha l’arte tessile da sempre nel DNA.
L’Italia rafforza la propria leadership nel turismo balneare sostenibile. Nel 2026 sono 257 i Comuni italiani premiati con la Bandiera Blu, undici in più rispetto allo scorso anno. Il riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education conferma il peso crescente del Paese nelle classifiche mondiali della qualità ambientale costiera. La Liguria resta ancora la regione più premiata d’Italia con 35 Comuni Bandiera Blu, due in più rispetto al 2025 grazie all’ingresso di Andora e Taggia.
Dal 22 al 24 maggio torna la Festa dello Sport al Porto Antico di Genova. Anche quest’anno Basko sostiene l’iniziativa e, per la prima volta, partecipa anche alle premiazioni del “Passaporto dello Sport” con gadget e merende dedicate ai partecipanti.
Lo scorso gennaio, a Parigi, ha aperto al Jeu de Paume una grande retrospettiva dedicata al fotografo britannico Martin Parr, Martin Parr – Global Warning, visitabile fino al 24 maggio 2026. La mostra ripercorre oltre cinque decenni di attività attraverso circa 180 opere, restituendo lo sguardo ironico e profondamente critico con cui l’artista ha indagato le contraddizioni del nostro tempo: dal consumismo globale al turismo di massa, fino agli stili di vita dell’élite economica.
Le discariche nascono come luoghi nascosti dello scarto, rifugi di tutto quello che non vogliamo più vedere. Negli ultimi anni alcune esperienze italiane stanno ridefinendo il ruolo delle discariche, trasformandole da luoghi percepiti come marginali in spazi attivi di relazione, cultura e partecipazione civica. In questi casi, la gestione dei rifiuti diventa un punto di partenza per innescare processi di rigenerazione territoriale, educativa e simbolica. Peccioli, La Filippa e i progetti sviluppati da Dimensione Ambiente raccontano tre modalità diverse ma convergenti di questo cambiamento.
Come può una città con oltre 800 anni di storia trasformarsi in un modello europeo di sostenibilità? Lo scorso novembre, Guimarães è stata eletta European Green Capital 2026, dimostrando che innovazione, partecipazione dei cittadini e gestione intelligente delle risorse possono cambiare radicalmente la vita urbana. Dal centro storico patrimonio UNESCO alle politiche ambientali all’avanguardia, la città portoghese racconta un percorso concreto di trasformazione, in cui creatività, scienza e cultura locale si incontrano per costruire un futuro più verde.
È stato inaugurato ad Atessa (Chieti) Riexperia, il nuovo Museo dell’Ambiente e dell’Economia Circolare, primo nel suo genere in Abruzzo e tra i primi in Italia dedicati alla sostenibilità, all’educazione ambientale e al pensiero ecologico. Situato nel centro storico, nella sede dell’ex Tribunale restituito alla comunità attraverso un importante progetto di rigenerazione urbana, Riexperia nasce con l’obiettivo di essere molto più di un museo tradizionale: è un percorso esperienziale, interattivo e immersivo pensato per tutte le età.
Dalla riqualificazione dell’Edificio 37, costruzione razionalista degli anni ‘40 destinata a portineria e mensa Michelin, nasce a Torino una nuova realtà, il MAcA, primo museo in Europa interamente dedicato a temi ambientali. Il progetto dell’architetto Agostino Magnaghi, riconvertendo un’area industriale dismessa, consegna alla città nel 2004 un ambiente nuovo, connotato da una forte missione interattiva e formativa, uno spazio non solo da guardare ma da vivere. Il Museo A come Ambiente (MAcA) dalla sua inaugurazione si è dedicato a quattro grandi temi: energia, rifiuti, acqua e alimentazione, raccontando dei cicli naturali e dell’economia circolare attraverso esperienze immersive, tra mostre, laboratori, percorsi didattici ed exhibit per scuole e famiglie.
In occasione dell’80° anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazione Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Food and Agriculture Organization – FAO) e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre 2025 è stato inaugurato il FAO MuNe – Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura. FAO, l’agenzia specializzata ONU che lavora per sconfiggere la fame nel mondo e garantire la nutrizione e sicurezza alimentare globale, ha realizzato, negli spazi della sede dell’organizzazione a Roma, un nuovo museo che racconta la storia e il futuro dell’agricoltura, dell’alimentazione e del loro sviluppo sostenibile.
La sensibilità ambientale sempre più diffusa, quando incontra la più avanzata cultura della progettazione e della costruzione, si orienta verso la scelta dei materiali naturali, come garanzia di comfort abitativo all’insegna del rispetto dell’ambiente e del risparmio di energia e risorse.
Nel nostro Paese, famoso in tutto il mondo per l’armonia del paesaggio naturale e urbano e per lo stile di vita elegante e raffinato, la pietra naturale ha rappresentato la prima “materia” di incontro tra principi funzionali e principi estetici.
La promozione della cultura dell’uso e della lavorazione delle pietre naturali nel settore delle costruzioni e del design è la mission della Rete d’Imprese Pietra Naturale Autentica, come progetto che riunisce le maggiori Aziende del settore.
Uno scalino, una statua, un pavimento, una colonna, un tavolo, la facciata di una cattedrale.
Il settore delle costruzioni è responsabile del 35% delle emissioni di gas serra. I consumi energetici legati all’abitare costituiscono il 40% dei consumi complessivi di energia.
Il marmo di Carrara migliora l’ambiente che lo circonda in tutti gli ambiti in cui viene impiegato. Come pietra autenticamente naturale, contribuisce a ridurre l’impatto biologico, storico ed ecologico di un edificio nel contesto paesaggistico in cui sorge.