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L'Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro.
È l’unico futuro possibile.
Tutto da raccontare.
Realizzato con il supporto di Bain & Company Italia e presentato da Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia, l'outlook "Energia per competere" analizza l’evoluzione del mercato dei servizi energetici, trainato da Pubblica Amministrazione, industria e terziario. Le grandi imprese mostrano un progresso significativo nell’efficienza energetica, mentre il terziario registra ancora una bassa diffusione degli interventi. Le proiezioni al 2030 indicano un potenziale di crescita fino a 39 miliardi, con effetti rilevanti su PIL e occupazione lungo l’intera filiera.
C’è un dato, più di altri, che racconta lo stato reale della transizione circolare in Italia: non le strategie, non i piani, ma le pratiche. Duecentocinquantatré, per la precisione. Tante sono le “buone pratiche” raccolte e analizzate nel Rapporto della Piattaforma italiana per l’economia circolare ICESP, presentato a Roma nel marzo 2026. Non si tratta semplicemente di un censimento, ma di una fotografia viva e dinamica di un Paese che, spesso lontano dai riflettori, sta già sperimentando modelli produttivi e sociali capaci di ridurre gli impatti ambientali, ottimizzare l’uso delle risorse e generare valore.
Dal 17 al 22 aprile 2026 Genova ospita la seconda edizione del Circular City Forum, piattaforma di confronto nazionale e internazionale sui modelli di economia circolare applicati ai contesti urbani. Un appuntamento strategico che coinvolge istituzioni, imprese e stakeholder, con il contributo di Italia Circolare in qualità di partner scientifico, per accelerare la transizione sostenibile e rafforzare il ruolo della città come laboratorio di innovazione. Al centro del programma la presentazione del primo Bilancio di Sostenibilità del Comune e della Rete delle Città Circolari insieme a eventi, contest e momenti di networking.
Durante le festività pasquali cresce l’impatto ambientale tra sprechi alimentari, imballaggi e consumi. Il WWF propone un decalogo di azioni concrete per rendere la Pasqua più sostenibile, intervenendo su scelte alimentari, gestione dei rifiuti e comportamenti quotidiani. Un approccio che mette assieme tradizione e responsabilità trasformando le abitudini festive in un momento di cambiamento per la tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Un recente studio della Flinders University mette in discussione il concetto di crescita infinita: siamo già oltre i limiti strutturali del pianeta, e se vogliamo continuare ancora a parlare di sviluppo, l'unica risposta possibile passa attraverso l'adozione del paradigma economico definito dall'economia circolare. Perché la vera domanda, oggi, non è più quanti saremo. Ma se saremo capaci di vivere usando l'unico pianeta che abbiamo a disposizione.
La Giornata internazionale dei rifiuti zero è una ricorrenza annuale proclamata dall’United Nations Environment Programme e dall’United Nations Human Settlements Programme per mobilitare l’azione globale su consumo sostenibile, produzione responsabile e soluzioni circolari per la gestione dei rifiuti. Quest’anno il tema scelto — lo spreco alimentare — ha puntato i riflettori sull’enorme portata di un fenomeno che minaccia la sicurezza alimentare, aggrava la crisi climatica e ostacola la transizione verso un’economia più circolare e resiliente.
Parlare di ambiente senza paralizzare chi ascolta è possibile, se si smette di puntare solo su numeri e si comincia a costruire narrazioni coinvolgenti (come insegna George Lakoff). George Lakoff, per chi non lo conoscesse, è una specie di Yoda della linguistica cognitiva. Uno che ha capito che le parole non sono solo suoni o segni su un foglio, ma potenti attivatori di “frame” mentali, ovvero strutture mentali fatte di idee, immagini, valori e associazioni che si accendono nel nostro cervello quando sentiamo una parola o un concetto. Lakoff ci insegna che i fatti da soli non convincono se si scontrano con il frame mentale già attivo in una persona. Quindi, come usiamo ‘sti frame per parlare di ambiente senza far sbadigliare il pubblico?
Gli oggetti sono presidi di sostenibilità. La prossima volta che avete bisogno di un trapano, una macchina fotografica o un deumidificatore, invece di comprarlo potete semplicemente andare a prenderlo in biblioteca? Tutto questo grazie a Leila — La Biblioteca degli Oggetti. Il progetto, nato a Bologna come startup innovativa e Società Benefit, ha una premessa tanto semplice quanto rivoluzionaria: abbiamo bisogno di utilizzare gli oggetti, non di possederli. «Condividere is the new possedere», recita il sito di Leila, che mette a catalogo tutto quello che semplicemente può servire.
Nel panorama alimentare italiano, dove la parola “salute” è diventata sempre più centrale nelle scelte quotidiane di ognuno di noi, la nascita di Healtion Group segna un passaggio decisivo e significativo che va oltre la semplice aggregazione industriale. Stiamo parlando del tentativo concreto di dare forma e sostanza a una nuova filiera del cibo consapevole, capace di tenere insieme biologico, innovazione e accessibilità. Costituita come società benefit, Healtion nasce con l’obiettivo dichiarato di sviluppare un ecosistema dedicato all’alimentazione healthy e “free from”, intercettando una trasformazione ormai evidente nei consumi. Non più soltanto qualità organolettica o tradizione, ma attenzione agli ingredienti, alla digeribilità, agli impatti ambientali e agli stili di vita.
A Genova, dove tutto comincia, è stato l’amore per il suo cane a ispirare Pier Giovanni Capellino a fondare nel 2000 l’azienda di alimenti per animali domestici Almo Nature. L’ha costruita mattone per mattone con il fratello Lorenzo, l’ha portata a competere sui mercati internazionali, ne ha fatto una delle eccellenze italiane del pet food. Poi, quando l’azienda ha raggiunto i vertici del settore, ha deciso di regalarla. Non a un socio, non a un fondo. Alla natura. Dal primo gennaio 2018 Capellino ha scelto di rinunciare ai dividendi e di privarsi di gran parte della ricchezza di Almo Nature per la Fondazione Capellino.
Nel luglio 2026 entrerà pienamente in vigore il Regolamento ESPR — Ecodesign for Sustainable Products Regulation — e con esso l'obbligo progressivo di dotare i propri prodotti di un Digital Product Passport (DPP). Il passaporto digitale è destinato a ridisegnare in profondità il modo in cui le aziende progettano, producono, comunicano e gestiscono i propri beni lungo l'intero ciclo di vita. Per aiutare le imprese a orientarsi in questo scenario, Intertek, uno dei principali operatori mondiali nel campo della qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti, ha lanciato un servizio dedicato al Digital Product Passport: un'offerta integrata di advisory e managed services pensata per accompagnare produttori, brand e retailer lungo tutto il percorso di adeguamento normativo e valorizzazione strategica del DPP.
Il settore del packaging in Italia ha raggiunto una dimensione davvero importante: un mercato che vale oltre 50 miliardi di euro, in forte espansione soprattutto grazie alla spinta della compliance normativa europea dettata delle nuove esigenze di sostenibilità ambientale, economia circolare e responsabilità sociale. In questo contesto prende forma un’iniziativa che potrebbe cambiare il modo in cui le aziende – grandi e piccole – affrontano la sostenibilità nel mondo degli imballaggi industriali: nasce PackInPro, marchio e progetto pensato per certificare la sostenibilità reale del packaging, andando ben oltre slogan e claim di facciata.
Mentre negli ultimi anni sono proliferati strumenti per misurare la circolarità di prodotti e modelli di business, molto meno è stato fatto per aiutare le imprese — soprattutto le piccole e medie — a integrare criteri di economia circolare nella selezione dei fornitori. A colmare questo vuoto interviene una recente ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, pubblicata sul Journal of Cleaner Production, che introduce il CAoS tool — Circular Assessment of Suppliers: uno strumento operativo pensato per rendere il procurement circolare una pratica concreta e accessibile, anche per chi non dispone di grandi risorse interne o competenze specialistiche. Il cuore dell’innovazione ideata dai ricercatori Filippo Corsini, Chiara De Bernardi, Natalia Marzia Gusmerotti e Marco Frey sta nella semplicità.
La Fondazione Isola d'Elba ETS e Cesvot (Centro Servizi per il Volontariato Toscano) inaugurano un nuovo e importante punto di riferimento per le associazioni dell'isola: lo Sportello per il Volontariato, con sede a Portoferraio, in Viale Teseo Tesei 12, presso il Centro Servizi Il Molino. Il servizio nasce nell'ambito di una convenzione avviata nel 2025 tra i due enti e si propone di offrire alle realtà del terzo settore elbano informazioni, orientamento e supporto concreto nella gestione delle attività associative.
La sostenibilità sta progressivamente uscendo dalla dimensione valoriale per diventare una leva concreta di competitività per le imprese. Accesso al credito, partecipazione ai bandi e permanenza nelle filiere produttive sono sempre più spesso i terreni su cui si misura la capacità delle aziende, in particolare delle PMI, di affrontare la transizione. In questo contesto si inserisce la collaborazione tra BPER Banca e RINA, che hanno dato vita al BPER Sustainable Finance Lab, un’iniziativa pensata per accompagnare le imprese in un percorso strutturato verso la sostenibilità, integrando strumenti finanziari, competenze tecniche e sistemi di misurazione.
Un importante investimento europeo segna un passo avanti per l’economia circolare nel settore tessile: Reju, società francese specializzata nella rigenerazione tessile, ha ottenuto 135 milioni di euro di finanziamento dal programma olandese NIKI (Nationale Investeringsregeling Klimaatprojecten Industrie) per sviluppare un Regeneration Hub su scala industriale presso il Chemelot Industrial Park a Sittard‑Geleen.
Una nuova frontiera della gestione dei rifiuti elettronici professionali sta prendendo forma in Italia grazie al programma Exceed promosso da Erion Professional. Nel 2025, l’applicazione di questo modello innovativo ha consentito di evitare oltre 6.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica equivalente, contribuendo in modo tangibile alla riduzione dell’impronta climatica della filiera dei RAEE professionali.
La Pasqua del 2026 trova il mondo del Packaging in una fase di profondo cambiamento, quasi sulla soglia di una nuova era, nella quale la Sostenibilità assume nel Packaging una inedita centralità, sulla scorta di nuovi dettami di natura tecnico-giuridica. Per la Pasqua 2026, infatti, Iginio Massari Alta Pasticceria ha rivisto le regole del tipico regalo pasquale, in collaborazione con Rifò, prestigioso brand italiano pioniere della moda circolare. Protagonista assoluto del progetto è il Foulard di Rifò, che avvolge e confeziona l’Uovo di Cioccolato di Iginio Massari Alta Pasticceria, rivisitando e reinterpretando il canonico concetto di Packaging.
L’Idroponica è oggi uno dei sistemi più utilizzati per la coltivazione fuori suolo e rappresenta una tecnica in cui le piante crescono senza terra, ma in acqua arricchita con soluzioni nutritive. Un fondamentale contributo di Innovazione, per rendere le tecniche in esame sempre più sostenibili, arriva da una ricerca congiunta della LUB – Libera Università di Bolzano e dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. I ricercatori dei due enti, infatti, hanno messo a punto un sistema biodegradabile e compostabile, che permette di sostituire le strutture in materie plastiche utilizzate per la realizzazione degli impianti con un idrogel ottenuto dall'alga rossa.
Le imprese italiane del Tessile hanno dinanzi una sola strada per affrontare il difficile momento del settore del lusso: puntare sull’Innovazione e sulla Sostenibilità. Questa è la ricetta che sta adottando Gentili Mosconi, gruppo nato a Como che realizza tessuti di alta qualità per l’abbigliamento, l’arredamento e la nautica. L'Azienda ha recentemente annunciato il rinnovo di una collaborazione strategica per promuovere contenuti tecnologici ed elementi di sostenibilità, nei processi di stampa della filiera tessile, con Konica Minolta, multinazionale giapponese leader nella produzione di sistemi per la stampa digitale.
Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia, ha fatto della sostenibilità una visione capace di definire la competitività del packaging del futuro. Ogni imballaggio non è solo un contenitore, ma una storia che racconta i prodotti, le persone che li scelgono e l’ambiente in cui viviamo: “Siamo entrati nell’era del packaging". Questa idea guida l’approccio alla sostenibilità di Castellini. Non un concetto astratto, ma una strategia concreta, portata avanti con coerenza attraverso il progetto Better Planet Packaging che crea sostenibilità misurabile e certificata, dalla progettazione di soluzioni innovative alla spinta verso la mono-materialità e la riduzione della fibra vergine, dalla ricerca di materiali riciclabili e biodegradabili alla collaborazione con i clienti: ogni scelta contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a creare valore condiviso.
Milanese, laureato in Economia, Giorgio Santambrogio ha costruito il proprio percorso professionale interamente nel mondo della distribuzione moderna. Dal 2013 è Amministratore Delegato del Gruppo VéGé, il primo gruppo della distribuzione moderna nato in Italia, che riunisce numerose imprese radicate sui territori, descrivendo una mappa del Paese. A questo ruolo strategico si aggiunge il suo impegno in Federdistribuzione, dove porta una visione integrata e sistemica di sostenibilità, qualità e responsabilità sociale, contribuendo a indirizzare l’intero settore verso pratiche sempre più consapevoli. «Non può esistere sostenibilità senza qualità e non può esistere qualità senza sostenibilità», ha scritto. La grande distribuzione, per Santambrogio, non è uno specchio passivo dei desideri, ma un attore consapevole che orienta comportamenti e modelli di consumo.
La sostenibilità, per Susanna Martucci, non è un concetto da studiare né un’etichetta da applicare: è il modo in cui si costruisce il futuro. È negli sguardi che si fermano dove altri passano oltre, nei gesti che vedono valore dove il mondo vede solo rifiuto. È in quell’istante che nasce Alisea, nel 1994 a Bologna, molto prima che la parola “economia circolare” entrasse nei documenti ufficiali o nei piani industriali. “Abbiamo visto e trovato una risorsa lì dove la maggioranza delle aziende vedeva solo rifiuti e residui”, ricorda Martucci. Ed è da quell’intuizione che prende forma un’impresa che trasforma scarti in storie, materiali in oggetti, rifiuti in bellezza.
Intervista a Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia. C’è un momento in cui l’economia circolare smette di essere un principio e si trasforma in sistema. Succede quando la natura dialoga con la produzione industriale, la raccolta differenziata alimenta un nuovo paradigma del valore, il macero rientra in cartiera, la progettazione incontra la logistica e l’imballaggio torna a essere materia prima. È lì che il cerchio si chiude, pronto a rigenerarsi in nuovi cicli produttivi. Smurfit Westrock opera esattamente in questo spazio: una filiera integrata che parte dalla fibra – vergine o riciclata – la trasforma in carta, la progetta come soluzione industriale e la riporta nel ciclo produttivo. Non una somma di attività isolate, ma un’infrastruttura coerente, autosufficiente, costruita negli anni attorno alla continuità della materia e alla sua rigenerazione.
Dalla raccolta differenziata agli imballaggi destinati all’industria, la filiera italiana di Smurfit Westrock dimostra come l’economia circolare possa tradursi in infrastruttura produttiva concreta. Un sistema integrato che valorizza la fibra riciclata, rafforza l’autonomia nazionale e coniuga sostenibilità ambientale e competitività industriale.
Si è svolta a Bologna, la scorsa settimana, la Sales Conference di Smurfit Westrock Italia che ha visto la partecipazione di 160 protagonisti della rete vendita, momento chiave di confronto e condivisione per il team commerciale dell’azienda. L’incontro, ospitato in un albergo della città, ha riunito manager e professionisti provenienti da tutta Italia per fare il punto sui risultati raggiunti, sulle strategie per il nuovo anno e sulle opportunità di crescita in un mercato sempre più orientato a soluzioni di packaging sostenibile e innovative. La convention ha rappresentato anche un’importante occasione di team building e allineamento sugli obiettivi futuri, rafforzando lo spirito di squadra e la visione condivisa dell’azienda. Alla convention ha partecipato anche Italia Circolare.
Nelle città i residenti chiedono un maggiore controllo sull'impatto del turismo, mentre le aree rurali avvertono il rischio di perdere la propria identità a causa delle ondate stagionali di visitatori. Tali pressioni evidenziano la necessità di evolvere e approfondire la sostenibilità con concretezza, nella pratica quotidiana. Sulla base dell'Agenda europea del turismo, molte destinazioni stanno adottando un approccio rigenerativo, che estende la sostenibilità ripristinando ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi (net-positive impacts) e lasciando luoghi e comunità in condizioni migliori rispetto a prima dell'incontro con il turismo.
Per chi viaggia in autostrada, lungo la A12 - tracciato che collega Genova con Cecina, Tarquinia e Roma seguendo il litorale tirrenico e la via Aurelia - c'è una nuova straordinaria opportunità: recentemente è stata realizzata una passerella pedonale che consente di accedere all’area archeologica di Luni direttamente, con una breve passeggiata, senza nemmeno uscire al casello e potendo lasciare l'auto in un'area di sosta appositamente attrezzata. Un caso di "permeabilità" più unico che raro nel "Bel Paese", che potrebbe diventare un modello.
«Questa è una delle storie che amo di più. Una di quelle che racconto nelle aule di formazione, nei convegni e nelle tavolate conviviali. È una storia di sogni che si realizzano, di coraggio, di coerenza e di cocciuta resilienza, con tutti i contorni della sfida». Così Federico Massimo Ceschin introduce la narrazione, a tratti fiabesca ma completamente reale, di un manipolo di amici appassionati e testardi che da decenni mettono in scena una delle esperienze più incredibili di turismo in natura: la Discesa Internazionale del Tevere.
Da un incidente in motoslitta a tre medaglie paralimpiche. Mike Schultz non si è limitato a tornare in gara: ha progettato la protesi con cui gareggia — e con cui competono anche i suoi avversari. Oggi circa 25 atleti alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 scendono in pista con componenti sviluppati dalla sua azienda, BioDapt. È una storia che intreccia sport, ingegneria e stampa 3D. E che mostra come, quando la tecnologia nasce da un bisogno reale, può cambiare la vita di molti.
Da qualche mese monitoro i miei passi, il peso con una bilancia smart e il cibo con un sistema basato su intelligenza artificiale. Quello che ho notato non è solo una perdita di qualche chilo: è che vedere i dati ha cambiato il mio rapporto con il movimento, con l'alimentazione, con me stesso. È esattamente questo il salto concettuale che rappresenta il BodyScan 2 di Withings, vincitore del CES Innovation Awards 2026 nella categoria Embedded Technologies.
C’è un’immagine che mi è rimasta impressa per anni, come un seme gentile e insieme inquietante: un bambino che disegna un pollo con quattro zampe. Non per fantasia. Per logica. Perché al supermercato esistono confezioni “da quattro cosce” di pollo, e quando il contatto con l’animale reale evapora, la mente ricompone il mondo a partire dai suoi derivati. Un’immagine che mi si è innestata con forza al CES 2026 di Las Vegas sulle tecnologie di ingaggio per l’osservazione della natura.
Domani presso la Torre PwC in Piazza Tre Torri a Milano si terrà la VI edizione di Green Retail Lab, il percorso di Retail Institute Italy in collaborazione con Italia Circolare con l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità, declinata nelle sue tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, e della circolarità nel settore Retail. Le aziende sono chiamate, attraverso i punti di vendita, a svolgere un ruolo centrale per il benessere dei territori dove operano.
Nasce nonsprecoilcibo.it. il Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna, presentato alla V edizione del Green Retail Lab di Retail Institute Italy. Il progetto, realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo, invita le marche e le insegne della distribuzione moderna ad assumere un impegno congiunto per contrastare concretamente ogni forma di spreco nel settore food and beverage. I beneficiari saranno 26.000 punti di vendita della Distribuzione moderna in Italia, con 58 milioni di consumatori che tutte le settimane fanno le loro scelte alimentari.
Si terrà domani, 5 giugno, presso la Torre PwC a Milano, la V edizione di Green Retail Lab: le strategie del Retail per un presente sostenibile, l’evento di Retail Institute Italy che si pone l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità e della circolarità nel settore Retail. L’incontro, ormai punto di riferimento per tutta la community del retail, ospiterà la presentazione dell’importante progetto realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo: il Patto contro lo Spreco per la distribuzione moderna, che nasce con l’obiettivo di contrastare concretamente lo spreco nel settore alimentare.
Per lungo tempo il dibattito pubblico e manageriale ha celebrato la figura dell’eroe solitario: il leader visionario, l’imprenditore carismatico, il decisore capace di imprimere svolte decisive grazie alla sola forza individuale. Alleanze coraggiose (Franco Angeli, 2025) si colloca in discontinuità rispetto a questa narrazione e propone una tesi netta: nell’attuale scenario di complessità sistemica, il cambiamento non è più sostenibile come impresa individuale, ma come costruzione collettiva. La prosperità non coincide con il successo individuale o con l’ottimizzazione interna dell’organizzazione, ma con la capacità di generare impatto condiviso attraverso relazioni strutturate, intenzionali e trasformative.
Il restauro della natura è l’insieme di interventi volti a ripristinare ecosistemi danneggiati o distrutti per recuperare la loro biodiversità e le loro funzioni. Roberto Danovaro, uno degli scienziati più autorevoli a livello internazionale nel campo della biologia marina e della sostenibilità, affronta il tema in maniera chiara e approfondita nel libro Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo (Edizioni Ambiente). Si tratta del primo volume in italiano dedicato al restauro ecologico, tema sempre più centrale nel dibattito ambientale, soprattutto dopo l’approvazione della Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, tanto da essere definita dall’autore come la più grande sfida dei nostri tempi.
E se il suono fosse la chiave per riscoprire il nostro legame con la natura? Troppo spesso la musica è stata ridotta a semplice sottofondo del nostro vivere, dimenticando il suo potere di evocare emozioni, raccontare storie e trasformare la nostra percezione del mondo. "E se fosse la musica a salvarci? La memoria dei suoni e la sfida climatica" (Mimesis Edizioni) di Dario Giardi indaga l’intima connessione tra paesaggio sonoro e coscienza ecologica, rivelando come la musica possa diventare uno strumento essenziale per risvegliare e accrescere la sensibilità ambientale. Attraverso il concetto di “memoryscape”, la memoria dei suoni, ci invita a riscoprire un patrimonio acustico perduto e a ristabilire un equilibrio con l’ambiente che ci circonda. La musica, in tutte le sue forme, non è solo un’arte, ma un ponte verso un futuro più consapevole e sostenibile.
Nel nostro Paese, ogni famiglia getta via in media circa mezzo chilo di cibo a settimana e lo spreco alimentare ha un costo di circa 290 euro all’anno per nucleo familiare: numeri che raccontano non solo un problema etico, ma una sfida ambientale ed economica di vasta portata. In questo scenario si colloca Scrap the Food Waste, un progetto europeo che vuole trasformare la consapevolezza individuale in cambiamento concreto. Promosso da un consorzio multistakeholder guidato da Will Media e insieme all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), all’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e alla startup sostenibile AWorld, l’iniziativa intende studiare, informare e agire sulle cause profonde dello spreco alimentare, con un focus particolare su ciò che accade dentro le nostre case.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con i suoi partner scientifici e industriali, presenta domani 7 maggio a Tuttofood 2025 il convegno dal titolo “Circular Economy for Food e riduzione dello spreco: un’opportunità per il settore agroalimentare”, in cui racconterà il progetto Uovo Circolare e i percorsi di formazione, innovazione e certificazione destinati al settore agroalimentare. Moderatore sarà Paolo Marcesini, Direttore di Italia Circolare, che presenterà nello specifico l’evoluzione del progetto nonsprecoilcibo.it.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG) ha annunciato il lancio dell'Executive Master in Circular Economy for Food, il primo programma in Italia dedicato all’economia circolare nel settore alimentare. Il Master, che inizierà a gennaio 2025, è pensato per professionisti e manager che desiderano diventare protagonisti del cambiamento verso la sostenibilità e la transizione ecologica. Il nuovo Executive Master, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e della sostenibilità, si rivolge a chi già opera nel mondo dell'innovazione e della sostenibilità o desidera farlo.
Giunto alla sua quarta edizione, il Monitor for Circular Fashion della SDA Bocconi School of Management si conferma come uno dei principali punti di riferimento in Europa per la transizione del settore moda verso modelli di business circolari. Diretto dalla professoressa Francesca Romana Rinaldi – docente ed esperta in sostenibilità, innovazione e circular economy –, il Monitor promuove ricerca, formazione e co-creazione tra imprese, istituzioni e stakeholder della filiera, con l’obiettivo di rendere la trasformazione sostenibile del Made in Italy misurabile, concreta e condivisa. Attraverso analisi empiriche, workshop e indicatori specifici, il progetto supporta l’adozione di pratiche trasparenti, responsabili e tracciabili lungo tutta la catena del valore.
Nell’epoca della sovrapproduzione tessile e politica del consumo, Humana Vintage si distingue per il suo impegno nel finanziamento di progetti internazionali rivolti alle comunità più vulnerabili attraverso la vendita di capi second hand e pezzi unici vintage. L’usato diventa la fonte per contribuire a piccoli cambiamenti per rendere il mondo un luogo più solidale e inclusivo. Humana Vintage è iniziativa collaterale dell'organizzazione non-profit internazionale Humana People to People, federazione umanitaria di cooperazione internazionale. La missione principale di Humana è quella di finanziare e sviluppare progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità più vulnerabili, dedicandosi principalmente ai Paesi del Sud del mondo.
Stratificazione, intreccio, materia. Ogni fibra racconta una storia, ogni trama intreccia passato e futuro, saper fare e tradizione. Nella materia si depositano memorie, mentre la creatività e l’innovazione modellano nuove forme di sostenibilità. Per alcune aziende, questo è già parte dell’identità. RadiciGroup incarna questa filosofia da oltre ottant’anni: un continuo percorso di trasformazione e crescita che ha visto un piccolo laboratorio tessile diventare leader internazionale nella produzione di polimeri, fibre sintetiche e tecnopolimeri. Fondata nel 1941 da Pietro Radici, l’azienda nasce tra le montagne della Val Gandino, territorio che ha l’arte tessile da sempre nel DNA.
Basko partecipa al Festival della Prevenzione promosso da LILT nella Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica con l’iniziativa “Personal Shopper della Salute”. Il 23 marzo, dalle 10 alle 12, nel punto vendita Basko di via Angelo Carrara 252a a Genova Quarto, una biologa nutrizionista guiderà piccoli gruppi di cittadini tra gli scaffali del supermercato per imparare a fare una spesa più sana e consapevole. L’esperienza, gratuita su prenotazione, si inserisce nel programma nazionale del Festival e nell’impegno dell’insegna verso salute e comunità.
Negli ultimi anni il retail non è più soltanto un luogo di vendita e consumo: è diventato un osservatorio privilegiato della transizione e trasformazione sostenibile. Ogni scaffale racconta scelte consapevoli di produzione, distribuzione e consumo, ogni etichetta è un patto di fiducia e trasparenza con il cittadino, ogni filiera è un nodo che connette territorio, comunità e impresa. In questo contesto, la sostenibilità è un paradigma identitario: il modo per l’impresa di declinare la responsabilità sociale in azioni concrete che incidono su stili di vita, cultura e futuro di una comunità e del suo territorio. C’è un momento in cui le parole diventano responsabilità. È in questo passaggio sottile, ma decisivo, che nasce Basko For Next Gen Lab, l’iniziativa con cui Basko, insegna del Gruppo Sogegross, ha deciso di dare forma concreta alla parola sostenibilità come infrastruttura quotidiana del fare impresa e come strumento di dialogo tra generazioni e comunità.
A Bogliasco prende forma Posidonia Art Reef, un museo sottomarino nato da un percorso partecipativo che coinvolge cittadini, scuole e operatori del mare. Promosso da Posidonia Green Project nell’ambito del programma europeo PartArt4OW, il progetto integra arte pubblica, innovazione tecnologica e tutela ambientale. Le opere, realizzate con tecnologia 3D D-Shape, saranno installate sul fondale per favorire biodiversità e rafforzare il legame tra territorio e mare.
Lo scorso gennaio, a Parigi, ha aperto al Jeu de Paume una grande retrospettiva dedicata al fotografo britannico Martin Parr, Martin Parr – Global Warning, visitabile fino al 24 maggio 2026. La mostra ripercorre oltre cinque decenni di attività attraverso circa 180 opere, restituendo lo sguardo ironico e profondamente critico con cui l’artista ha indagato le contraddizioni del nostro tempo: dal consumismo globale al turismo di massa, fino agli stili di vita dell’élite economica.
Le discariche nascono come luoghi nascosti dello scarto, rifugi di tutto quello che non vogliamo più vedere. Negli ultimi anni alcune esperienze italiane stanno ridefinendo il ruolo delle discariche, trasformandole da luoghi percepiti come marginali in spazi attivi di relazione, cultura e partecipazione civica. In questi casi, la gestione dei rifiuti diventa un punto di partenza per innescare processi di rigenerazione territoriale, educativa e simbolica. Peccioli, La Filippa e i progetti sviluppati da Dimensione Ambiente raccontano tre modalità diverse ma convergenti di questo cambiamento.
Come può una città con oltre 800 anni di storia trasformarsi in un modello europeo di sostenibilità? Lo scorso novembre, Guimarães è stata eletta European Green Capital 2026, dimostrando che innovazione, partecipazione dei cittadini e gestione intelligente delle risorse possono cambiare radicalmente la vita urbana. Dal centro storico patrimonio UNESCO alle politiche ambientali all’avanguardia, la città portoghese racconta un percorso concreto di trasformazione, in cui creatività, scienza e cultura locale si incontrano per costruire un futuro più verde.
È stato inaugurato ad Atessa (Chieti) Riexperia, il nuovo Museo dell’Ambiente e dell’Economia Circolare, primo nel suo genere in Abruzzo e tra i primi in Italia dedicati alla sostenibilità, all’educazione ambientale e al pensiero ecologico. Situato nel centro storico, nella sede dell’ex Tribunale restituito alla comunità attraverso un importante progetto di rigenerazione urbana, Riexperia nasce con l’obiettivo di essere molto più di un museo tradizionale: è un percorso esperienziale, interattivo e immersivo pensato per tutte le età.
Dalla riqualificazione dell’Edificio 37, costruzione razionalista degli anni ‘40 destinata a portineria e mensa Michelin, nasce a Torino una nuova realtà, il MAcA, primo museo in Europa interamente dedicato a temi ambientali. Il progetto dell’architetto Agostino Magnaghi, riconvertendo un’area industriale dismessa, consegna alla città nel 2004 un ambiente nuovo, connotato da una forte missione interattiva e formativa, uno spazio non solo da guardare ma da vivere. Il Museo A come Ambiente (MAcA) dalla sua inaugurazione si è dedicato a quattro grandi temi: energia, rifiuti, acqua e alimentazione, raccontando dei cicli naturali e dell’economia circolare attraverso esperienze immersive, tra mostre, laboratori, percorsi didattici ed exhibit per scuole e famiglie.
In occasione dell’80° anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazione Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Food and Agriculture Organization – FAO) e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre 2025 è stato inaugurato il FAO MuNe – Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura. FAO, l’agenzia specializzata ONU che lavora per sconfiggere la fame nel mondo e garantire la nutrizione e sicurezza alimentare globale, ha realizzato, negli spazi della sede dell’organizzazione a Roma, un nuovo museo che racconta la storia e il futuro dell’agricoltura, dell’alimentazione e del loro sviluppo sostenibile.
La sensibilità ambientale sempre più diffusa, quando incontra la più avanzata cultura della progettazione e della costruzione, si orienta verso la scelta dei materiali naturali, come garanzia di comfort abitativo all’insegna del rispetto dell’ambiente e del risparmio di energia e risorse.
Nel nostro Paese, famoso in tutto il mondo per l’armonia del paesaggio naturale e urbano e per lo stile di vita elegante e raffinato, la pietra naturale ha rappresentato la prima “materia” di incontro tra principi funzionali e principi estetici.
La promozione della cultura dell’uso e della lavorazione delle pietre naturali nel settore delle costruzioni e del design è la mission della Rete d’Imprese Pietra Naturale Autentica, come progetto che riunisce le maggiori Aziende del settore.
Uno scalino, una statua, un pavimento, una colonna, un tavolo, la facciata di una cattedrale.
Il settore delle costruzioni è responsabile del 35% delle emissioni di gas serra. I consumi energetici legati all’abitare costituiscono il 40% dei consumi complessivi di energia.
Il marmo di Carrara migliora l’ambiente che lo circonda in tutti gli ambiti in cui viene impiegato. Come pietra autenticamente naturale, contribuisce a ridurre l’impatto biologico, storico ed ecologico di un edificio nel contesto paesaggistico in cui sorge.