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L'Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro.
È l’unico futuro possibile.
Tutto da raccontare.
Il Rapporto di Primavera 2026 dell'ASviS fotografa un'Italia in ritardo sugli Obiettivi dell'Agenda 2030, stretta tra instabilità geopolitica e opportunità di transizione. Famiglie, imprese e finanza credono nella sostenibilità, ma le politiche pubbliche restano frammentarie. Una sfida di competitività economica e di coesione sociale ben oltre la questione ambientale.
Secondo il rapporto presentato all'ultima Cop30, la domanda globale di raffreddamento nelle città è destinato a triplicare entro il 2050 e le città sono al centro del problema. Le soluzioni sono diverse e alcune già largamente sperimentate, dal torrente restituito al centro di Seoul ai corridoi verdi di Medellín. Il vero collo di bottiglia è normativo e istituzionale: codici edilizi inadeguati, governance frammentata, finanziamenti insufficienti. Trattare il raffreddamento come infrastruttura pubblica essenziale è la condizione per uscire da una emergenza responsabile del più alto numero di morti dirette, superiore a inondazioni, uragani e siccità combinate.
L’economia circolare entra stabilmente nel perimetro della politica industriale europea. Un gruppo di grandi aziende internazionali, insieme alla Ellen MacArthur Foundation, ha chiesto alla Commissione Europea di accelerare sull’adozione di un Circular Economy Act ambizioso, considerato strategico per competitività, resilienza industriale e sicurezza delle materie prime. Al centro del confronto ci sono mercato unico dei materiali riciclati, autonomia strategica europea e sviluppo di nuove filiere industriali circolari.
Il 3 maggio l’Italia è entrata ufficialmente in debito ecologico. In soli 123 giorni abbiamo esaurito la quota di risorse naturali che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno. Da quel momento in avanti, ogni consumo è “a credito”: attingiamo al capitale naturale del futuro. L’Earth Overshoot Day non è una ricorrenza simbolica, ma un indicatore sintetico che mette in relazione ciò che consumiamo con la capacità della Terra di rigenerarlo. È una fotografia impietosa dell’equilibrio — o meglio dello squilibrio — tra sistema economico e sistemi naturali. Nel 2018 l’Overshoot Day italiano cadeva il 24 maggio, nel 2025 il 6 maggio, quest’anno il 3 maggio. Tre giorni ancora in meno per restare dentro i limiti del Pianeta.
Dal 21 al 26 aprile 2026 si svolgerà, presso il polo di Fiera Rho Milano, l’edizione numero 64 del Salone Internazionale del Mobile. Il Salone del Mobile ha ormai abbandonato la dimensione di mera, seppur importantissima, fiera di settore: la manifestazione ha da tempo assunto il ruolo di straordinario laboratorio di idee e visioni, per leggere il Presente e ragionare sul Futuro. A questo riguardo, particolarmente intelligente e stimolante è la campagna di comunicazione approntata per accompagnare la kermesse, contraddistinta dal claim: “A Matter of Salone”. Si tratta di una frase sfidante, aperta, coinvolgente, che si incentra sull’aspetto più fattuale del Design e stimola riflessioni sotto diversi punti di vista.
Immaginare uno scenario senza Trump non significa immaginare un ritorno all’ordine. Le condizioni che hanno reso possibile quella stagione restano tutte: disuguaglianze, paure, percezione dei costi della transizione. Senza una leadership apertamente ostile, gli Stati Uniti potranno tornare a un ruolo più prevedibile, rafforzando strumenti come l’Accordo di Parigi. Ma non basta aderire agli accordi. Il punto è renderli efficaci. Per l’Unione Europea si apre una fase diversa: meno supplenza, più competizione. E per l’Italia, ancora una volta, una scelta netta tra guidare o inseguire. La vera questione non è se la sostenibilità tornerà centrale. È se riuscirà a diventare irreversibile.
A Bridge to Africa non si tiene a La Spezia per caso. Accade perché questa città ha costruito, in decenni, il tipo di comunità portuale e industriale che si guadagna il diritto di ospitare conversazioni a questo livello — con AdSP Mar Ligure Orientale come spina dorsale istituzionale e Confindustria La Spezia come motore organizzativo di un distretto industriale che guarda a sud con esperienza e ambizione. Tre giorni alla seconda edizione di AB2A — e la convinzione si è solo rafforzata: la finestra è aperta, ma non lo resterà per sempre.
Recuperare e trasformare oltre 14,2 miliardi di cartoni per bevande Tetra Pak® da un litro. Se li mettessimo stesi per terra, uno dopo l’altro, copriremmo una distanza pari a 82 volte il giro della Terra. Tutto questo è avvenuto nel periodo 2013–2025 grazie a Lucart e al progetto EcoNatural, attraverso la produzione di carta Fiberpack ottenuta dal riciclo dei cartoni per bevande.
A Montemurlo (Prato) il lanificio Manteco apre al pubblico uno spazio immersivo che racconta ottant’anni di economia circolare della lana. Non un museo, ma un laboratorio vivente tra archivio, ricerca e innovazione. Inaugurato lo scorso 10 aprile, Casa Manteco è uno spazio progettato dallo studio FormaFantasma che trasforma la memoria produttiva dell’azienda in esperienza accessibile, fisica, tangibile.
C’è un dato, più di altri, che racconta lo stato reale della transizione circolare in Italia: non le strategie, non i piani, ma le pratiche. Duecentocinquantatré, per la precisione. Tante sono le “buone pratiche” raccolte e analizzate nel Rapporto della Piattaforma italiana per l’economia circolare ICESP, presentato a Roma nel marzo 2026. Non si tratta semplicemente di un censimento, ma di una fotografia viva e dinamica di un Paese che, spesso lontano dai riflettori, sta già sperimentando modelli produttivi e sociali capaci di ridurre gli impatti ambientali, ottimizzare l’uso delle risorse e generare valore.
Nel luglio 2026 entrerà pienamente in vigore il Regolamento ESPR — Ecodesign for Sustainable Products Regulation — e con esso l'obbligo progressivo di dotare i propri prodotti di un Digital Product Passport (DPP). Il passaporto digitale è destinato a ridisegnare in profondità il modo in cui le aziende progettano, producono, comunicano e gestiscono i propri beni lungo l'intero ciclo di vita. Per aiutare le imprese a orientarsi in questo scenario, Intertek, uno dei principali operatori mondiali nel campo della qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti, ha lanciato un servizio dedicato al Digital Product Passport: un'offerta integrata di advisory e managed services pensata per accompagnare produttori, brand e retailer lungo tutto il percorso di adeguamento normativo e valorizzazione strategica del DPP.
Il settore del packaging in Italia ha raggiunto una dimensione davvero importante: un mercato che vale oltre 50 miliardi di euro, in forte espansione soprattutto grazie alla spinta della compliance normativa europea dettata delle nuove esigenze di sostenibilità ambientale, economia circolare e responsabilità sociale. In questo contesto prende forma un’iniziativa che potrebbe cambiare il modo in cui le aziende – grandi e piccole – affrontano la sostenibilità nel mondo degli imballaggi industriali: nasce PackInPro, marchio e progetto pensato per certificare la sostenibilità reale del packaging, andando ben oltre slogan e claim di facciata.
Mentre negli ultimi anni sono proliferati strumenti per misurare la circolarità di prodotti e modelli di business, molto meno è stato fatto per aiutare le imprese — soprattutto le piccole e medie — a integrare criteri di economia circolare nella selezione dei fornitori. A colmare questo vuoto interviene una recente ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, pubblicata sul Journal of Cleaner Production, che introduce il CAoS tool — Circular Assessment of Suppliers: uno strumento operativo pensato per rendere il procurement circolare una pratica concreta e accessibile, anche per chi non dispone di grandi risorse interne o competenze specialistiche. Il cuore dell’innovazione ideata dai ricercatori Filippo Corsini, Chiara De Bernardi, Natalia Marzia Gusmerotti e Marco Frey sta nella semplicità.
In Cina la transizione ecologica fa un passo ulteriore e diventa un criterio diretto di valutazione, un parametro concreto che incide sulle carriere dei funzionari pubblici. Secondo un documento ufficiale diffuso dall’agenzia Xinhua su indicazione del Consiglio di Stato e del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, da quest’anno province, amministrazioni locali e grandi aziende di Stato saranno giudicate anche sulla base dei risultati raggiunti in materia di clima ed energia.
Come si misura davvero l’economia circolare? E soprattutto: come si trasformano i dati in politiche e azioni concrete sui territori? A queste domande proverà a rispondere l’appuntamento in programma giovedì 7 maggio alle 9:30 all’Auditorium del Museo Piaggio di Pontedera, nell’ambito degli EcoDays 2026. L’incontro, dal titolo “Economia circolare in Europa: dalla misurazione all’azione territoriale”, sarà un momento di confronto tra istituzioni, esperti ed esponenti del mondo culturale e produttivo, con l’obiettivo di fare il punto sulle sfide della transizione circolare in Europa.
In occasione della Giornata Mondiale del Sole, il sistema energetico globale offre un’immagine sempre più chiara della direzione intrapresa: le fonti rinnovabili non sono più un’alternativa, ma il perno della transizione. I numeri aggiornati al 2025 confermano un’accelerazione senza precedenti, che però non procede in modo uniforme tra i diversi Paesi. A trainare questa crescita è soprattutto il solare fotovoltaico, che da solo ha registrato circa 511 gigawatt di nuove installazioni in un solo anno, portando la capacità complessiva oltre i 2.300 gigawatt. Si tratta della crescita più rapida mai registrata per una tecnologia energetica.
Sei incontri territoriali per coinvolgere cittadini e stakeholder nella definizione della legge sull’economia circolare e dell’aggiornamento del piano rifiuti. Parte da Spoleto il percorso partecipativo promosso dalla Regione Umbria per costruire la nuova legge sull’economia circolare e aggiornare il piano regionale dei rifiuti. Il primo appuntamento è in programma il 29 aprile a Villa Redenta e segna l’avvio di un ciclo di sei incontri territoriali aperti a cittadini, amministratori e stakeholder.
Presentata oggi la Rete Italiana delle Città Circolari, iniziativa promossa dal Comune di Genova con Italia Circolare che riunisce i capoluoghi impegnati nella transizione verso modelli urbani circolari e sostenibili. La sindaca Silvia Salis ha richiamato il ruolo delle città nella gestione della complessità urbana, mentre l’assessora Silvia Pericu ha sottolineato l’importanza di una “grammatica comune” per governare la transizione ecologica. Alla sessione hanno partecipato numerosi Comuni e rappresentanti di enti nazionali ed europei, confermando la centralità dei sistemi urbani nei processi di trasformazione circolare.
Genova partecipa con convinzione all’obiettivo ambizioso ma necessario, di trasformare la transizione circolare in una politica urbana concreta, stabile e misurabile nei suoi effetti. Per questo propone un’alleanza per costruire insieme alle altre città italiane valore sostenibile nei territori e le comunità”. Le città consumano, producono scarti, si muovono, si scaldano e si raffreddano, si alimentano, condividono, scelgono, e lo fanno seguendo ritmi sempre più intensi. La crescita delle città è un fenomeno strutturale e irreversibile. Governarle in chiave circolare significa trasformare il loro impatto ambientale e sociale in un’opportunità di innovazione, competitività e sviluppo sostenibile. L’economia circolare crea un paradigma strategico capace di incidere in modo sistemico sui flussi di materia, energia e valore economico. La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica.
La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica. C'è un dato che racconta meglio di molti altri la direzione del nostro tempo: oggi oltre il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane e, secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 questa quota salirà al 68%. In Europa, questa percentuale è già più alta e si accompagna a un altro elemento chiave: le città, pur occupando una minima parte del territorio, sono responsabili di circa il 70% delle emissioni di CO₂ e di oltre il 60% dei consumi energetici. È qui che si gioca la partita vera. Ed è da qui che bisogna ripartire. È in questo scenario che nasce la Rete Italiana delle Città Circolari, promossa dal Comune di Genova insieme a Italia Circolare. Un progetto che non è solo un'iniziativa istituzionale, ma un cambio di paradigma: fare rete per accelerare la transizione.
La Pasqua del 2026 trova il mondo del Packaging in una fase di profondo cambiamento, quasi sulla soglia di una nuova era, nella quale la Sostenibilità assume nel Packaging una inedita centralità, sulla scorta di nuovi dettami di natura tecnico-giuridica. Per la Pasqua 2026, infatti, Iginio Massari Alta Pasticceria ha rivisto le regole del tipico regalo pasquale, in collaborazione con Rifò, prestigioso brand italiano pioniere della moda circolare. Protagonista assoluto del progetto è il Foulard di Rifò, che avvolge e confeziona l’Uovo di Cioccolato di Iginio Massari Alta Pasticceria, rivisitando e reinterpretando il canonico concetto di Packaging.
L’Idroponica è oggi uno dei sistemi più utilizzati per la coltivazione fuori suolo e rappresenta una tecnica in cui le piante crescono senza terra, ma in acqua arricchita con soluzioni nutritive. Un fondamentale contributo di Innovazione, per rendere le tecniche in esame sempre più sostenibili, arriva da una ricerca congiunta della LUB – Libera Università di Bolzano e dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. I ricercatori dei due enti, infatti, hanno messo a punto un sistema biodegradabile e compostabile, che permette di sostituire le strutture in materie plastiche utilizzate per la realizzazione degli impianti con un idrogel ottenuto dall'alga rossa.
Le imprese italiane del Tessile hanno dinanzi una sola strada per affrontare il difficile momento del settore del lusso: puntare sull’Innovazione e sulla Sostenibilità. Questa è la ricetta che sta adottando Gentili Mosconi, gruppo nato a Como che realizza tessuti di alta qualità per l’abbigliamento, l’arredamento e la nautica. L'Azienda ha recentemente annunciato il rinnovo di una collaborazione strategica per promuovere contenuti tecnologici ed elementi di sostenibilità, nei processi di stampa della filiera tessile, con Konica Minolta, multinazionale giapponese leader nella produzione di sistemi per la stampa digitale.
Ci sono imprenditori che scoprono la sostenibilità perché tutto sommato conviene, altri che la considerano l’unico modo possibile di fare impresa. Primo Barzoni, classe 1954, nato e cresciuto a Viadana, piccola città sul Po al confine tra Mantova e Cremona, appartiene decisamente alla seconda categoria. Presidente e amministratore delegato di Palm SpA SB, azienda familiare fondata nel 1980 insieme ai fratelli Antonio, Lorenzo e Maurizio, ha costruito in quarantacinque anni un modello capace di valorizzare insieme i capitali umano, economico e ambientale, anticipando di fatto la cultura della sostenibilità e dell’economia circolare. Il prodotto che Palm realizza ogni giorno è tra i più invisibili e necessari dell'economia globale: il pallet di legno. Eppure, nelle mani di Barzoni, questo oggetto anonimo è diventato il veicolo di una visione precisa.
Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia, ha fatto della sostenibilità una visione capace di definire la competitività del packaging del futuro. Ogni imballaggio non è solo un contenitore, ma una storia che racconta i prodotti, le persone che li scelgono e l’ambiente in cui viviamo: “Siamo entrati nell’era del packaging". Questa idea guida l’approccio alla sostenibilità di Castellini. Non un concetto astratto, ma una strategia concreta, portata avanti con coerenza attraverso il progetto Better Planet Packaging che crea sostenibilità misurabile e certificata, dalla progettazione di soluzioni innovative alla spinta verso la mono-materialità e la riduzione della fibra vergine, dalla ricerca di materiali riciclabili e biodegradabili alla collaborazione con i clienti: ogni scelta contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a creare valore condiviso.
Milanese, laureato in Economia, Giorgio Santambrogio ha costruito il proprio percorso professionale interamente nel mondo della distribuzione moderna. Dal 2013 è Amministratore Delegato del Gruppo VéGé, il primo gruppo della distribuzione moderna nato in Italia, che riunisce numerose imprese radicate sui territori, descrivendo una mappa del Paese. A questo ruolo strategico si aggiunge il suo impegno in Federdistribuzione, dove porta una visione integrata e sistemica di sostenibilità, qualità e responsabilità sociale, contribuendo a indirizzare l’intero settore verso pratiche sempre più consapevoli. «Non può esistere sostenibilità senza qualità e non può esistere qualità senza sostenibilità», ha scritto. La grande distribuzione, per Santambrogio, non è uno specchio passivo dei desideri, ma un attore consapevole che orienta comportamenti e modelli di consumo.
In Smurfit Westrock produciamo packaging a base carta da sempre, da prima che la parola sostenibilità entrasse nel lessico industriale. Siamo sostenibili per natura e vocazione, non per opportunismo o per inseguire una pressione normativa. È per questo che la Giornata Nazionale del Riciclo della Carta (la cui istituzione con legge nazionale è ormai a un passo dal completamento, dopo l'approvazione alla Camera e con l'iter in corso al Senato) non è per noi solo un'occasione simbolica, ma rappresenta il riconoscimento pubblico di un impegno che costruiamo ogni giorno, lungo tutta la filiera.
Alla fiera Macfrut 2026 si consolida un modello evoluto di filiera integrata che unisce produzione agricola, packaging e distribuzione. Smurfit Westrock e Apofruit consolidano una collaborazione orientata a efficienza logistica, sostenibilità e valorizzazione a scaffale. Il packaging si conferma leva strategica non solo funzionale ma anche comunicativa, capace di incidere sulle scelte dei consumatori e sulla competitività dei brand.
Dal 21 al 23 aprile a Rimini, Smurfit Westrock Italia presenta a Macfrut 2026 una gamma di soluzioni in carta per l’ortofrutta. Non solo imballaggi, ma strumenti progettati per accompagnare il prodotto lungo tutto il percorso, dalla raccolta alla distribuzione, con effetti su logistica, conservazione e presentazione.
Nelle città i residenti chiedono un maggiore controllo sull'impatto del turismo, mentre le aree rurali avvertono il rischio di perdere la propria identità a causa delle ondate stagionali di visitatori. Tali pressioni evidenziano la necessità di evolvere e approfondire la sostenibilità con concretezza, nella pratica quotidiana. Sulla base dell'Agenda europea del turismo, molte destinazioni stanno adottando un approccio rigenerativo, che estende la sostenibilità ripristinando ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi (net-positive impacts) e lasciando luoghi e comunità in condizioni migliori rispetto a prima dell'incontro con il turismo.
Per chi viaggia in autostrada, lungo la A12 - tracciato che collega Genova con Cecina, Tarquinia e Roma seguendo il litorale tirrenico e la via Aurelia - c'è una nuova straordinaria opportunità: recentemente è stata realizzata una passerella pedonale che consente di accedere all’area archeologica di Luni direttamente, con una breve passeggiata, senza nemmeno uscire al casello e potendo lasciare l'auto in un'area di sosta appositamente attrezzata. Un caso di "permeabilità" più unico che raro nel "Bel Paese", che potrebbe diventare un modello.
«Questa è una delle storie che amo di più. Una di quelle che racconto nelle aule di formazione, nei convegni e nelle tavolate conviviali. È una storia di sogni che si realizzano, di coraggio, di coerenza e di cocciuta resilienza, con tutti i contorni della sfida». Così Federico Massimo Ceschin introduce la narrazione, a tratti fiabesca ma completamente reale, di un manipolo di amici appassionati e testardi che da decenni mettono in scena una delle esperienze più incredibili di turismo in natura: la Discesa Internazionale del Tevere.
Da un incidente in motoslitta a tre medaglie paralimpiche. Mike Schultz non si è limitato a tornare in gara: ha progettato la protesi con cui gareggia — e con cui competono anche i suoi avversari. Oggi circa 25 atleti alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 scendono in pista con componenti sviluppati dalla sua azienda, BioDapt. È una storia che intreccia sport, ingegneria e stampa 3D. E che mostra come, quando la tecnologia nasce da un bisogno reale, può cambiare la vita di molti.
Da qualche mese monitoro i miei passi, il peso con una bilancia smart e il cibo con un sistema basato su intelligenza artificiale. Quello che ho notato non è solo una perdita di qualche chilo: è che vedere i dati ha cambiato il mio rapporto con il movimento, con l'alimentazione, con me stesso. È esattamente questo il salto concettuale che rappresenta il BodyScan 2 di Withings, vincitore del CES Innovation Awards 2026 nella categoria Embedded Technologies.
C’è un’immagine che mi è rimasta impressa per anni, come un seme gentile e insieme inquietante: un bambino che disegna un pollo con quattro zampe. Non per fantasia. Per logica. Perché al supermercato esistono confezioni “da quattro cosce” di pollo, e quando il contatto con l’animale reale evapora, la mente ricompone il mondo a partire dai suoi derivati. Un’immagine che mi si è innestata con forza al CES 2026 di Las Vegas sulle tecnologie di ingaggio per l’osservazione della natura.
Domani presso la Torre PwC in Piazza Tre Torri a Milano si terrà la VI edizione di Green Retail Lab, il percorso di Retail Institute Italy in collaborazione con Italia Circolare con l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità, declinata nelle sue tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, e della circolarità nel settore Retail. Le aziende sono chiamate, attraverso i punti di vendita, a svolgere un ruolo centrale per il benessere dei territori dove operano.
Nasce nonsprecoilcibo.it. il Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna, presentato alla V edizione del Green Retail Lab di Retail Institute Italy. Il progetto, realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo, invita le marche e le insegne della distribuzione moderna ad assumere un impegno congiunto per contrastare concretamente ogni forma di spreco nel settore food and beverage. I beneficiari saranno 26.000 punti di vendita della Distribuzione moderna in Italia, con 58 milioni di consumatori che tutte le settimane fanno le loro scelte alimentari.
Si terrà domani, 5 giugno, presso la Torre PwC a Milano, la V edizione di Green Retail Lab: le strategie del Retail per un presente sostenibile, l’evento di Retail Institute Italy che si pone l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità e della circolarità nel settore Retail. L’incontro, ormai punto di riferimento per tutta la community del retail, ospiterà la presentazione dell’importante progetto realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo: il Patto contro lo Spreco per la distribuzione moderna, che nasce con l’obiettivo di contrastare concretamente lo spreco nel settore alimentare.
Per lungo tempo il dibattito pubblico e manageriale ha celebrato la figura dell’eroe solitario: il leader visionario, l’imprenditore carismatico, il decisore capace di imprimere svolte decisive grazie alla sola forza individuale. Alleanze coraggiose (Franco Angeli, 2025) si colloca in discontinuità rispetto a questa narrazione e propone una tesi netta: nell’attuale scenario di complessità sistemica, il cambiamento non è più sostenibile come impresa individuale, ma come costruzione collettiva. La prosperità non coincide con il successo individuale o con l’ottimizzazione interna dell’organizzazione, ma con la capacità di generare impatto condiviso attraverso relazioni strutturate, intenzionali e trasformative.
Il restauro della natura è l’insieme di interventi volti a ripristinare ecosistemi danneggiati o distrutti per recuperare la loro biodiversità e le loro funzioni. Roberto Danovaro, uno degli scienziati più autorevoli a livello internazionale nel campo della biologia marina e della sostenibilità, affronta il tema in maniera chiara e approfondita nel libro Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo (Edizioni Ambiente). Si tratta del primo volume in italiano dedicato al restauro ecologico, tema sempre più centrale nel dibattito ambientale, soprattutto dopo l’approvazione della Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, tanto da essere definita dall’autore come la più grande sfida dei nostri tempi.
E se il suono fosse la chiave per riscoprire il nostro legame con la natura? Troppo spesso la musica è stata ridotta a semplice sottofondo del nostro vivere, dimenticando il suo potere di evocare emozioni, raccontare storie e trasformare la nostra percezione del mondo. "E se fosse la musica a salvarci? La memoria dei suoni e la sfida climatica" (Mimesis Edizioni) di Dario Giardi indaga l’intima connessione tra paesaggio sonoro e coscienza ecologica, rivelando come la musica possa diventare uno strumento essenziale per risvegliare e accrescere la sensibilità ambientale. Attraverso il concetto di “memoryscape”, la memoria dei suoni, ci invita a riscoprire un patrimonio acustico perduto e a ristabilire un equilibrio con l’ambiente che ci circonda. La musica, in tutte le sue forme, non è solo un’arte, ma un ponte verso un futuro più consapevole e sostenibile.
Nel nostro Paese, ogni famiglia getta via in media circa mezzo chilo di cibo a settimana e lo spreco alimentare ha un costo di circa 290 euro all’anno per nucleo familiare: numeri che raccontano non solo un problema etico, ma una sfida ambientale ed economica di vasta portata. In questo scenario si colloca Scrap the Food Waste, un progetto europeo che vuole trasformare la consapevolezza individuale in cambiamento concreto. Promosso da un consorzio multistakeholder guidato da Will Media e insieme all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), all’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e alla startup sostenibile AWorld, l’iniziativa intende studiare, informare e agire sulle cause profonde dello spreco alimentare, con un focus particolare su ciò che accade dentro le nostre case.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con i suoi partner scientifici e industriali, presenta domani 7 maggio a Tuttofood 2025 il convegno dal titolo “Circular Economy for Food e riduzione dello spreco: un’opportunità per il settore agroalimentare”, in cui racconterà il progetto Uovo Circolare e i percorsi di formazione, innovazione e certificazione destinati al settore agroalimentare. Moderatore sarà Paolo Marcesini, Direttore di Italia Circolare, che presenterà nello specifico l’evoluzione del progetto nonsprecoilcibo.it.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG) ha annunciato il lancio dell'Executive Master in Circular Economy for Food, il primo programma in Italia dedicato all’economia circolare nel settore alimentare. Il Master, che inizierà a gennaio 2025, è pensato per professionisti e manager che desiderano diventare protagonisti del cambiamento verso la sostenibilità e la transizione ecologica. Il nuovo Executive Master, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e della sostenibilità, si rivolge a chi già opera nel mondo dell'innovazione e della sostenibilità o desidera farlo.
Giunto alla sua quarta edizione, il Monitor for Circular Fashion della SDA Bocconi School of Management si conferma come uno dei principali punti di riferimento in Europa per la transizione del settore moda verso modelli di business circolari. Diretto dalla professoressa Francesca Romana Rinaldi – docente ed esperta in sostenibilità, innovazione e circular economy –, il Monitor promuove ricerca, formazione e co-creazione tra imprese, istituzioni e stakeholder della filiera, con l’obiettivo di rendere la trasformazione sostenibile del Made in Italy misurabile, concreta e condivisa. Attraverso analisi empiriche, workshop e indicatori specifici, il progetto supporta l’adozione di pratiche trasparenti, responsabili e tracciabili lungo tutta la catena del valore.
Nell’epoca della sovrapproduzione tessile e politica del consumo, Humana Vintage si distingue per il suo impegno nel finanziamento di progetti internazionali rivolti alle comunità più vulnerabili attraverso la vendita di capi second hand e pezzi unici vintage. L’usato diventa la fonte per contribuire a piccoli cambiamenti per rendere il mondo un luogo più solidale e inclusivo. Humana Vintage è iniziativa collaterale dell'organizzazione non-profit internazionale Humana People to People, federazione umanitaria di cooperazione internazionale. La missione principale di Humana è quella di finanziare e sviluppare progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità più vulnerabili, dedicandosi principalmente ai Paesi del Sud del mondo.
Stratificazione, intreccio, materia. Ogni fibra racconta una storia, ogni trama intreccia passato e futuro, saper fare e tradizione. Nella materia si depositano memorie, mentre la creatività e l’innovazione modellano nuove forme di sostenibilità. Per alcune aziende, questo è già parte dell’identità. RadiciGroup incarna questa filosofia da oltre ottant’anni: un continuo percorso di trasformazione e crescita che ha visto un piccolo laboratorio tessile diventare leader internazionale nella produzione di polimeri, fibre sintetiche e tecnopolimeri. Fondata nel 1941 da Pietro Radici, l’azienda nasce tra le montagne della Val Gandino, territorio che ha l’arte tessile da sempre nel DNA.
“Il futuro in comune” è il titolo del primo Bilancio di Sostenibilità del Comune di Genova illustrato a Palazzo Tursi: uno strumento dinamico per misurare performance e benessere, integrando dati urbani e aperto alla cooperazione internazionale. Giovanni D’Alessandro, Direttore Business Unit Retail del Gruppo Sogegross, è intervenuto alla presentazione sottolineando l’importanza per il Gruppo di conoscere e condividere gli obiettivi di sostenibilità della città
Basko partecipa al Festival della Prevenzione promosso da LILT nella Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica con l’iniziativa “Personal Shopper della Salute”. Il 23 marzo, dalle 10 alle 12, nel punto vendita Basko di via Angelo Carrara 252a a Genova Quarto, una biologa nutrizionista guiderà piccoli gruppi di cittadini tra gli scaffali del supermercato per imparare a fare una spesa più sana e consapevole. L’esperienza, gratuita su prenotazione, si inserisce nel programma nazionale del Festival e nell’impegno dell’insegna verso salute e comunità.
Negli ultimi anni il retail non è più soltanto un luogo di vendita e consumo: è diventato un osservatorio privilegiato della transizione e trasformazione sostenibile. Ogni scaffale racconta scelte consapevoli di produzione, distribuzione e consumo, ogni etichetta è un patto di fiducia e trasparenza con il cittadino, ogni filiera è un nodo che connette territorio, comunità e impresa. In questo contesto, la sostenibilità è un paradigma identitario: il modo per l’impresa di declinare la responsabilità sociale in azioni concrete che incidono su stili di vita, cultura e futuro di una comunità e del suo territorio. C’è un momento in cui le parole diventano responsabilità. È in questo passaggio sottile, ma decisivo, che nasce Basko For Next Gen Lab, l’iniziativa con cui Basko, insegna del Gruppo Sogegross, ha deciso di dare forma concreta alla parola sostenibilità come infrastruttura quotidiana del fare impresa e come strumento di dialogo tra generazioni e comunità.
Lo scorso gennaio, a Parigi, ha aperto al Jeu de Paume una grande retrospettiva dedicata al fotografo britannico Martin Parr, Martin Parr – Global Warning, visitabile fino al 24 maggio 2026. La mostra ripercorre oltre cinque decenni di attività attraverso circa 180 opere, restituendo lo sguardo ironico e profondamente critico con cui l’artista ha indagato le contraddizioni del nostro tempo: dal consumismo globale al turismo di massa, fino agli stili di vita dell’élite economica.
Le discariche nascono come luoghi nascosti dello scarto, rifugi di tutto quello che non vogliamo più vedere. Negli ultimi anni alcune esperienze italiane stanno ridefinendo il ruolo delle discariche, trasformandole da luoghi percepiti come marginali in spazi attivi di relazione, cultura e partecipazione civica. In questi casi, la gestione dei rifiuti diventa un punto di partenza per innescare processi di rigenerazione territoriale, educativa e simbolica. Peccioli, La Filippa e i progetti sviluppati da Dimensione Ambiente raccontano tre modalità diverse ma convergenti di questo cambiamento.
Come può una città con oltre 800 anni di storia trasformarsi in un modello europeo di sostenibilità? Lo scorso novembre, Guimarães è stata eletta European Green Capital 2026, dimostrando che innovazione, partecipazione dei cittadini e gestione intelligente delle risorse possono cambiare radicalmente la vita urbana. Dal centro storico patrimonio UNESCO alle politiche ambientali all’avanguardia, la città portoghese racconta un percorso concreto di trasformazione, in cui creatività, scienza e cultura locale si incontrano per costruire un futuro più verde.
È stato inaugurato ad Atessa (Chieti) Riexperia, il nuovo Museo dell’Ambiente e dell’Economia Circolare, primo nel suo genere in Abruzzo e tra i primi in Italia dedicati alla sostenibilità, all’educazione ambientale e al pensiero ecologico. Situato nel centro storico, nella sede dell’ex Tribunale restituito alla comunità attraverso un importante progetto di rigenerazione urbana, Riexperia nasce con l’obiettivo di essere molto più di un museo tradizionale: è un percorso esperienziale, interattivo e immersivo pensato per tutte le età.
Dalla riqualificazione dell’Edificio 37, costruzione razionalista degli anni ‘40 destinata a portineria e mensa Michelin, nasce a Torino una nuova realtà, il MAcA, primo museo in Europa interamente dedicato a temi ambientali. Il progetto dell’architetto Agostino Magnaghi, riconvertendo un’area industriale dismessa, consegna alla città nel 2004 un ambiente nuovo, connotato da una forte missione interattiva e formativa, uno spazio non solo da guardare ma da vivere. Il Museo A come Ambiente (MAcA) dalla sua inaugurazione si è dedicato a quattro grandi temi: energia, rifiuti, acqua e alimentazione, raccontando dei cicli naturali e dell’economia circolare attraverso esperienze immersive, tra mostre, laboratori, percorsi didattici ed exhibit per scuole e famiglie.
In occasione dell’80° anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazione Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Food and Agriculture Organization – FAO) e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre 2025 è stato inaugurato il FAO MuNe – Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura. FAO, l’agenzia specializzata ONU che lavora per sconfiggere la fame nel mondo e garantire la nutrizione e sicurezza alimentare globale, ha realizzato, negli spazi della sede dell’organizzazione a Roma, un nuovo museo che racconta la storia e il futuro dell’agricoltura, dell’alimentazione e del loro sviluppo sostenibile.
La sensibilità ambientale sempre più diffusa, quando incontra la più avanzata cultura della progettazione e della costruzione, si orienta verso la scelta dei materiali naturali, come garanzia di comfort abitativo all’insegna del rispetto dell’ambiente e del risparmio di energia e risorse.
Nel nostro Paese, famoso in tutto il mondo per l’armonia del paesaggio naturale e urbano e per lo stile di vita elegante e raffinato, la pietra naturale ha rappresentato la prima “materia” di incontro tra principi funzionali e principi estetici.
La promozione della cultura dell’uso e della lavorazione delle pietre naturali nel settore delle costruzioni e del design è la mission della Rete d’Imprese Pietra Naturale Autentica, come progetto che riunisce le maggiori Aziende del settore.
Uno scalino, una statua, un pavimento, una colonna, un tavolo, la facciata di una cattedrale.
Il settore delle costruzioni è responsabile del 35% delle emissioni di gas serra. I consumi energetici legati all’abitare costituiscono il 40% dei consumi complessivi di energia.
Il marmo di Carrara migliora l’ambiente che lo circonda in tutti gli ambiti in cui viene impiegato. Come pietra autenticamente naturale, contribuisce a ridurre l’impatto biologico, storico ed ecologico di un edificio nel contesto paesaggistico in cui sorge.