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L'Economia Circolare non è una scelta possibile di futuro.
È l’unico futuro possibile.
Tutto da raccontare.
La Consob volta pagina anche sul fronte della rendicontazione non finanziaria. L'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari ha diffuso il suo primo Rapporto di sostenibilità, un documento di 65 pagine che fotografa le iniziative già in corso per contenere i consumi energetici, valorizzare il capitale umano e rafforzare i presìdi di integrità e trasparenza nella gestione delle attività istituzionali. Il Rapporto si inquadra nel Piano Strategico Consob 2025-2027, che individua nella transizione sostenibile – accanto a quella digitale – una delle direttrici della pianificazione operativa dell'Istituto, ed è stato elaborato ispirandosi agli standard europei di rendicontazione della sostenibilità (gli ESRS), gli stessi principi che l'Autorità richiede alle società quotate, adattati però alle caratteristiche di un ente pubblico che opera prevalentemente attraverso il proprio capitale umano più che attraverso processi produttivi in senso tradizionale.
Esiste il "quarto capitalismo" italiano, quello delle medie imprese, spesso a controllo familiare, radicate nei territori ma capaci di competere sui mercati globali, che continua a crescere, ma con un passo più incerto rispetto agli anni scorsi. È questo il quadro che emerge dal Report "Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica", realizzato da Unioncamere, dall'Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentato lo scorso 30 giugno a Siena insieme al XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e aggiornato il 5 agosto con nuovi dati sugli investimenti in digitale e sostenibilità ambientale.
In Italia circa 3,5 milioni di persone hanno utilizzato una sigaretta elettronica nel corso del 2025. La quota di chi conferisce correttamente dispositivi e componenti è in crescita, ma indifferenziato e plastica assorbono ancora una parte consistente dei prodotti esausti. E-cig e riscaldatori sono, in realtà, RAEE e possono seguire una raccolta separata come l'elettronica di consumo o i piccoli elettrodomestici.
L’immagine di un parco pubblico evoca quasi sempre la stessa scena: prati ben curati, qualche panchina, pini o tigli a far da cornice. Un paesaggio rassicurante, ma essenzialmente passivo. Eppure, dall’altra parte del pianeta, una rivoluzione silenziosa sta dimostrando che lo spazio verde di una città può fare molto di più che offrire un’ombra estiva: può produrre cibo fresco, gratuito e a chilometro zero per l’intera comunità. In Nuova Zelanda, centri urbani come Christchurch, Auckland e Dunedin hanno scelto di trasformare i propri parchi in frutteti pubblici.
Se il Genius Loci racconta lo spirito del luogo, manca ancora una parola capace di raccontare lo spirito dell’incontro. Si potrebbe chiamare Genius Hospitis. Il Genius Hospitis non coincide con l’ospitalità intesa come servizio, non riguarda il numero di camere disponibili, la qualità di un albergo o l’efficienza di un’infrastruttura. Tutto questo è importante, ma appartiene all’organizzazione. Il Genius Hospitis appartiene invece alla cultura di una comunità: è la sua capacità di fare spazio all’altro senza smettere di essere sé stessa.
Il 12 luglio, nell'ambito del 14° High Level Political Forum delle Nazioni Unite, l'Italia ha depositato all'ONU la sua terza Voluntary National Review sull'Agenda 2030. È la fotografia più aggiornata di dove si trova il Paese rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma anche l'atto che apre formalmente l'aggiornamento della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS), lo strumento che dovrebbe tradurre gli SDGs in policy concrete a livello nazionale, regionale e locale. Quest'anno il documento cambia nome e struttura, si intitola "Italy Voluntary National Local Youth Review" (VNLYR) e mette in evidenza, più delle edizioni precedenti, l'approccio multilivello alla sostenibilità, valorizzando il contributo di Regioni, Province autonome e Città metropolitane insieme a quello delle nuove generazioni.
C'è un momento, nella vita di ogni board, in cui un tema smette di essere compliance e diventa strategia. Per l'ESG, quel momento è adesso. Per anni le aziende hanno trattato l'integrazione ambientale, sociale e di governance come un esercizio di reporting: un capitolo nel bilancio sociale, una slide nella relazione annuale, un ufficio dedicato che parlava poco con il resto dell'organizzazione. Ora quella stagione è finita, oggi ESG integration significa qualcosa di molto più esigente: incorporare la sostenibilità dentro gli obiettivi di business, i sistemi decisionali e, soprattutto, la responsabilità diretta di chi guida l'azienda. Non è una sfumatura semantica ma la differenza tra dichiarare un impegno e renderlo misurabile, remunerabile, verificabile.
Dovremmo parlare di cibo e paradossi. Mentre vengono scritte queste parole, da qualche parte un fattorino sta consegnando a domicilio non una semplice spesa, ma il risultato di una piccola scommessa sul futuro del cibo. Il fattorino lavora per Cortilia, una B Corp milanese nata nel 2011 che da quindici anni prova a dimostrare che la filiera corta può funzionare anche su scala. Nel 2020 Cortilia ha trasformato il proprio statuto in Società Benefit, consolidando l’impegno nel 2022 con la certificazione B Corp, ottenuta in concomitanza con l’apertura della nuova sede di Cassina de’ Pecchi.
La filiera vitivinicola genera enormi quantità di vinacce, l'insieme di bucce, vinaccioli e raspi che rimangono dopo la spremitura dell'uva. Tradizionalmente questi "scarti" sono stati destinati soprattutto a usi energetici, compostaggio o altre applicazioni a basso valore aggiunto. Oggi, invece, rappresentano una delle frontiere più promettenti della bioeconomia circolare. Tra le realtà che hanno contribuito a questo cambio di paradigma c'è VEGEA, azienda italiana nata con l'obiettivo di trasformare uno scarto agricolo in una nuova materia prima per l'industria. Una sfida che unisce ricerca scientifica, chimica verde e progettazione dei materiali e che dimostra come l'economia circolare possa andare ben oltre il riciclo, diventando un vero processo di innovazione industriale simbolo del (re)made in Italy.
Fondata più di vent'anni fa a Rimini da Silvia Carlini e Pierluca Urbinati, Officina Naturae sviluppa detergenti per la casa e cosmetici formulati con ingredienti di origine naturale, privilegiando materie prime selezionate, ricerca scientifica e processi produttivi orientati alla riduzione dell'impatto ambientale. In un mercato nel quale termini come "naturale", "bio", "green" e "sostenibile" sono diventati sempre più frequenti, Officina Naturae ha scelto di costruire la propria credibilità attraverso certificazioni indipendenti e un modello di sostenibilità che coinvolge l'intero ciclo di vita del prodotto.
C'è un paradosso al cuore dell'economia italiana che l'ottavo Rapporto sull'Economia Circolare in Italia, presentato a Roma il 14 maggio dalla Conferenza Nazionale del Circular Economy Network, mette in luce con una chiarezza quasi scomoda. L'Italia è seconda in Europa per indice di circolarità, prima per tasso di utilizzo circolare dei materiali, prima per produttività delle risorse, prima per riciclo degli imballaggi. Eppure è anche il Paese più dipendente dalle importazioni di materie prime tra le grandi economie dell'Unione europea. Leader e vulnerabile insieme, in un equilibrio che non regge più.
Nel luglio 2026 entrerà pienamente in vigore il Regolamento ESPR — Ecodesign for Sustainable Products Regulation — e con esso l'obbligo progressivo di dotare i propri prodotti di un Digital Product Passport (DPP). Il passaporto digitale è destinato a ridisegnare in profondità il modo in cui le aziende progettano, producono, comunicano e gestiscono i propri beni lungo l'intero ciclo di vita. Per aiutare le imprese a orientarsi in questo scenario, Intertek, uno dei principali operatori mondiali nel campo della qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti, ha lanciato un servizio dedicato al Digital Product Passport: un'offerta integrata di advisory e managed services pensata per accompagnare produttori, brand e retailer lungo tutto il percorso di adeguamento normativo e valorizzazione strategica del DPP.
Il settore del packaging in Italia ha raggiunto una dimensione davvero importante: un mercato che vale oltre 50 miliardi di euro, in forte espansione soprattutto grazie alla spinta della compliance normativa europea dettata delle nuove esigenze di sostenibilità ambientale, economia circolare e responsabilità sociale. In questo contesto prende forma un’iniziativa che potrebbe cambiare il modo in cui le aziende – grandi e piccole – affrontano la sostenibilità nel mondo degli imballaggi industriali: nasce PackInPro, marchio e progetto pensato per certificare la sostenibilità reale del packaging, andando ben oltre slogan e claim di facciata.
La maggior parte degli italiani ritiene che il vetro garantisca maggiore sicurezza e sostenibilità rispetto ad altri contenitori. A rilevarlo è la ricerca Ipsos Doxa realizzata per Assovetro, presentata nel corso dell'incontro "Vetro: la scelta è chiara. Percezioni, sfide e opportunità del packaging che gli italiani vogliono" secondo la quale a ritenerlo sono 9 italiani su 10. Tuttavia, in più categorie di consumo, la preferenza dichiarata per il vetro supera la disponibilità effettiva di prodotti confezionati in questo materiale.
Si avvicina la piena operatività del Fondo destinato alle Imprese Culturali e Creative. La Conferenza Unificata ha infatti approvato l’intesa sullo schema di decreto attuativo che disciplina la concessione dei contributi a fondo perduto, segnando un passaggio decisivo per l’attuazione di una misura attesa dal comparto. Il provvedimento prevede una dotazione di 2,7 milioni di euro all’anno per il periodo 2025-2033. I contributi potranno coprire fino all’80% delle spese ammissibili, con un finanziamento massimo di 100 mila euro per ciascun progetto, sostenendo così investimenti destinati alla crescita, all’innovazione e al consolidamento delle imprese culturali e creative.
Twin it! 3D for Europe’s Culture, la campagna promossa dalla Commissione europea insieme a Europeana per accelerare la digitalizzazione tridimensionale del patrimonio culturale europeo. L’iniziativa rappresenta uno dei passaggi più significativi della strategia europea per costruire uno spazio comune dei dati dedicato ai beni culturali, mettendo la tecnologia al servizio della conservazione, della ricerca e della partecipazione dei cittadini.
Microplastiche e nanoplastiche sono diventate il simbolo di una nuova dimensione dell’emergenza ambientale. Siamo di fronte a una contaminazione silenziosa, difficile da percepire, ma capace di mettere in discussione il rapporto tra società umana e sistemi naturali. È da questa consapevolezza che nasce ARCHÈ 2026 – PLASTICOCENE, la terza edizione dello spazio di incontro e confronto dedicato ai grandi temi ambientali e culturali del nostro tempo, promosso e organizzato dall’associazione Salviamo il Mare da Noi e in programma sabato 11 luglio 2026 al Teatro Centro Tilt di Marconia di Pisticci, in provincia di Matera.
Presentata oggi la Rete Italiana delle Città Circolari, iniziativa promossa dal Comune di Genova con Italia Circolare che riunisce i capoluoghi impegnati nella transizione verso modelli urbani circolari e sostenibili. La sindaca Silvia Salis ha richiamato il ruolo delle città nella gestione della complessità urbana, mentre l’assessora Silvia Pericu ha sottolineato l’importanza di una “grammatica comune” per governare la transizione ecologica. Alla sessione hanno partecipato numerosi Comuni e rappresentanti di enti nazionali ed europei, confermando la centralità dei sistemi urbani nei processi di trasformazione circolare.
Genova partecipa con convinzione all’obiettivo ambizioso ma necessario, di trasformare la transizione circolare in una politica urbana concreta, stabile e misurabile nei suoi effetti. Per questo propone un’alleanza per costruire insieme alle altre città italiane valore sostenibile nei territori e le comunità”. Le città consumano, producono scarti, si muovono, si scaldano e si raffreddano, si alimentano, condividono, scelgono, e lo fanno seguendo ritmi sempre più intensi. La crescita delle città è un fenomeno strutturale e irreversibile. Governarle in chiave circolare significa trasformare il loro impatto ambientale e sociale in un’opportunità di innovazione, competitività e sviluppo sostenibile. L’economia circolare crea un paradigma strategico capace di incidere in modo sistemico sui flussi di materia, energia e valore economico. La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica.
La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica. C'è un dato che racconta meglio di molti altri la direzione del nostro tempo: oggi oltre il 55% della popolazione mondiale vive in aree urbane e, secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 questa quota salirà al 68%. In Europa, questa percentuale è già più alta e si accompagna a un altro elemento chiave: le città, pur occupando una minima parte del territorio, sono responsabili di circa il 70% delle emissioni di CO₂ e di oltre il 60% dei consumi energetici. È qui che si gioca la partita vera. Ed è da qui che bisogna ripartire. È in questo scenario che nasce la Rete Italiana delle Città Circolari, promossa dal Comune di Genova insieme a Italia Circolare. Un progetto che non è solo un'iniziativa istituzionale, ma un cambio di paradigma: fare rete per accelerare la transizione.
Il fenomeno della Shrinkflation consiste nella riduzione della quantità del prodotto offerto al pubblico, mantenendone però inalterato il prezzo di vendita. Si tratta, in buona sostanza, di una forma di inflazione velata, utilizzata dalle aziende per compensare gli aumenti dei costi di produzione senza far scattare incrementi del prezzo al consumatore finale. Appare dunque di fondamentale importanza che le Imprese accompagnino eventuali operazioni di Shrinkflation con una Comunicazione franca e convincente.
La Pasqua del 2026 trova il mondo del Packaging in una fase di profondo cambiamento, quasi sulla soglia di una nuova era, nella quale la Sostenibilità assume nel Packaging una inedita centralità, sulla scorta di nuovi dettami di natura tecnico-giuridica. Per la Pasqua 2026, infatti, Iginio Massari Alta Pasticceria ha rivisto le regole del tipico regalo pasquale, in collaborazione con Rifò, prestigioso brand italiano pioniere della moda circolare. Protagonista assoluto del progetto è il Foulard di Rifò, che avvolge e confeziona l’Uovo di Cioccolato di Iginio Massari Alta Pasticceria, rivisitando e reinterpretando il canonico concetto di Packaging.
L’Idroponica è oggi uno dei sistemi più utilizzati per la coltivazione fuori suolo e rappresenta una tecnica in cui le piante crescono senza terra, ma in acqua arricchita con soluzioni nutritive. Un fondamentale contributo di Innovazione, per rendere le tecniche in esame sempre più sostenibili, arriva da una ricerca congiunta della LUB – Libera Università di Bolzano e dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. I ricercatori dei due enti, infatti, hanno messo a punto un sistema biodegradabile e compostabile, che permette di sostituire le strutture in materie plastiche utilizzate per la realizzazione degli impianti con un idrogel ottenuto dall'alga rossa.
C'è un filo sottile che collega la carta carbone all'intelligenza artificiale. Non è soltanto il filo della tecnologia, ma quello della trasformazione, quella continua e inarrestabile capacità che le imprese italiane hanno di reinventarsi, adattarsi, sopravvivere ai cambiamenti e anticiparli. Alberto Improda quel filo lo conosce bene. Lo segue da anni, con la precisione del giurista e la curiosità dell'intellettuale. E lo racconta sulle pagine di Italia Circolare attraverso la rubrica Develoopments, un taccuino sull'innovazione per la sostenibilità che ha costruito, nel tempo, una delle più originali cartografie dell'impresa italiana contemporanea. Una vera mappa raccontata dell'innovazione.
C'è una parola che più di altre attraversa e definisce il pensiero di Luca Dal Fabbro: rigenerazione. Rigenerare le materie, l'industria, perfino il modo in cui l'Europa immagina sé stessa in un contesto geopolitico attraversato da crisi energetiche, tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche: "Dobbiamo imparare a trasformare l'incertezza in vantaggio strategico". Non è un caso che il Presidente di Iren, parallelamente Presidente dell'ESG European Institute, di Utilitalia e Vice Presidente del Circular Economy Network, abbia dedicato gran parte della sua riflessione pubblica proprio all'economia circolare, interpretandola non come semplice cultura ambientale, ma come paradigma produttivo e leva industriale decisiva per la costruzione del futuro del Paese.
Ci sono imprenditori che scoprono la sostenibilità perché tutto sommato conviene, altri che la considerano l’unico modo possibile di fare impresa. Primo Barzoni, classe 1954, nato e cresciuto a Viadana, piccola città sul Po al confine tra Mantova e Cremona, appartiene decisamente alla seconda categoria. Presidente e amministratore delegato di Palm SpA SB, azienda familiare fondata nel 1980 insieme ai fratelli Antonio, Lorenzo e Maurizio, ha costruito in quarantacinque anni un modello capace di valorizzare insieme i capitali umano, economico e ambientale, anticipando di fatto la cultura della sostenibilità e dell’economia circolare. Il prodotto che Palm realizza ogni giorno è tra i più invisibili e necessari dell'economia globale: il pallet di legno. Eppure, nelle mani di Barzoni, questo oggetto anonimo è diventato il veicolo di una visione precisa.
Nel 2025 Corepla ha gestito 1,42 milioni di tonnellate di imballaggi netti e nel 2026 la raccolta dovrebbe crescere ancora del 3,5%. Ma a valle il sistema non riesce più ad assorbire i flussi. Le giacenze nei centri sono quasi raddoppiate, i ritiri rallentano e gli stoccaggi si saturano. Il paradosso è evidente là dove la differenziata migliora mentre il riciclo perde mercato, schiacciato dai bassi prezzi della plastica vergine, dai costi industriali e dalla quota crescente di materiali estranei. Senza misure urgenti, il collo di bottiglia può risalire fino ai Comuni e fermare il servizio.
Con un investimento di oltre 11 milioni di euro, il nuovo impianto dello stabilimento Smurfit Westrock di Anzio amplia la capacità di realizzare packaging in cartone ondulato e display ad alta qualità concentrando sul processo produttivo alcuni dei nodi oggi centrali per il settore: consumi, scarti, inchiostri ad acqua e recupero dei materiali. È su questo terreno che l’intervento mette insieme nuove prestazioni industriali, qualità di stampa e sostenibilità in un mercato sempre più esigente.
Il 9 giugno, nell'ambito del Green Retail Lab, ho avuto il piacere di moderare un confronto che arriva in un momento decisivo per il settore degli imballaggi. Da una parte Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia, azienda che ha nella carta e nel cartone ondulato il proprio core business, dall'altra Andrea Campelli, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Corepla, che rappresenta la filiera del riciclo degli imballaggi in plastica. Due materiali, due filiere, una domanda comune: come cambia il mercato con l'arrivo del PPWR, il Regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio che introduce obiettivi vincolanti su riciclabilità, contenuto riciclato e riduzione dei rifiuti. Ho posto a entrambi gli stessi quesiti, per mettere a confronto due prospettive che troppo spesso vengono raccontate come contrapposte, ma che in realtà rispondono alla stessa sfida da angolazioni diverse.
Nelle città i residenti chiedono un maggiore controllo sull'impatto del turismo, mentre le aree rurali avvertono il rischio di perdere la propria identità a causa delle ondate stagionali di visitatori. Tali pressioni evidenziano la necessità di evolvere e approfondire la sostenibilità con concretezza, nella pratica quotidiana. Sulla base dell'Agenda europea del turismo, molte destinazioni stanno adottando un approccio rigenerativo, che estende la sostenibilità ripristinando ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi (net-positive impacts) e lasciando luoghi e comunità in condizioni migliori rispetto a prima dell'incontro con il turismo.
Per chi viaggia in autostrada, lungo la A12 - tracciato che collega Genova con Cecina, Tarquinia e Roma seguendo il litorale tirrenico e la via Aurelia - c'è una nuova straordinaria opportunità: recentemente è stata realizzata una passerella pedonale che consente di accedere all’area archeologica di Luni direttamente, con una breve passeggiata, senza nemmeno uscire al casello e potendo lasciare l'auto in un'area di sosta appositamente attrezzata. Un caso di "permeabilità" più unico che raro nel "Bel Paese", che potrebbe diventare un modello.
«Questa è una delle storie che amo di più. Una di quelle che racconto nelle aule di formazione, nei convegni e nelle tavolate conviviali. È una storia di sogni che si realizzano, di coraggio, di coerenza e di cocciuta resilienza, con tutti i contorni della sfida». Così Federico Massimo Ceschin introduce la narrazione, a tratti fiabesca ma completamente reale, di un manipolo di amici appassionati e testardi che da decenni mettono in scena una delle esperienze più incredibili di turismo in natura: la Discesa Internazionale del Tevere.
Da un incidente in motoslitta a tre medaglie paralimpiche. Mike Schultz non si è limitato a tornare in gara: ha progettato la protesi con cui gareggia — e con cui competono anche i suoi avversari. Oggi circa 25 atleti alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 scendono in pista con componenti sviluppati dalla sua azienda, BioDapt. È una storia che intreccia sport, ingegneria e stampa 3D. E che mostra come, quando la tecnologia nasce da un bisogno reale, può cambiare la vita di molti.
Da qualche mese monitoro i miei passi, il peso con una bilancia smart e il cibo con un sistema basato su intelligenza artificiale. Quello che ho notato non è solo una perdita di qualche chilo: è che vedere i dati ha cambiato il mio rapporto con il movimento, con l'alimentazione, con me stesso. È esattamente questo il salto concettuale che rappresenta il BodyScan 2 di Withings, vincitore del CES Innovation Awards 2026 nella categoria Embedded Technologies.
C’è un’immagine che mi è rimasta impressa per anni, come un seme gentile e insieme inquietante: un bambino che disegna un pollo con quattro zampe. Non per fantasia. Per logica. Perché al supermercato esistono confezioni “da quattro cosce” di pollo, e quando il contatto con l’animale reale evapora, la mente ricompone il mondo a partire dai suoi derivati. Un’immagine che mi si è innestata con forza al CES 2026 di Las Vegas sulle tecnologie di ingaggio per l’osservazione della natura.
Domani presso la Torre PwC in Piazza Tre Torri a Milano si terrà la VI edizione di Green Retail Lab, il percorso di Retail Institute Italy in collaborazione con Italia Circolare con l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità, declinata nelle sue tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, e della circolarità nel settore Retail. Le aziende sono chiamate, attraverso i punti di vendita, a svolgere un ruolo centrale per il benessere dei territori dove operano.
Nasce nonsprecoilcibo.it. il Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna, presentato alla V edizione del Green Retail Lab di Retail Institute Italy. Il progetto, realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo, invita le marche e le insegne della distribuzione moderna ad assumere un impegno congiunto per contrastare concretamente ogni forma di spreco nel settore food and beverage. I beneficiari saranno 26.000 punti di vendita della Distribuzione moderna in Italia, con 58 milioni di consumatori che tutte le settimane fanno le loro scelte alimentari.
Si terrà domani, 5 giugno, presso la Torre PwC a Milano, la V edizione di Green Retail Lab: le strategie del Retail per un presente sostenibile, l’evento di Retail Institute Italy che si pone l’obiettivo di indagare le azioni da attuare per intraprendere la via della sostenibilità e della circolarità nel settore Retail. L’incontro, ormai punto di riferimento per tutta la community del retail, ospiterà la presentazione dell’importante progetto realizzato da Italia Circolare in partnership con Retail Institute Italy e l’Università di Pollenzo: il Patto contro lo Spreco per la distribuzione moderna, che nasce con l’obiettivo di contrastare concretamente lo spreco nel settore alimentare.
Per lungo tempo il dibattito pubblico e manageriale ha celebrato la figura dell’eroe solitario: il leader visionario, l’imprenditore carismatico, il decisore capace di imprimere svolte decisive grazie alla sola forza individuale. Alleanze coraggiose (Franco Angeli, 2025) si colloca in discontinuità rispetto a questa narrazione e propone una tesi netta: nell’attuale scenario di complessità sistemica, il cambiamento non è più sostenibile come impresa individuale, ma come costruzione collettiva. La prosperità non coincide con il successo individuale o con l’ottimizzazione interna dell’organizzazione, ma con la capacità di generare impatto condiviso attraverso relazioni strutturate, intenzionali e trasformative.
Il restauro della natura è l’insieme di interventi volti a ripristinare ecosistemi danneggiati o distrutti per recuperare la loro biodiversità e le loro funzioni. Roberto Danovaro, uno degli scienziati più autorevoli a livello internazionale nel campo della biologia marina e della sostenibilità, affronta il tema in maniera chiara e approfondita nel libro Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo (Edizioni Ambiente). Si tratta del primo volume in italiano dedicato al restauro ecologico, tema sempre più centrale nel dibattito ambientale, soprattutto dopo l’approvazione della Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, tanto da essere definita dall’autore come la più grande sfida dei nostri tempi.
E se il suono fosse la chiave per riscoprire il nostro legame con la natura? Troppo spesso la musica è stata ridotta a semplice sottofondo del nostro vivere, dimenticando il suo potere di evocare emozioni, raccontare storie e trasformare la nostra percezione del mondo. "E se fosse la musica a salvarci? La memoria dei suoni e la sfida climatica" (Mimesis Edizioni) di Dario Giardi indaga l’intima connessione tra paesaggio sonoro e coscienza ecologica, rivelando come la musica possa diventare uno strumento essenziale per risvegliare e accrescere la sensibilità ambientale. Attraverso il concetto di “memoryscape”, la memoria dei suoni, ci invita a riscoprire un patrimonio acustico perduto e a ristabilire un equilibrio con l’ambiente che ci circonda. La musica, in tutte le sue forme, non è solo un’arte, ma un ponte verso un futuro più consapevole e sostenibile.
Nel nostro Paese, ogni famiglia getta via in media circa mezzo chilo di cibo a settimana e lo spreco alimentare ha un costo di circa 290 euro all’anno per nucleo familiare: numeri che raccontano non solo un problema etico, ma una sfida ambientale ed economica di vasta portata. In questo scenario si colloca Scrap the Food Waste, un progetto europeo che vuole trasformare la consapevolezza individuale in cambiamento concreto. Promosso da un consorzio multistakeholder guidato da Will Media e insieme all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG), all’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e alla startup sostenibile AWorld, l’iniziativa intende studiare, informare e agire sulle cause profonde dello spreco alimentare, con un focus particolare su ciò che accade dentro le nostre case.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con i suoi partner scientifici e industriali, presenta domani 7 maggio a Tuttofood 2025 il convegno dal titolo “Circular Economy for Food e riduzione dello spreco: un’opportunità per il settore agroalimentare”, in cui racconterà il progetto Uovo Circolare e i percorsi di formazione, innovazione e certificazione destinati al settore agroalimentare. Moderatore sarà Paolo Marcesini, Direttore di Italia Circolare, che presenterà nello specifico l’evoluzione del progetto nonsprecoilcibo.it.
L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG) ha annunciato il lancio dell'Executive Master in Circular Economy for Food, il primo programma in Italia dedicato all’economia circolare nel settore alimentare. Il Master, che inizierà a gennaio 2025, è pensato per professionisti e manager che desiderano diventare protagonisti del cambiamento verso la sostenibilità e la transizione ecologica. Il nuovo Executive Master, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal e della sostenibilità, si rivolge a chi già opera nel mondo dell'innovazione e della sostenibilità o desidera farlo.
Giunto alla sua quarta edizione, il Monitor for Circular Fashion della SDA Bocconi School of Management si conferma come uno dei principali punti di riferimento in Europa per la transizione del settore moda verso modelli di business circolari. Diretto dalla professoressa Francesca Romana Rinaldi – docente ed esperta in sostenibilità, innovazione e circular economy –, il Monitor promuove ricerca, formazione e co-creazione tra imprese, istituzioni e stakeholder della filiera, con l’obiettivo di rendere la trasformazione sostenibile del Made in Italy misurabile, concreta e condivisa. Attraverso analisi empiriche, workshop e indicatori specifici, il progetto supporta l’adozione di pratiche trasparenti, responsabili e tracciabili lungo tutta la catena del valore.
Nell’epoca della sovrapproduzione tessile e politica del consumo, Humana Vintage si distingue per il suo impegno nel finanziamento di progetti internazionali rivolti alle comunità più vulnerabili attraverso la vendita di capi second hand e pezzi unici vintage. L’usato diventa la fonte per contribuire a piccoli cambiamenti per rendere il mondo un luogo più solidale e inclusivo. Humana Vintage è iniziativa collaterale dell'organizzazione non-profit internazionale Humana People to People, federazione umanitaria di cooperazione internazionale. La missione principale di Humana è quella di finanziare e sviluppare progetti volti al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità più vulnerabili, dedicandosi principalmente ai Paesi del Sud del mondo.
Stratificazione, intreccio, materia. Ogni fibra racconta una storia, ogni trama intreccia passato e futuro, saper fare e tradizione. Nella materia si depositano memorie, mentre la creatività e l’innovazione modellano nuove forme di sostenibilità. Per alcune aziende, questo è già parte dell’identità. RadiciGroup incarna questa filosofia da oltre ottant’anni: un continuo percorso di trasformazione e crescita che ha visto un piccolo laboratorio tessile diventare leader internazionale nella produzione di polimeri, fibre sintetiche e tecnopolimeri. Fondata nel 1941 da Pietro Radici, l’azienda nasce tra le montagne della Val Gandino, territorio che ha l’arte tessile da sempre nel DNA.
Il 20 giugno, a partire dalle ore 19.00, il Museo Egizio a Torino e il Galata Museo del Mare di Genova apriranno le porte gratuitamente per una serata di incontri, racconti e performance dedicata all’accoglienza e al dialogo interculturale. Per il secondo anno consecutivo, Basko sostiene l’iniziativa, che incontra perfettamente lo spirito di Basko For Next Gen, confermando il proprio impegno a fianco delle comunità locali su temi di inclusione, partecipazione e coesione sociale.
L’Italia rafforza la propria leadership nel turismo balneare sostenibile. Nel 2026 sono 257 i Comuni italiani premiati con la Bandiera Blu, undici in più rispetto allo scorso anno. Il riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education conferma il peso crescente del Paese nelle classifiche mondiali della qualità ambientale costiera. La Liguria resta ancora la regione più premiata d’Italia con 35 Comuni Bandiera Blu, due in più rispetto al 2025 grazie all’ingresso di Andora e Taggia.
Dal 22 al 24 maggio torna la Festa dello Sport al Porto Antico di Genova. Anche quest’anno Basko sostiene l’iniziativa e, per la prima volta, partecipa anche alle premiazioni del “Passaporto dello Sport” con gadget e merende dedicate ai partecipanti.
Lo scorso gennaio, a Parigi, ha aperto al Jeu de Paume una grande retrospettiva dedicata al fotografo britannico Martin Parr, Martin Parr – Global Warning, visitabile fino al 24 maggio 2026. La mostra ripercorre oltre cinque decenni di attività attraverso circa 180 opere, restituendo lo sguardo ironico e profondamente critico con cui l’artista ha indagato le contraddizioni del nostro tempo: dal consumismo globale al turismo di massa, fino agli stili di vita dell’élite economica.
Le discariche nascono come luoghi nascosti dello scarto, rifugi di tutto quello che non vogliamo più vedere. Negli ultimi anni alcune esperienze italiane stanno ridefinendo il ruolo delle discariche, trasformandole da luoghi percepiti come marginali in spazi attivi di relazione, cultura e partecipazione civica. In questi casi, la gestione dei rifiuti diventa un punto di partenza per innescare processi di rigenerazione territoriale, educativa e simbolica. Peccioli, La Filippa e i progetti sviluppati da Dimensione Ambiente raccontano tre modalità diverse ma convergenti di questo cambiamento.
Come può una città con oltre 800 anni di storia trasformarsi in un modello europeo di sostenibilità? Lo scorso novembre, Guimarães è stata eletta European Green Capital 2026, dimostrando che innovazione, partecipazione dei cittadini e gestione intelligente delle risorse possono cambiare radicalmente la vita urbana. Dal centro storico patrimonio UNESCO alle politiche ambientali all’avanguardia, la città portoghese racconta un percorso concreto di trasformazione, in cui creatività, scienza e cultura locale si incontrano per costruire un futuro più verde.
È stato inaugurato ad Atessa (Chieti) Riexperia, il nuovo Museo dell’Ambiente e dell’Economia Circolare, primo nel suo genere in Abruzzo e tra i primi in Italia dedicati alla sostenibilità, all’educazione ambientale e al pensiero ecologico. Situato nel centro storico, nella sede dell’ex Tribunale restituito alla comunità attraverso un importante progetto di rigenerazione urbana, Riexperia nasce con l’obiettivo di essere molto più di un museo tradizionale: è un percorso esperienziale, interattivo e immersivo pensato per tutte le età.
Dalla riqualificazione dell’Edificio 37, costruzione razionalista degli anni ‘40 destinata a portineria e mensa Michelin, nasce a Torino una nuova realtà, il MAcA, primo museo in Europa interamente dedicato a temi ambientali. Il progetto dell’architetto Agostino Magnaghi, riconvertendo un’area industriale dismessa, consegna alla città nel 2004 un ambiente nuovo, connotato da una forte missione interattiva e formativa, uno spazio non solo da guardare ma da vivere. Il Museo A come Ambiente (MAcA) dalla sua inaugurazione si è dedicato a quattro grandi temi: energia, rifiuti, acqua e alimentazione, raccontando dei cicli naturali e dell’economia circolare attraverso esperienze immersive, tra mostre, laboratori, percorsi didattici ed exhibit per scuole e famiglie.
In occasione dell’80° anniversario della fondazione dell’Organizzazione delle Nazione Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Food and Agriculture Organization – FAO) e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre 2025 è stato inaugurato il FAO MuNe – Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura. FAO, l’agenzia specializzata ONU che lavora per sconfiggere la fame nel mondo e garantire la nutrizione e sicurezza alimentare globale, ha realizzato, negli spazi della sede dell’organizzazione a Roma, un nuovo museo che racconta la storia e il futuro dell’agricoltura, dell’alimentazione e del loro sviluppo sostenibile.
La sensibilità ambientale sempre più diffusa, quando incontra la più avanzata cultura della progettazione e della costruzione, si orienta verso la scelta dei materiali naturali, come garanzia di comfort abitativo all’insegna del rispetto dell’ambiente e del risparmio di energia e risorse.
Nel nostro Paese, famoso in tutto il mondo per l’armonia del paesaggio naturale e urbano e per lo stile di vita elegante e raffinato, la pietra naturale ha rappresentato la prima “materia” di incontro tra principi funzionali e principi estetici.
La promozione della cultura dell’uso e della lavorazione delle pietre naturali nel settore delle costruzioni e del design è la mission della Rete d’Imprese Pietra Naturale Autentica, come progetto che riunisce le maggiori Aziende del settore.
Uno scalino, una statua, un pavimento, una colonna, un tavolo, la facciata di una cattedrale.
Il settore delle costruzioni è responsabile del 35% delle emissioni di gas serra. I consumi energetici legati all’abitare costituiscono il 40% dei consumi complessivi di energia.
Il marmo di Carrara migliora l’ambiente che lo circonda in tutti gli ambiti in cui viene impiegato. Come pietra autenticamente naturale, contribuisce a ridurre l’impatto biologico, storico ed ecologico di un edificio nel contesto paesaggistico in cui sorge.