Per capire perché questa giornata continui ad avere senso e urgenza, vale la pena partire dai numeri. Il Rapporto annuale Istat 2026, presentato alla Camera dei Deputati nelle scorse settimane, fotografa un'Italia in cui il clima sta cambiando in modo sempre più visibile e misurabile. I capoluoghi di regione hanno registrato nel biennio 2022-2023 i valori termici più elevati dal 1971, accompagnati da un incremento degli eventi estremi. Tra il 2000 e il 2024 si sono contati 188 eventi alluvionali e allagamenti nelle aree urbane, con Milano, Genova e Roma tra le città più esposte.
Sul fronte delle emissioni, il quadro è ambivalente. Da un lato ci sono segnali positivi perché nel 2024 si consolida il disaccoppiamento tra crescita economica e pressione ambientale, con i consumi energetici che flettono dello 0,5% e le emissioni di gas climalteranti che diminuiscono del 2,8% a fronte di una crescita del PIL dello 0,8%. Sul lungo periodo, il Rapporto ISPRA conferma la tendenza alla riduzione delle emissioni dal 1990 al 2023, calate del 26,4% e passate da 518 a 385 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Dall'altro, però, i ritmi non bastano. L'aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima consente una riduzione complessiva delle emissioni entro il 2030 di appena il 44,3%, ben al di sotto dell'obiettivo europeo del 55%.
Anche la qualità dell'aria racconta una storia complessa. Il rapporto Mal'Aria di città 2026 di Legambiente registra un miglioramento rispetto agli anni precedenti. Nel 2025 sono stati solo 13 i capoluoghi di provincia ad aver superato i limiti giornalieri di PM10, contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Ma, proiettando questi dati sugli standard europei che entreranno in vigore nel 2030, il quadro si deteriora perché se i nuovi parametri fossero già in vigore oggi, sarebbe fuorilegge il 53% delle città per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per il biossido di azoto.
Il tema 2026, la natura come soluzione
Il tema ufficiale ha il focus incentrato sul cambiamento climatico e le soluzioni basate sulla natura, con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi ambientale, collegando la protezione degli ecosistemi alla resilienza climatica. Secondo UNEP, le Nature-based Solutions, ovvero le soluzioni che si ispirano e si appoggiano agli ecosistemi naturali per affrontare le sfide climatiche e sociali, includono la protezione e il ripristino di foreste, zone umide, suoli e oceani, riconosciuti come alleati fondamentali nell'assorbimento del carbonio e nella protezione delle comunità. Proteggere e ripristinare questi ecosistemi è una strategia concreta e misurabile per affrontare la crisi climatica. Con questo messaggio, UNEP ribadisce che la natura non è solo da proteggere, ma è parte integrante della soluzione alla crisi climatica. In un contesto segnato da temperature record, perdita di biodiversità e pressione sugli ecosistemi, il messaggio da Baku è chiaro: il futuro del pianeta dipende dalle scelte che vengono fatte oggi.
Dalla consapevolezza all'azione
Conoscere i dati è il primo passo. Ma la Giornata Mondiale dell'Ambiente è una chiamata all'azione. E le azioni possibili sono molte, a ogni scala. A livello individuale, le scelte più efficaci riguardano l'alimentazione (ridurre il consumo di carne e privilegiare prodotti locali e stagionali riduce le emissioni legate alla filiera alimentare), la mobilità, il consumo energetico domestico e la gestione dei rifiuti. A livello comunitario, il ruolo delle istituzioni locali, delle scuole, delle associazioni e delle imprese è determinante. Promuovere la cultura della sostenibilità significa creare occasioni di informazione, confronto e partecipazione per spiegare perché certe scelte contano, per rendere accessibili le alternative e per costruire una consapevolezza diffusa che diventi patrimonio comune. Il 5 giugno è una di queste occasioni. Una data in cui il tema entra nell'agenda pubblica e in cui ognuno può scegliere di fermarsi a riflettere su cosa significa, concretamente, vivere in modo più sostenibile.