5 giugno - Giornata Mondiale dell'Ambiente: una sola Terra, un sole destino

di Andrea Begnini

05/06/2022

5 giugno - Giornata Mondiale dell'Ambiente: una sola Terra, un sole destino

Only One Earth, c’è un solo Pianeta Terra: ecco il messaggio dell’edizione 2022 della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si celebra il 5 giugno. Nella nostra galassia ci sono miliardi di pianeti ma solo una Terra. Che va dunque preservata dalla crisi in cui si trova con un’azione collettiva su scala mondiale per proteggere il pianeta e ripristinarlo.

L’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ricorda come cambiamenti climatici, perdita di natura e di biodiversità, inquinamento e rifiuti sono la prova che la Terra sia in “codice rosso”. La via d’uscita da questo dilemma è “trasformare le nostre economie e società per renderle inclusive, eque e più connesse con la natura”. Questo il senso della Giornata Mondiale dell'Ambiente 2022. 

“La green economy è la migliore risposta alle crisi che stiamo attraversando grazie a una transizione ecologica e digitale che è l'obiettivo dell'Europa, col New Green Deal e il Next Generation Eu. Occorre accelerare sulle rinnovabili, la transizione verde e sostituire i combustibili fossili per aiutare la pace. Oltre a contrastare la crisi climatica ci rende più liberi dalla dipendenza dal gas e petrolio di importazione. Dipendenza che stiamo pagando pesantemente a seguito della guerra scatenata dall'invasione russa dell'Ucraina”. Così Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente del 5 giugno. 

“Esiste già oggi un'Italia che affronta la sfida alla crisi climatica - prosegue - Sono 441mila, secondo il rapporto GreenItaly della Fondazione Symbola e di Unioncamere, le imprese che negli ultimi cinque anni hanno scommesso sulla green economy e sono 3,1 milioni i green jobs. Sono quelle che innovano di più, esportano di più, producono più posti di lavoro. Difendere l'ambiente e affrontare con coraggio le crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d'uomo e per questo più capaci di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi”.

Ripartire dalla terra non può restare uno slogan, ma deve tradursi in una reale valorizzazione dell'attività agricola nel suo complesso. È quanto dichiara invece Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro, per la Giornata Mondiale dell'Ambiente. La tutela del pianeta non può fare a meno di un'agricoltura sostenibile. Se anni di campagne e mobilitazioni hanno diffuso tra cittadini e consumatori una nuova consapevolezza sui temi ambientali, ma il bilancio non è altrettanto positivo in termini di risultati. L'agricoltura basata su metodi industriali sta cedendo lentamente il passo al biologico, ma è ancora la modalità di coltivazione prevalente nella maggior parte del mondo. La crisi climatica e quella politica richiedono un'accelerazione della transizione verde e per quanto l'agroindustria cerchi di condizionare i processi decisionali con l'obiettivo di ridimensionare il Green Deal europeo, la risposta alle sfide non può che venire dall'agricoltura biologica, l'unica in grado di ridurre le emissioni di gas serra e di promuovere la biodiversità. Mentre l'Europa procede con passo incerto sulla strada della sostenibilità, per la Confeuro, la Giornata Mondiale dell'Ambiente è un'occasione per ricordare che la soluzione è già a portata di mano. 

Uno dei problemi principali è quello della plastica e la produzione di rifiuti aumenterà fortemente entro il 2060: questo l'avvertimento lanciato dall'Ocse, l'organismo internazionale con sede a Parigi. nel rapporto Prospettive mondiali sule plastiche: scenario di azione 2060. Per l'Ocse, se nulla verrà fatto per fermare questa situazione, la produzione di plastica sarà praticamente moltiplicata per tre rispetto al livello del 2019, da 460 milioni di tonnellate a 1231 milioni di tonnellate. I rifiuti di plastica aumenteranno nelle stesse proporzioni, da 353 a 1,14 milioni di tonnellate. A inizio marzo, l'Onu ha lanciato i negoziati per un trattato mondiale contro l'inquinamento delle plastiche, un flagello che minaccia l'ambiente e contribuisce al crollo della biodiversità. Le centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti prodotti annualmente si degradano in microplastiche che vengono ritrovate in tutti gli oceani del globo ma anche nel corpo degli umani e degli animali nonché nell'aria.