A Bogliasco il mare racconta il suo valore nascosto con il Posidonia Green Festival

Andrea Begnini

18/06/2026

A Bogliasco il mare racconta il suo valore nascosto con il Posidonia Green Festival
Il mare che arriva a riva è solo la parte più visibile di un ecosistema molto più ampio. Sotto la superficie, dove lo sguardo quotidiano si ferma, vivono ambienti che sostengono biodiversità, proteggono le coste e contribuiscono al benessere delle comunità costiere. È da questo paesaggio sommerso che prende il nome Posidonia Green Festival, in programma il 10 e 11 luglio a Bogliasco. L’eco-festival internazionale di arte e natura porta nel borgo ligure due giornate dedicate al mare, alla biodiversità, alla citizen science, alla divulgazione, alla musica e ai linguaggi della cultura contemporanea. Il punto di partenza è la relazione tra persone e ambiente marino. Il punto di arrivo è una consapevolezza più concreta del valore degli ecosistemi costieri, anche quando quel valore resta nascosto alla vista.

La Posidonia oceanica, richiamata già dal nome del festival, è una pianta marina endemica del Mediterraneo. Spesso percepita come semplice vegetazione sommersa, è in realtà capace di formare vere e proprie praterie sott’acqua. La sua presenza appartiene all’identità ecologica del Mediterraneo e racconta una parte decisiva della vita marina. Proprio la Posidonia consente di collegare il racconto culturale del festival a una questione scientifica più ampia. Che cosa produce, in termini ambientali ed economici, una prateria sommersa? Quale contributo offre alle comunità costiere? Quanto pesa la sua presenza nelle decisioni che riguardano lo sviluppo dei territori affacciati sul mare?

A queste domande ha dedicato attenzione uno studio pubblicato nel 2015 su Marine Pollution Bulletin, centrato sulla Posidonia oceanica e sulle praterie che essa forma lungo le coste francesi. Gli autori hanno affrontato il tema attraverso la valutazione economica dei servizi ecosistemici. Con questa espressione si indicano i benefici che le persone ricavano dagli ecosistemi, secondo la definizione del Millennium Ecosystem Assessment richiamata nello studio. La ricerca distingue inoltre i servizi ecosistemici dai beni e benefici che derivano da tali servizi e che possono essere oggetto di valutazione economica.

Il lavoro ha identificato 25 servizi ecosistemici forniti dalla Posidonia oceanica. Tra i contributi riconosciuti dalla letteratura sulle fanerogame marine figurano la protezione dall’erosione costiera, il sostegno alle reti alimentari marine e quindi alla pesca, l’assorbimento di inquinanti attraverso la filtrazione dell’acqua e il supporto alla biodiversità. A partire dai 25 servizi individuati, lo studio ha valutato economicamente 7 beni e benefici collegati a 11 servizi ecosistemici. Il perimetro della stima è stato definito sulla base dei dati disponibili. Il valore economico dei beni e benefici forniti dalla Posidonia oceanica lungo le coste francesi risulta compreso tra 25,3 e 45,9 milioni di euro l’anno. In termini di superficie, la stima equivale a 283–513 euro per ettaro all’anno.

Gli autori precisano che la valutazione restituisce una stima inferiore al contributo complessivo della Posidonia al benessere umano, perché soltanto una parte dei servizi ecosistemici identificati è stata tradotta in valore economico. Anche così, il risultato offre un riferimento utile per le politiche di sviluppo costiero, perché consente di far entrare la Posidonia nei processi di valutazione che accompagnano le scelte sui territori marini e litoranei.
La ricerca chiarisce anche il senso di questa operazione. Stimare economicamente la Posidonia non significa ridurre un ecosistema a una merce. L’obiettivo dichiarato è collegare il valore economico agli elementi dell’ambiente naturale, così da renderli più leggibili nelle decisioni pubbliche e nella gestione delle coste.

È qui che il nome del festival trova la sua forza narrativa. Posidonia Green Festival non richiama soltanto una specie marina. Evoca una presenza silenziosa che tiene insieme ambiente, scienza, cultura e responsabilità collettiva. La Posidonia diventa il simbolo di un mare che lavora sotto la superficie e che, proprio per questo, richiede nuovi strumenti per essere raccontato.
A Bogliasco, il 10 e 11 luglio, arte e natura diventano quindi un modo per avvicinare il pubblico a una realtà che la scienza descrive da anni. Le praterie di Posidonia oceanica appartengono al patrimonio ecologico del Mediterraneo e producono benefici misurabili, anche se solo in parte traducibili in valore economico.

Il festival porta questo tema fuori dal linguaggio specialistico e lo restituisce alla comunità. Il mare non viene raccontato soltanto come paesaggio, ma come ecosistema vivo, fragile e produttivo. Un’infrastruttura naturale che parte dal fondale e arriva fino alle scelte di chi governa, abita e attraversa le coste. Per due giorni, Bogliasco diventa un punto di osservazione su questa connessione. Da una parte l’esperienza culturale, artistica e partecipativa del festival. Dall’altra il dato scientifico che misura, almeno in parte, il contributo della Posidonia oceanica al benessere umano. In mezzo, il Mediterraneo, con una delle sue presenze più preziose e meno visibili.