Un primo piano di lettura, particolarmente interessante e accattivante, è quello che emerge direttamente dalle parole di Federico Grassi, Direttore Creativo di Motel409: “Ci siamo chiesti cosa accade alla materia quando la si guarda con gli occhi del progetto. Da questa domanda è nato A Matter of Salone: un lavoro a più mani, dove l’energia dei materiali si fonde con la visione, il gesto, l’immagine. Non volevamo illustrare il design, ma evocarlo. Farne esperienza visiva e sensoriale, lasciando che fosse la materia stessa a raccontare. E il Salone è stato, come sempre, lo spazio dove questa trasformazione ha potuto accadere”.
Si tratta di un approccio di estrema attualità, che fa perno su un concetto che in diritto, partendo dal campo delle Indicazioni Geografiche, sta progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione: quello di Evocazione.
La forza evocativa del Design nel Contemporaneo è evidente.
Secondo Riccardo Falcinelli “nel mondo contemporaneo il design è ovunque: può essere usato, abitato, fruito, maneggiato, goduto, sfruttato, sprecato, distrutto, riciclato; ma soprattutto il design può essere visto (Critica portatile al Visual Design, 2014, 4).
Il sottoscritto, più sommessamente, ha descritto il design “quasi un rumore di fondo nelle aziende, una sensazione sottopelle per le strade, un colore di base nelle nostre vite; quasi, addirittura, un’idea della società” (Alberto Improda, Il design crisalide, 2019, 29).
Il concetto di “A Matter of Salone”, tra l’altro, è stato tradotto in un progetto collettivo, firmato da Motel409 e realizzato con sei voci della creatività contemporanea: i fotografi Charles Negre, Eduard Sánchez Ribot e Alecio Ferrari, e i set designer Studio Végété, Laura Doardo e Stilema Studio.
Il risultato è un sistema di immagini stratificato, costruito a più mani, dove ogni intervento amplifica la visione comune, con approccio dichiaratamente multidisciplinare, per restituire la complessità dell’idea iniziale attraverso un linguaggio fatto di materia, luce, gesto e trasformazione.