Un percorso che parte da Venezia e arriva a Trento
Fino al 13 settembre 2026, il pubblico potrà scoprire prototipi, materiali di ricerca e opere in progress che raccontano le sfide della gestione, della tutela e della conservazione della risorsa idrica — non un'esposizione conclusa, dunque, ma un cantiere aperto che mostra il lavoro artistico e scientifico ancora in corso. L'iniziativa non nasce isolata. Il percorso era stato avviato già a maggio, alla Biennale di Venezia, con l'evento collaterale "Ronald Ventura: Luna", una mostra che raccontava il legame tra la laguna veneziana e l'ecosistema acquatico di Malabon, villaggio di pescatori nelle Filippine. Per Samuela Caliari, direttrice dell'Ufficio Programmi per il pubblico del MUSE, l'acqua è molto più di una risorsa naturale: accompagna la vita di ognuno di noi e oggi invita a riflettere sulle grandi trasformazioni ambientali in corso. Il museo, aggiunge Caliari, conferma così la propria volontà di affrontare questi temi con uno sguardo multidisciplinare, capace di far dialogare scienza, arte e società.
Le prossime tappe
Il calendario della Project Room prevede altri due appuntamenti prima della sua chiusura. Il 15 e 16 luglio andrà in scena la settima tappa della "Zattera della Medusa", performance del collettivo Cassata Drone Expanded Archive: mercoledì 15, alle 17, una processione ecologica di volontari — reclutati tramite una open call — attraverserà il quartiere Le Albere seguendo l'antico tracciato del fiume Adige, precedente alla rettifica ottocentesca voluta dall'amministrazione austriaca. Il 9 settembre sarà invece la volta della performance teatrale The Choreography of Water – La Coreografia dell'acqua, della coreografa rumena Simona Deaconescu, realizzata site specific al MUSE in collaborazione con il Festival Oriente Occidente. Lo spettacolo, proposto in due repliche — una serale alle 20.30 e una all'alba alle 6 — vedrà tre performer danzare in relazione con altrettanti "corpi d'acqua", recipienti di vetro che custodiscono il fluido naturale, in una coreografia che vuole ricordare quanto l'acqua che è in noi rifletta quella del pianeta. Le due repliche saranno accompagnate da visite interattive nella Foresta tropicale montana del museo. L'intero percorso troverà il suo compimento il 9 ottobre, quando Palazzo delle Albere ospiterà l'inaugurazione di "WATER FLOW", grande mostra organizzata congiuntamente da MUSE e Mart, che proporrà un itinerario in cui arte e scienza si intrecciano per raccontare il rapporto tra gli esseri umani e l'elemento più fondamentale per la vita. È un progetto che racconta come la crisi idrica non sia più soltanto un tema per idrologi e climatologi, ma un terreno comune su cui artisti, ricercatori e comunità locali possono costruire insieme nuovi immaginari e nuove pratiche di cura del territorio.