Oltre quattromila aziende espositrici, ben sessanta Paesi coinvolti e circa cinquecento top buyer da tutto il mondo, ai quali si aggiungeranno migliaia di operatori nazionali e internazionali. Momento di confronto e approfondimento su tematiche centrali come innovazione e sostenibilità. Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzeranno la 54a edizione del Salone internazionale dei vini e distillati Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile 2022 a Verona, negli spazi dell'ente fieristico Veronafiere.
Non solo degustazioni di prodotti delle aziende associate, riservate ai buyer e destinate a tutti i visitatori e agli appassionati dell'enologia nazionale, ma anche momenti di confronto e approfondimento su diverse tematiche di grande attualità e interesse per il comparto vitivinicolo nazionale, tutte legate all'innovazione e alla sostenibilità, aspetti sempre più sentiti dai consumatori e applicati dai produttori. “Vogliamo continuare a dare parola ai produttori, promuovendo l'innovazione e la sostenibilità” afferma il Presidente Franco Verrascina.
La sostenibilità non è più un optional, neanche nel mondo del vino. Così come non lo è più certificarla per poterla dimostrare e raccontare. E se ormai sono tantissime le aziende che seguono questo o quello standard (in attesa del varo ufficiale del tanto attesto “standard unico di certificazione” del vino italiano da parte del Ministero delle Politiche Agricole) di sostenibilità e di certificazione, sono sempre più i territori che, attraverso i Consorzi, puntano ad una certificazione come Denominazione. Percorso già annunciato dal Consorzio del Prosecco, a cui si aggiunge anche quello del Vino Nobile di Montepulciano, nel nome del protocollo “Equalitas” (società nata nel 2015 da una iniziativa di Federdoc, che è la controllante, e di Unione Italiana Vini, e che vede nella compagine sociale anche Csqa Certificazioni, leader italiano nella certificazione agroalimentare, Valoritalia, primo ente certificatore delle denominazioni del vino, il Gambero Rosso e 3AVino, società specializzata nella finanza vitivinicola).
In questo contesto, la storica azienda vitivinicola toscana Ruffino si è aggiudicata il prestigioso premio conferito dalla rivista britannica The Drink Business nella categoria 'wine, beer or cider business. Il Drinks Business Green Awards, giunto quest'anno alla sua dodicesima edizione, è l'unica iniziativa che premia gli operatori del settore delle bevande che adottano un approccio ecologico e sostenibile alla loro attività. Fondata nel 1877 a Pontassieve, vicino Firenze, Ruffino è sinonimo di storia del vino in Toscana e un impegno concreto che promuove un approccio a tutto tondo verso la sostenibilità. Solo nell'ultimo anno, infatti, Ruffino ha ottenuto la certificazione Biodiversity Friend per il 100% dei vigneti di proprietà dell'azienda. Oltre la metà è il processo di conversione al biologico dei vigneti di proprietà e entro il 2025 il 100% della produzione sarà biologica.