Al via DMED – Salone della Dieta Mediterranea: per promuovere uno stile di vita sostenibile, consapevole e conviviale

di Redazione

25/05/2023

Al via DMED – Salone della Dieta Mediterranea:  per promuovere uno stile di vita sostenibile, consapevole e conviviale

Conto alla rovescia per l’apertura di DMED – Salone della Dieta Mediterranea, che si terrà da venerdì 26 a domenica 28 maggio al NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio, al borgo Cafasso di Capaccio – Paestum. Organizzato dal Consorzio Edamus con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Regione Campania e della Regione Basilicata, della Provincia di Salerno, di Confidustria, di Italia Ortofrutta Unione Nazionale, del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, vede anche la partnership con Legambiente e diverse Fondazioni nazionali, la presenza istituzionale ed espositiva del Parco archeologico di Paestum e Velia, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, che parteciperà con circa 30 espositori provenienti da territori di tutta Italia. 

“Il DMED – Salone della Dieta Mediterranea così come concepito, nasce dalla necessità di scandagliare il tema dello stile di vita mediterraneo da diversi punti di vista: istituzionale, scientifico, produttivo, gastronomico e culturale - ha dichiarato Emilio Ferrara, presidente del Consorzio Edamus -. Il nostro consorzio è consapevole che il tema è sempre più un fatto internazionale, da conoscere meglio, valorizzare e promuovere. Ci siamo messi in gioco. La sfida è importante e i riscontri sono già significativi”, 

Una tre giorni con un programma ricchissimo, che vede alternarsi convegni scientifici, dibattiti, cooking show di chef stellati, letture teatrali, concerti e degustazioni delle tipicità italiane, insieme alla presenza di un’ampia sezione espositiva con aziende agricole e alimentari, un’area masterclass e un “giardino mediterraneo” dove degustare tipicità ed eccellenze della cucina mediterranea. 
Con un messaggio che struttura l’intero progetto: la Dieta Mediterranea, riconosciuta nel 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, è uno stile alimentare salutare, addirittura il più salutare al mondo, come lo ha proclamato per il sesto anno consecutivo il “Best Diets Ranking” elaborato dal media statunitense “U.S. News & World Report”, ma non solo. È anche un modello di sviluppo territoriale, fatto di conoscenze, metodi e tradizioni che riguardano le tecniche di coltivazione e di raccolta, di allevamento del bestiame e della pesca; e un modello culturale che mette al centro i valori dello scambio e della condivisione e si nutre della convivialità legata al cibo, da conoscere e preparare, con il suo ruolo di legante sociale, di garanzia di cura e di espressione di identità.
Un modello alimentare che guarda al futuro. Non a caso, ospiti speciali dell'iniziativa saranno 50 studenti di facoltà sanitarie della Duquesne University di Pittsburgh, negli USA, che parteciperanno alle attività del salone e saranno accolti dal professor Giovanni Quaranta dell’Università degli Studi della Basilicata con una lectio magistralis sull’impatto socio-economico e i benefici dell’adozione dello stile di vita mediterraneo. 

Parole chiave di DMED, che è stato dichiarato dal Crea una tappa istituzionale per la celebrazione dei 100 anni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sono Cibo, Cultura e Benessere. E da qui si parte per approfondire il legame tra la Dieta Mediterranea, come modello alimentare plant based, legato alla stagionalità e ai prodotti tipici dei territori, e l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Sono sempre più numerosi e documentati infatti gli studi relativi al minor impatto ambientale dello stile alimentare mediterraneo rispetto ad altri, in termini di consumo di risorse naturali. In particolare, uno studio del Crea ha quantificato nella percentuale del 25% il risparmio idrico legato all’adozione della Dieta Mediterranea, un dato rilevante in un Paese come il nostro che vediamo alle prese con fenomeni sempre più emergenziali di stress idrico. Anche l’European Food Information Council, inoltre, concorda nel definire la Dieta Mediterranea uno dei modelli alimentari più sostenibili da seguire, tanto che la sua adozione in larga scala potrebbe consentire una riduzione del 72% delle emissioni di gas serra e del 60% dell’uso improprio di suolo.

La Dieta Mediterranea è la narrazione infinita, inclusiva e suadente di uno stile di vita esemplare”, recita uno dei claim dell’iniziativa. E tra le 5P (Persone, Pianeta, Pace, Partnership e Prosperità) che incardinano il programma d’azione dell’Agenda 2030 è proprio su Prosperità che si focalizzeranno gli approfondimenti del Salone. Una preziosa opportunità di riflessione, anche a fronte di alcune criticità segnalate circa la capacità di adesione delle famiglie italiane al modello alimentare mediterraneo, a causa  dell’aumento dei prezzi dell’ortofrutta, legato al post pandemia, agli eventi internazionali e ai cambiamenti climatici. Tanto che oggi solo il 13% degli italiani la segue, come è emerso da uno studio del Crea Alimenti e Nutrizione, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Frontiers in Nutrition”.  
In questo senso, la candidatura della Cucina Italiana a patrimonio immateriale dell’UNESCO può rappresentare un’ulteriore opportunità di promozione e di rilancio della nostra ricchezza agroalimentare, gastronomica e culturale.