Alimentazione sostenibile. Consumers have the power.

di Claudia Ceccarelli

16/10/2021

Oggi si celebra la giornata mondiale dell’alimentazione. Il 16 ottobre per ricordare la data di nascita della FAO, l’agenzia dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, costituita nel 1945 in Quebec. Una ricorrenza che ha il compito di ricordarci le drammatiche disuguaglianze nella distribuzione del cibo a livello mondiale.

Se oltre 3 miliardi di persone (40%) non accedono ad una alimentazione sufficiente, soprattutto in Africa e in Asia, altri 2 miliardi circa di persone nei paesi più avanzati sono condannate al sovrappeso, all’obesità, al diabete ed altre malattie metaboliche per la cattiva qualità del cibo che mangiano. Addirittura il 10% della popolazione mondiale consuma alimenti che non sono sicuri, perché contaminati da batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche nocive.
  
In questo quadro si pone anche lo spreco alimentare: il 14% degli alimenti prodotti nel mondo va perso a causa di operazioni di raccolto, gestione, stoccaggio e trasporto inadeguati, mentre il 17% deperisce per mancato consumo. In altri termini, quasi un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale va perduto, dopo aver causato un inutile stress ambientale (le filiere agroalimentari sono infatti responsabili del 33% delle emissioni di gas serra antropogeniche complessive) e uno spreco di risorse naturali fondamentali come suolo, acqua ed energia, che vengono letteralmente sottratte alle generazioni future.  
   
Si tratta di un sistema produttivo gravemente sbilanciato, che nei paesi meno avanzati si traduce in monocolture estensive senza la varietà produttiva necessaria, mentre alle nostre latitudini si traveste da abbondanza di cibi di bassa qualità, "vuoti" sotto il profilo nutrizionale. Insomma, o il cibo manca oppure non è nutriente, sano e prodotto nel rispetto dell’ambiente. 

Se si aggiunge la crisi climatica in corso (l’Oms ha stimato che soltanto l’inquinamento dell’aria è attualmente responsabile di 7 milioni di morti premature nel mondo ogni anno)  e l’emergenza sanitaria da Covid 19, si vede come una radicale trasformazione del modello produttivo sia una necessità non più rinviabile. "Rafforzare la logica della solidarietà” per un reale cambiamento di rotta: è quanto Papa Francesco auspica nel sistema alimentare mondiale nel messaggio inviato al direttore generale della Fao, Qu Dongyu.  

E il messaggio che la Fao indirizza a tutti nella giornata di oggi è quello di recuperare il proprio potere di scelta. Quando parliamo di un sistema agroalimentare più sostenibile, capace di fornire cibo nutriente e mezzi di sussistenza dignitosi ai produttori tutelando il nostro ambiente, stiamo parlando anche di noi come consumatori. Maria Neira, Direttore dell’ambiente, dei cambiamenti climatici e della salute dell’Oms ha dichiarato: “Passare a diete più nutrienti e a base vegetale potrebbe ridurre significativamente le emissioni globali, garantire sistemi alimentari più resilienti ed evitare fino a 5,1 milioni di decessi all’anno legati all’alimentazione da qui al 2050”.

Conoscere che cosa sta dietro al cibo che mangiamo può dunque aiutarci a scegliere quel che ci occorre per una dieta sana e senza spreco per noi, ma che può anche aiutare a sostenere i produttori (circa il 33% del cibo a livello mondiale è prodotto da piccoli agricoltori) e a migliorare la catena di approvvigionamento e di distribuzione. 
“Attingere all'influenza dei consumatori e della domanda collettiva per trasformare i sistemi agroalimentari, rendendoli più inclusivi, resilienti e sostenibili”, questo è uno degli obiettivi principali della FAO. Informandosi, i consumatori hanno il potere di scegliere e orientare il mercato, a vantaggio delle produzioni locali, della stagionalità, della qualità, della biodiversità e di quelle filiere che riducono il proprio impatto ambientale. La giornata di oggi è per ricordarcelo tutti i giorni. 

Tag:  Giornata mondiale dell'alimentazione 2021

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