Sarà l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), con sede a Trieste, a svolgere nei prossimi tre anni il ruolo di coordinamento del Comitato Scientifico (ESSAC), attivato dal Consorzio Europeo per la Perforazione Scientifica dei Fondali Oceanici (ECORD, European Consortium for Ocean Research Drilling).
ECORD è una struttura di gestione formata da 15 membri (14 paesi europei e Canada) nell'ambito dell’International Ocean Discorvery Program (IODP). Al centro dell’attività di ricerca scientifica ci saranno il cambiamento climatico e oceanico, la biodiversità e i movimenti della Terra, compresi i fenomeni sismici e vulcanici. Tutte questioni di rilevante interesse per la ricerca, ma anche cruciali per gli importanti risvolti sociali che comportano, anche nella direzione di uno sviluppo sostenibile delle attività dell'uomo.
“I fondali di mari e oceani occupano tre quarti della superficie totale della Terra e sono la grande frontiera della conoscenza del nostro pianeta” ha spiegato Angelo Camerlenghi, ricercatore dell’OGS che avrà il ruolo di coordinatore dell'ufficio ESSAC.
I fondali oceanici, un ambiente di vita estremo ancora poco indagato, sono infatti di fondamentale importanza per fare luce su moltissimi processi: i sedimenti conservano la storia climatica del Pianeta; le rocce vulcaniche raccontano le sue diverse fasi evolutive; sui fondali si verificano i più grandi fenomeni geologici, dalle esplosioni di vulcani sommersi ai grandi terremoti, che sono all’origine di eventi catastrofici come gli tsunami sulle coste; i sedimenti conservano la biodiversità marina e la sua evoluzione in relazione ai cambiamenti globali.
Dal 2013 quindici paesi Europei e il Canada si sono consorziati proprio per implementare le perforazioni anche in ambienti sensibili non facilmente raggiungibili dalle piattaforme messe a disposizione da Stati Uniti d'America e Giappone, come le acque polari e quelle poco profonde ai margini degli oceani.
“L’affidamento dell’ufficio ESSAC all’OGS, un Ente Pubblico di Ricerca italiano, premia gli sforzi crescenti del nostro paese per promuovere ricerca scientifica e innovazione in ambito marino e marittimo riconoscendo il valore imprescindibile della conoscenza scientifica per lo sviluppo di un'economia blu sostenibile” ha commentato Elisabetta Erba, docente dell’Università di Milano e presidente della commissione CNR per la partecipazione italiana a ECORD.