Protagonista al Museo Etnografico
Naturale, biodegradabile, semplice da smaltire e riciclare, il cartone ondulato unisce a queste qualità una notevole resistenza e una versatilità che sorprende. A dimostrarlo, quest’anno, è il ruolo di primo piano che il materiale conquista nel nuovo Museo Etnografico di Festivaletteratura, allestito a Palazzo del Podestà. Nato per festeggiare i trent’anni della rassegna, lo spazio ripercorre la “civiltà” degli Homines Festivalensis, ovvero tutti coloro che nel tempo hanno reso grande la manifestazione. E la racconta attraverso oggetti iconici e documenti delle edizioni passate. Al cartone è riservata una sezione tutta sua, “L’età del cartone”, dove il materiale diventa a un tempo protagonista e narratore di questa lunga storia condivisa.
Come da tradizione, al termine del festival gli allestimenti non finiscono in magazzino perché scuole e istituzioni del territorio potranno richiederli e dare loro una seconda vita, prima dell’ultimo passaggio nella raccolta differenziata. È il circolo virtuoso dell’economia circolare, di cui Smurfit Westrock Italia rappresenta un caso concreto con il 90% della propria produzione che nasce da carta riciclata. Una produzione resa possibile da una filiera integrata che nel nostro Paese mette insieme cartiere, stabilimenti di trasformazione e impianti di riciclo. Un modello in cui nulla si perde e ogni struttura, esaurita la sua funzione, torna a essere materia prima.
Dentro al cartellone del Festival
L’impegno dell’azienda non si ferma agli spazi. Smurfit Westrock Mantova affianca anche alcuni appuntamenti del cartellone 2026: “Intelligenza artificiale e percezione del sé”, con Vittorio Gallese e Mario Desiati, e “Carta, inchiostro e notizie”, il dialogo con il giornalista Beppe Severgnini sulle trasformazioni della stampa e del giornalismo.
Come sottolinea Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia: “Supportare il Festivaletteratura, soprattutto quest’anno in cui si festeggiano i 30 anni, direi che è doveroso perché essere un’azienda responsabile significa non soltanto produrre, ma vuol dire anche saper custodire un patrimonio: umano, ambientale, culturale. Lo facciamo prendendoci cura delle persone che lavorano con noi, dell’ambiente in cui viviamo e delle comunità in cui siamo inseriti. E la collaborazione con Festivaletteratura ne offre un esempio eccellente”.
Un gruppo globale, radici italiane
Una vocazione, quella alla responsabilità, che nasce dalla dimensione stessa del gruppo. Smurfit Westrock è, infatti, oggi leader mondiale delle soluzioni di imballaggio a base carta, con oltre 100.000 dipendenti attivi in più di 60 cartiere e 500 stabilimenti di trasformazione, distribuiti in più di 40 Paesi per un fatturato globale stimato in oltre 32 miliardi di dollari.
Una realtà solidamente presente anche nel nostro Paese, dove opera con 26 stabilimenti che danno lavoro a più di 2.200 persone segnando un legame con il territorio che, non a caso, le è valso per sette anni consecutivi il riconoscimento di azienda Top Employer.
In collaborazione con Smurfit Westrock Italia