Il dato italiano rappresenta circa l’11,5% delle Bandiere Blu assegnate nel mondo, distribuite in 51 Paesi e consolida il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo. Un risultato che assume un valore anche economico, considerando che il turismo balneare genera ogni anno oltre 22 miliardi di euro e concentra circa quattro decimi delle presenze turistiche nazionali.
La crescita del 2026 attraversa l’intero Paese, ma il segnale più rilevante arriva anche dal Sud confermando una dinamica che va oltre il singolo riconoscimento e racconta una maggiore capacità dei territori di investire sulla qualità ambientale come fattore di sviluppo. Il bilancio dell’edizione 2026, con 14 nuovi ingressi e 3 sole uscite, segna un percorso di crescita progressiva, fondato su continuità, investimenti e visione di lungo periodo. La sostenibilità non è più soltanto un requisito reputazionale, ma uno strumento concreto di posizionamento turistico.
La quarantesima edizione introduce anche un cambiamento significativo nel meccanismo di assegnazione. La Bandiera Blu passa infatti da una valutazione annuale a una cadenza biennale, in linea con gli standard europei. Per i Comuni significa avere più tempo per programmare interventi, consolidare i risultati e misurare con maggiore efficacia l’evoluzione delle proprie politiche ambientali. I criteri restano articolati e stringenti. Sono 33 gli indicatori presi in considerazione, aggiornati periodicamente, tra qualità delle acque, educazione ambientale, gestione del territorio, depurazione, raccolta dei rifiuti, sicurezza e servizi al turista. Nel 2026 assume maggiore rilievo anche la mobilità sostenibile, insieme ai servizi di informazione turistica. La Bandiera Blu, dunque, continua a premiare il mare, ma valuta sempre più la qualità complessiva della destinazione.
Liguria, il primato corre da Ponente a Levante
Con 35 Comuni premiati, la Liguria si colloca davanti a Puglia e Calabria, entrambe a quota 27, e alla Campania, che raggiunge quota 20. Il primato regionale non è soltanto un dato di classifica. È il risultato di un lavoro costante su depurazione, raccolta differenziata, accessibilità degli arenili, servizi e monitoraggio delle acque, valutate dalle ARPA su un arco di quattro anni consecutivi.
I due nuovi ingressi del 2026 raccontano due profili complementari della costa ligure. Andora, in provincia di Savona, porta nel circuito Bandiera Blu un litorale ampio, attrezzato e orientato a un turismo familiare sempre più attento alla qualità dei servizi. Taggia, in provincia di Imperia, rafforza invece il posizionamento della Riviera dei Fiori, valorizzando il rapporto tra mare, paesaggio e identità territoriale.
Per entrambi i Comuni, il riconoscimento rappresenta un elemento di reputazione turistica e una leva di promozione internazionale. Entrare nella rete delle Bandiere Blu significa infatti parlare a un pubblico sempre più sensibile alla qualità ambientale delle destinazioni, in particolare sui mercati esteri.
Alla crescita dei Comuni si affianca anche quella degli approdi turistici. In Liguria entrano tra i premiati la Marina del Fezzano a Portovenere, in provincia della Spezia, e il Porto Carlo Riva a Rapallo, in provincia di Genova. La regione rafforza così un sistema costiero che unisce spiagge, portualità turistica e servizi, distribuito lungo entrambe le Riviere, da Bordighera a Sestri Levante.
Sostenibilità, servizi e investimenti ridisegnano la costa italiana
La Bandiera Blu non è più soltanto un simbolo ambientale. È un indicatore di competitività territoriale. Dietro ogni riconoscimento ci sono scelte amministrative, investimenti, competenze tecniche e una capacità di gestione che incide direttamente sull’attrattività turistica.
Il turismo sostenibile è ormai una condizione essenziale per generare valore nei territori. La domanda internazionale premia sempre più le destinazioni capaci di garantire qualità delle acque, servizi efficienti, accessibilità e attenzione all’ambiente. Cresce, in particolare, il peso dei viaggiatori consapevoli, che scelgono le mete anche in base a certificazioni e indicatori di sostenibilità.
Il turismo balneare supera i 22 miliardi di euro l’anno e concentra una quota rilevante delle presenze turistiche italiane. In questa prospettiva si inseriscono anche i 6 milioni di euro stanziati dal Ministero del Turismo per le isole minori, destinati a rafforzare la capacità amministrativa e gestionale dei territori costieri.
La nuova cadenza biennale della Bandiera Blu chiederà ai Comuni una programmazione più solida e una maggiore continuità nelle politiche ambientali. Per la Liguria, che guida la classifica nazionale, la sfida sarà confermare un primato costruito nel tempo. Per il resto del Paese, il dato 2026 indica una direzione ormai chiara: la qualità del mare è sempre più una componente decisiva della competitività turistica italiana.