#BaskoForNextGen / "Il museo di una città è il luogo che appartiene a tutti, i vecchi e i nuovi residenti"

di Redazione

25/08/2025

#BaskoForNextGen / "Il museo di una città è il luogo che appartiene a tutti, i vecchi e i nuovi residenti"

Basko for Next Gen è un patto tra generazioni per una comunità sostenibile e resiliente. Promuove stili di vita sani e consapevoli, supporta il territorio e coinvolge attivamente le famiglie e le nuove generazioni in progetti educativi, culturali e ambientali. Una proposta concreta per rafforzare il legame tra persone, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di costruire insieme un futuro più inclusivo e responsabile.

Eccole le statue di Ramses II e quella di Sekhmet, dea con testa di leonessa, simbolo di guerra e guarigione. E cosa dire del Tempio rupestre di Ellesiya, scolpito nella roccia, e della Galleria dei Sarcofagi con esemplari in legno dipinto e scolpito. O della maestosa Galleria dei Re e della collezione dei papiri che ci aiutano oggi a leggere il mistero antico della vita e della morte e il miracolo ancora intatto della Tomba di Kha e Merit.

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo del mondo dedicato interamente alla cultura egizia, secondo solo al Museo del Cairo. Basterebbe questo a spiegare il successo di un luogo straordinario e affascinante che nel 2024, l’anno del suo bicentenario, ha superato il milione di visitatori definendo ancora una volta il suo ruolo di “agorà contemporanea”, uno spazio vivo a disposizione di tutti.

Io Sono Benvenuto, evento organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per rafforzare l’impegno globale nella protezione e valorizzazione dei diritti delle persone rifugiate, ha visto insieme, con il sostegno di Basko, il Museo Egizio di Torino e il Galata Museo del Mare di Genova: due città profondamente legate a storie di migrazione e incontro tra culture.

#BaskoForNextGen ha incontrato Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino.

La cultura è di tutti.

“La cultura non è un concetto astratto. Non può e non deve essere puro nozionismo. La curiosità e la conoscenza sono il sale della nostra vita. La produzione culturale dell’umanità costituisce la nostra memoria collettiva. Sedimentata nel corso della storia dall’homo sapiens a oggi, rappresenta la polifonia dell’umanità, uno sguardo diverso sul mondo che ci aiuta a comprendere la nostra essenza. La cultura costruisce un ponte tra passato e futuro. Tutti gli oggetti custoditi in un museo ci parlano della vita di coloro che li hanno prodotti. E questo ci permette oggi di comprendere il nostro tempo e immaginarne il futuro. Si, la cultura è davvero di tutti. Dirlo con forza non è sterile demagogia ma esprime la verità della nostra identità. Noi siamo cultura”.

La cultura cura.

“Di fronte alla sofferenza, la cultura ci aiuta ad alzare lo sguardo. Visitare un museo, ascoltare un concerto,  leggere un libro migliora il nostro stato d’animo, l’umore, ci fa sentire più sicuri e può avere un tangibile effetto terapeutico e curativo. Ci sono molte ricerche scientifiche che dimostrano l’effetto benefico dell’esperienza culturale in una persona malata: fa salire la soglia del dolore, riduce l’ansia, libera la mente, offre strumenti di consapevolezza che consentono di affrontare con maggiore fiducia il decorso della malattia. La cultura ci mette di fronte alla potenza e l’intensità della bellezza e questo ci fa bene. A livello empirico lo possiamo sperimentare tutti. Sono nato a Vicenza, ogni volta che dovevo affrontare un momento difficile della mia vita andavo a Venezia o Firenze. Essere in quei luoghi mi faceva stare subito meglio. La cultura è un ambiente dove si può stare bene”.

La cultura e l’arte appartengono a tutti.

“Nel 1793 a Parigi il Louvre da Palazzo Reale diventa un luogo dell’arte aperto a tutti i cittadini della Repubblica. Nasce il Musée central des arts de la République. È una data simbolica, identifica un passaggio storico e la definizione di un nuovo ruolo dell’arte accessibile a tutti e capace per questo di ispirare la creatività dei nuovi artisti. La cultura non stabilisce più il confine tra ricchezza e povertà ma abbatte il muro del privilegio in nome dell’accoglienza e dell’inclusione. Un paese può dirsi realmente democratico attraverso la condivisione della bellezza e della conoscenza, solo così può sviluppare in tutti i suoi cittadini un pensiero critico e indipendente. Il museo che custodisce la memoria della cultura e di tutti i suoi linguaggi diventa così sinonimo di democrazia e libertà”.

Di cosa ha bisogno oggi la cultura?

“Di lettori. Aumentare la quantità e la qualità della lettura è fondamentale. Nelle scuole olandesi non esistono più le antologie, ma un elenco di romanzi che gli studenti devono leggere interamente durante gli anni di formazione. I nostri ragazzi invece leggono solo passi di libri, frammenti, citazioni, post. Risultato? Non siamo più abituati a leggere e così facendo sta diminuendo la nostra capacità di analisi, confronto, sintesi e comprensione. Non dobbiamo seguire l’evoluzione dello stile ma leggere volumi interi per comprendere l’interezza del pensiero che sta alla base di una storia o di un’idea. La scuola deve tornare a insegnare la lettura, è di fondamentale importanza.  Da questo dovrebbe partire la rivoluzione culturale di cui abbiamo bisogno. Persino nelle scuole degli Stati Uniti stanno iniziando a capire il male del nozionismo da cellulare e cercano di programmare delle giornate interamente analogiche dedicato alla lettura. I libri sono come le medicine, bisogna sempre averle a portata di mano, diceva Umberto Eco. E aveva ragione. Ci permettono di vivere vite parallele, conoscere luoghi, tempi e persone diverse. Sono un balsamo. Insegnare a tutti a riprendere un libro in mano, questo è quello che dobbiamo fare”.

“Io Sono Benvenuto”

“Il museo di una città ha un ruolo sociale importante, è il luogo che appartiene a tutti, i vecchi e i nuovi residenti. Tutti noi viviamo un luogo protempore, tutti noi prendiamo in prestito il paesaggio che ci ospita e ci circonda. Il museo è il luogo dove tutti possono confrontare la loro storia con le storie degli altri, è il luogo dove comprendere la propria identità, dove trovare le risposte al desiderio di vivere in una società e un mondo migliore. Con “Io Sono Benvenuto” abbiamo aperto le porte a tutti perché siamo siamo la casa di tutti. Per lo scrittore Orhan Pamuk i musei sono luoghi in cui il tempo si trasforma in spazio dove pensiamo di incontrare gli oggetti mentre sono gli oggetti che fanno incontrare le persone. Ha scritto: La misura del successo di un museo dovrebbe essere la sua capacità di rivelare l’umanità degli individui”.

Il ruolo di Basko

“La partecipazione e il sostegno di un protagonista della grande distribuzione come Basko è stata importantissima. L’essere qua con noi ci ha fatto capire come il museo, proprio come un supermercato, soddisfi una necessità primaria dell’uomo che ha bisogno di cibarsi e nutrire non solo il corpo ma anche l’animo. Essersi messi l’uno accanto all’altro ha dimostrato un legame necessario capace di dare risposte concrete ai bisogni primari dell’uomo”.