Beati i climatizzati, perché di loro è il regno dei 24 gradi (umidità 40%)

Andrea Begnini

02/07/2026

Beati i climatizzati, perché di loro è il regno dei 24 gradi (umidità 40%)
Dovremmo quasi essere grati al cambiamento climatico. Ha inventato la prima disuguaglianza che si misura in gradi centigradi. Le altre come reddito, patrimonio, istruzione, richiedono statistici, percentili, dibattiti. Questa no. Basta un termometro. Secondo l'indagine EU-SILC del 2023, il 26% delle famiglie europee non riesce a mantenere la propria casa sufficientemente fresca d'estate. Tra le famiglie a basso reddito si sale al 35%. Uno su tre, tra i poveri, cuoce. E la scienza ha già messo i numeri sulle conseguenze. L'ISGlobal stima, infatti, oltre 181.000 morti legate al caldo nelle ultime tre estati considerate, con una mortalità tra gli over 75 superiore del 323% rispetto a tutte le altre fasce d'età. L'Italia è il paese col numero più alto di morti in tutte e tre le estati con oltre 19.000 nel 2024, 13.800 nel 2023, 18.800 nel 2022. Il caldo, dicono gli epidemiologi, è un killer silenzioso ma selettivo. Non uccide a caso. Uccide per censo, per età, per codice di avviamento postale.

Le famiglie più povere possono arrivare a spendere fino all'8% del proprio bilancio per rinfrescarsi, contro lo 0,2-2,5% dei più ricchi. Il fresco costa a tutti, ma costa di più a chi ha di meno. È la più regressiva delle tasse, riscossa direttamente dal termostato. Ogni condizionatore acceso, poi, scarica calore in strada, alimenta l'isola di calore urbana, alza la temperatura del quartiere. Chi può si raffresca, agli altri un po’ di riscaldamento di riflesso.

E se il fresco fosse un diritto?

La Commissione europea, timidamente, ha già iniziato a pensarci. Il raffrescamento è entrato nella definizione ufficiale di povertà energetica. Ma i dati raccontano quanto il tema ci sia estraneo: l'indicatore europeo sulla capacità di tenere fresca la casa è stato rilevato tre volte in sedici anni. Tre. Misuriamo ossessivamente tutto (l'inflazione, lo spread, i follower) ma non quanti cittadini passano l'estate in un forno. Ciò che non si misura non esiste e ciò che non esiste non ha poi davvero tutto questo gran bisogno di politiche.

Che, poi, il vero lusso non è il condizionatore, a volte rumoroso, vorace, precario. Il vero lusso è non averne bisogno. È la casa ben isolata, il quartiere alberato, il tetto chiaro, la finestra che ventila. È l'urbanistica. Circa tre quarti del patrimonio edilizio europeo è inefficiente e chi vive in affitto, quasi un terzo degli europei, fa fatica a ristrutturare la bolla termica in cui abita. Se il fresco è un lusso, la soluzione sembra ovvia, ovvero renderlo pubblico e gratuito, piantare alberi e parchi nei quartieri poveri. Più ombra per tutti. Ma spesso l'ombra di un parco non abbassa soltanto la temperatura, alza il prezzo delle case che vi si affacciano. Il fresco pubblico, appena arriva, viene ricomprato dal mercato e trasformato in rendita privata e chi ci abitava, quasi sempre in affitto, si sposta verso periferie con meno alberi e più gradi. A Barcellona lo hanno misurato. Quando l'ex quartiere operaio del Poblenou ha avuto, tra l'altro, anche il suo grande parco, le case affacciate sul verde sono diventate le più desiderate della zona e valori e affitti sono saliti proprio lì. Chi le abitava come anziani e immigrati, non ha retto e al loro posto sono entrati residenti più ricchi e istruiti, così nel raggio di cento metri dal parco i laureati sono cresciuti del 700%.
La temperatura corporea dipenderà sempre di più dall’estratto conto. E, allora, occorre cominciare bene a riflettere su come il benessere e la sostenibilità sociale non siano più solo minacciati dalla scarsità di petrolio, di lavoro, di crescita. Perché la prima cosa a diventare scarsa, in Europa, è l'ombra. E come ogni bene scarso, la stiamo già distribuendo secondo il reddito. Il mercato del fresco funziona benissimo. È la democrazia del fresco che non abbiamo ancora inventato.
Beati i climatizzati, dunque. Anche se ogni aristocrazia ha sempre creduto nelle proprie mura e questa volta le occorre credere nel compressore che, però, pende dalla stessa rete elettrica di tutti. Basta un blackout per riportare tutti alla stessa temperatura. Conviene pensarci per tempo alla democrazia del fresco.