BEF Biosystems e l’uovo circolare

di Circular Economy For Food

08/08/2024

BEF Biosystems e l’uovo circolare

Nell'ambito della collaborazione tra Italia Circolare e Circular Economy For Food, pubblichiamo un estratto dell'articolo sull’impresa di biotecnologia innovativa torinese che impiega scarti di materiali organici vegetali per coltivare larve di mosca soldato e creare cosmetici e alimenti per animali da allevamento.

Declinare i temi dell’Agenda 2030 e i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) tocca in modo sempre più evoluto la pianificazione aziendale. In questi nuovi modelli di business diventano centrali le strategie per ridurre lo spreco alimentare e per l’utilizzo di risorse circolari. Strategie innovative come l’impiego degli scarti di materiali organici vegetali per l’alimentazione di specifiche mosche che l’impresa di biotecnologia innovativa torinese BEF Biosystems alleva per produrre proteine sostenibili. Il tutto attraverso un processo tanto affascinante quanto virtuoso per creare cosmetici, alimenti per animali e progetti che coniugano l’economia circolare con la più avanzata tecnologia 4.0.

Dalla raccolta degli scarti vegetali un alimento per le larve di mosca

In principio sono gli scarti organici vegetali provenienti da aziende di diversa natura: principalmente si tratta di avanzi di ortofrutta o scarti residui della produzione della birra che vengono trasformati in un pastone altamente nutriente per le larve di mosca. Ma la scelta del tipo di mosca non è casuale, come spiega Marco Meneguz, entomologo con all’attivo un dottorato sulla mosca soldato Hermetia illucens e responsabile della ricerca: “La mosca soldato a differenza di altri tipi di mosche non si nutre quando è adulta e quindi non può trasmettere malattie. Inoltre, da un punto di vista nutrizionale le sue larve sono composte chimicamente da proteine a catena corta altamente digeribili e da una parte grassa contenente acido laurico che ha proprietà antimicrobiche”.

Realizzare sul territorio Bugsfarm organizzate in un rete locale

Questi allevamenti finalizzati all’accoppiamento e alla riproduzione di mosche soldato sono gli elementi funzionali alla creazione di filiere agroindustriali sostenibili e partecipate. Le uova deposte delle mosche, non appena diventate larve, vengono infatti immesse nel pastone vegetale ottenuto dagli scarti, che per i successivi 14 giorni fornirà loro nutrimento facendo aumentare in questo breve arco di tempo di ben trenta volte il loro volume. Al termine di questo processo di bioconversione le larve diventano a tutti gli effetti, anche per la legislazione europea, una materia prima e possono quindi essere vendute vive oppure a loro volta trasformate.

Prosegui QUI la lettura.