Sostituzione del packaging in plastica monouso
Il primo pilastro punta a sostituire la plastica monouso con la carta. Il principio guida resta semplice, gli imballaggi a base carta valgono come l'alternativa più sostenibile sul mercato. A spingere il cambio arriva la PPWR. Dal 1° gennaio 2030 l'Allegato V del regolamento vieta gli imballaggi in plastica monouso per frutta e verdura fresca non lavorata sotto 1,5 chili. Lo stesso Allegato mette al bando i multipack in plastica usati nel punto vendita per spingere l'acquisto di più prodotti.
Smurfit Westrock risponde con differenti portfolio prodotti studiati per tutte le esigenze. Per l'ortofrutta propone vaschette in cartone di ogni forma, ottagonali, richiudibili, con maniglie, impilabili e da asporto. Per il raggruppamento, offre multipack base carta adatti a bottiglie, lattine, vetro, vasetti e bricks. La materia prima resta rinnovabile e riciclabile. Casi già sperimentati di questo passaggio hanno portato alla riduzione di 21 tonnellate di plastica all'anno su una singola referenza, al 96% di plastica in meno su un'altra confezione, al 44% in meno di emissioni di CO2 durante il trasporto e al 66% di vuoto trasportato risparmiato.
Riciclabilità e separabilità
Il secondo pilastro mette al centro la riciclabilità e la facilità di separazione dei materiali. Una confezione vale come mono-prodotto quando il consumatore divide con facilità la parte in carta da quella in plastica o alluminio. Il metodo Aticelca 502 misura proprio questo, la separabilità manuale dei costituenti cartacei e non cartacei. Il criterio resta esigente, la separazione avviene con le sole mani, senza forbici, taglierini o chiavi. A monte agisce la spinta normativa. Dal 1° luglio 2025 il Contributo ambientale CONAI introduce nuove fasce che orientano le scelte dei materiali e i test Aticelca 501 che premiano con forti sconti chi progetta imballaggi facili da riciclare. La Commissione Europea chiede con altra normativa, inoltre, affermazioni ambientali fondate, affidabili, comparabili e verificabili, per arginare il greenwashing.
Smurfit Westrock progetta su queste misure. La perforazione brevettata della linea Bag-in-Box rende efficace la separazione delle componenti e le icone di smaltimento guidano il gesto del consumatore. La linea è già sul mercato e rispetta fin da ora l'obbligo PPWR del 2038, quando resteranno ammessi solo gli imballaggi nelle classi di riciclabilità più alte, A e B. Sul fronte materia, il gruppo consuma 15 milioni di tonnellate di fibra riciclata ogni anno e la riporta dentro il ciclo della carta.