Buone notizie circolari. Nel 2025 le rinnovabili superano (ancora) il carbone

Di Giovanni Franchini

30/12/2025

Come nel 2020, (ma c'era la pandemia) anche il primo semestre del 2025 verrà ricordato nei libri di storia dell'energia come un successo delle energie rinnovabili. Secondo l'ultimo rapporto "Global Electricity Mid-Year Insights 2025" pubblicato dal think tank Ember, le fonti rinnovabili hanno superato il carbone nella quota di generazione elettrica mondiale. Si tratta di un traguardo epocale che segna l'inizio della fine dell'era dei combustibili fossili nel settore elettrico.

Mentre la domanda globale di energia continua a crescere, il sole e il vento non si limitano più a integrare il sistema, ma sono diventati i motori principali della crescita. Nei primi sei mesi dell'anno, l'espansione dell'eolico e del solare ha superato l'intero aumento della domanda elettrica mondiale, coprendo il 109% del nuovo fabbisogno. Questo dinamismo ha permesso alle rinnovabili di raggiungere una quota del 34,3% del mix globale, lasciando il carbone al 33,1%.

 

Le tendenze globali – Il trionfo del solare e la stasi dei fossili

L'analisi dei primi sei mesi del 2025 rivela una trasformazione strutturale profonda. La domanda globale di elettricità è aumentata del 2,6% (+369 TWh), un ritmo in linea con la media dell'ultimo decennio, ma significativamente inferiore alla crescita del 5,3% registrata nello stesso periodo dell'anno precedente. Questa moderazione è dovuta in gran parte a una crescita industriale più misurata in Cina e India e a condizioni meteorologiche meno estreme in queste regioni.

Il vero protagonista di questo semestre è stato il "solare", la cui generazione è cresciuta di ben 306 TWh (+31%), stabilendo un nuovo record assoluto. Da solo, il solare ha soddisfatto l'83% dell'intero aumento della domanda elettrica mondiale.

Se il solare corre, l'eolico procede a un passo più moderato, con una crescita del 7,7% (+97 TWh), influenzata da condizioni di vento meno favorevoli in alcune aree chiave come l'Unione Europea e gli Stati Uniti.

In questo contesto, la generazione da combustibili fossili è rimasta sostanzialmente piatta, segnando anzi un lieve calo dello 0,3%. Il carbone è diminuito dello 0,6% (-31 TWh) e il gas dello 0,2% (-6,3 TWh). Un dato fondamentale riguarda le emissioni di CO2 del settore elettrico: nonostante l'aumento della domanda, le emissioni sono scese leggermente (-0,2%), dimostrando che la crescita della produzione pulita sta finalmente iniziando a compensare e superare l'espansione dei consumi. Senza il contributo record di sole e vento, le emissioni globali sarebbero aumentate di circa 236 milioni di tonnellate di CO2 (+3,9%).

 

Giganti a confronto – Quattro economie che muovono il mondo

Il rapporto Ember evidenzia come il destino della transizione energetica globale dipenda in gran parte da quattro attori principali: Cina, Stati Uniti, India e Unione Europea, che insieme rappresentano quasi i due terzi della domanda mondiale di elettricità e delle relative emissioni.


La Cina si conferma il leader assoluto e indiscusso. Nel primo semestre del 2025, Pechino ha coperto l'intera crescita della sua domanda elettrica (+4,2%) esclusivamente con energia pulita. Il solare cinese è cresciuto del 43%, rappresentando l'85% dell'aumento della produzione elettrica nazionale e il 55% della crescita solare globale. Ancora più impressionante è il dato sull'eolico: la Cina ha contribuito all'82% della crescita mondiale di questa fonte. Grazie a questo boom, l'uso del carbone in Cina è diminuito del 2%, portando a una riduzione delle emissioni del settore del 1,7%.

In India, la crescita della produzione pulita è stata tre volte superiore all'aumento della domanda. Questo risultato eccezionale è stato favorito da due fattori: installazioni record di impianti solari ed eolici e un clima più mite che ha ridotto il fabbisogno per il condizionamento dell'aria. La produzione solare indiana è aumentata di 17 TWh (+25%), portando a un calo del carbone del 3,1% e delle emissioni del 3,6%.

Gli USA rappresentano l'unica nota stonata tra le grandi economie. Qui, la crescita delle rinnovabili non è riuscita a tenere il passo con un aumento robusto della domanda (+3,6%), spinta dai centri dati e dal settore manifatturiero. Di conseguenza, la generazione da carbone è aumentata del 17% (+51 TWh) per colmare il vuoto lasciato dalle rinnovabili e sostituire in parte il gas, i cui prezzi sono rincarati. Questo ha portato a un incremento delle emissioni del 4,3%.

Nell'UE, il solare ha registrato una crescita eccezionale del 24%, diventando a giugno la principale fonte di elettricità del blocco. Tuttavia, condizioni meteorologiche sfavorevoli hanno causato un calo dell'8,5% nell'eolico e del 17% nell'idroelettrico, a causa di siccità e ondate di calore. Per compensare queste carenze, la generazione da gas è aumentata del 14%, portando a un lieve incremento delle emissioni complessive del 4,8%.

 

Idroelettrico in calo, nucleare in moderata ascesa

Oltre al duello tra rinnovabili e carbone, il rapporto analizza lo stato delle altre fonti a basse emissioni. L'idroelettrico ha vissuto un primo semestre difficile, con una produzione calata del 2% (-42 TWh) a causa della siccità che ha colpito regioni come l'UE, la Cina, la Russia, la Turchia e il Brasile. Al contrario, la produzione nucleare è cresciuta del 2,5% (+33 TWh), trainata soprattutto dall'Asia, con la Cina che ha contribuito al 73% di questa crescita.

 

Il punto di svolta è stato raggiunto?

Il rapporto Ember conclude con una nota di forte ottimismo, pur richiamando alla responsabilità. Siamo di fronte ai primi segni di un punto di svolta cruciale. Il fatto che sole e vento stiano ora crescendo abbastanza velocemente da soddisfare l'intero aumento della domanda globale segnala che la domanda di combustibili fossili nel settore elettrico è prossima al suo picco.


"Siamo testimoni di un cambiamento storico", ha dichiarato Sonia Dunlop, CEO del Global Solar Council. Tuttavia, il cammino verso il "Net Zero" richiede un'ulteriore accelerazione. Mentre i costi delle tecnologie continuano a scendere, offrendo vantaggi economici, sociali e sanitari, resta fondamentale investire massicciamente nelle infrastrutture di rete e nei sistemi di accumulo tramite batterie.

Il superamento del carbone da parte delle rinnovabili non è solo un traguardo simbolico, ma la prova tangibile che la transizione energetica è una realtà concreta e irreversibile. Se metà del mondo ha già superato il picco dei fossili, la sfida ora è supportare le economie emergenti che affrontano costi di capitale più elevati, affinché nessuno rimanga indietro in questa marcia verso un futuro a emissioni zero.