Carta e cartone, la raccolta italiana sfiora i 4 milioni di tonnellate. Il Sud diventa il nuovo motore della crescita

di Redazione

10/07/2026

Carta e cartone, la raccolta italiana sfiora i 4 milioni di tonnellate. Il Sud diventa il nuovo motore della crescita
La raccolta differenziata di carta e cartone in Italia continua a crescere e, soprattutto, cambia geografia. Nel 2025 i Comuni italiani hanno intercettato 3,98 milioni di tonnellate di materiali cellulosici, 61.685 tonnellate in più rispetto all’anno precedente, con un incremento dell’1,6%. La resa media nazionale sale così a 67,5 chilogrammi per abitante. È un avanzamento più contenuto rispetto alle fasi di forte espansione del passato, ma significativo perché avviene in un sistema ormai maturo e più equilibrato tra le diverse aree del Paese.

Il Nord mantiene la leadership con oltre 2,05 milioni di tonnellate raccolte e una media di 74,7 chilogrammi per abitante. L’aumento rispetto al 2024 è di circa 14mila tonnellate, pari allo 0,7%, segnale di una raccolta consolidata. L’Emilia-Romagna si conferma la regione più performante d’Italia con 99,8 chilogrammi pro capite, mentre la Valle d’Aosta registra la crescita percentuale più elevata dell’area, pari al 7%.

Anche il Centro presenta risultati solidi: la raccolta raggiunge quasi 886mila tonnellate, in crescita di oltre 11.500 tonnellate, con una resa media di 75,7 chilogrammi per abitante, superiore a quella del Nord. La Toscana guida l’area con 85,5 chilogrammi pro capite e un incremento di circa due chilogrammi per residente. Nel complesso, il Centro conferma una traiettoria stabile e un livello di intercettazione già elevato.

La novità più rilevante arriva però dal Mezzogiorno. Sud e Isole superano per la prima volta la soglia di un milione di tonnellate, attestandosi a 1.034.346 tonnellate. L’incremento è di oltre 36mila tonnellate, pari al 3,6%, e rappresenta circa il 58% dell’intera crescita nazionale. In quindici anni la raccolta meridionale è quasi raddoppiata: nel 2010 si fermava a poco più di 558mila tonnellate. La resa pro capite raggiunge oggi 52,5 chilogrammi, ancora distante dai valori del Centro-Nord ma in progressivo recupero.

Tutte le regioni meridionali chiudono il 2025 con un segno positivo. Il Molise mette a segno l’aumento percentuale più marcato, oltre l’11%, arrivando a quasi 48 chilogrammi per abitante. In termini assoluti è la Sicilia a offrire il contributo maggiore, con oltre 14mila tonnellate aggiuntive e una crescita del 5,8%. La Sardegna resta la regione meridionale con la migliore performance pro capite, pari a 64,2 chilogrammi. Il superamento del milione di tonnellate non è quindi soltanto una soglia simbolica: segnala che il riequilibrio territoriale sta diventando strutturale.

La crescita delle quantità deve ora accompagnarsi a un miglioramento della qualità. Nel Sud solo poco più della metà della raccolta domestica rientra nella prima fascia qualitativa, con impurità inferiori al 3%, mentre nel Centro-Nord questa quota supera l’80%. Sacchetti di plastica e altri materiali estranei aumentano i costi di lavorazione e riducono il valore riconosciuto ai Comuni. Il nuovo Allegato Tecnico Carta dell’Accordo ANCI-CONAI interviene su questo divario attraverso maggiori corrispettivi e una fascia “premium” che riconosce un incremento del 2,5% alle raccolte domestiche con impurità inferiori al 2%.

Il sistema produce già un valore ambientale ed economico rilevante. Nel 2025 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 93,1%, oltre otto punti sopra l’obiettivo europeo dell’85% fissato per il 2030. Su 4,96 milioni di tonnellate di imballaggi immessi al consumo, 4,61 milioni sono state avviate a riciclo. Attraverso 944 convenzioni attive, Comieco copre il 92% dei Comuni e il 96,8% della popolazione, gestendo più di 2,5 milioni di tonnellate e riconoscendo ai territori 242,1 milioni di euro per la raccolta, oltre a 60 milioni per le lavorazioni successive.

La filiera si appoggia a 353 impianti di gestione dei rifiuti e 55 cartiere. Gli impianti di prima lavorazione sono distribuiti in modo relativamente omogeneo, ma le cartiere restano concentrate soprattutto al Nord e al Centro: solo il 13% è localizzato nel Mezzogiorno. Ne derivano flussi strutturali di materiale verso il Centro-Nord e la necessità di rafforzare la capacità industriale dove la raccolta cresce più rapidamente.

Per il 2026 Comieco prevede il superamento dei 4 milioni di tonnellate, con un ulteriore incremento stimato tra 60mila e 70mila tonnellate. Il potenziale non ancora intercettato supera le 400mila tonnellate e si concentra soprattutto nelle aree urbane, nel Mezzogiorno e nei nuovi canali di consumo, dalla ristorazione ai trasporti. Dopo la stagione della crescita quantitativa, la sfida si sposta sull’efficienza: raccogliere di più dove esistono ancora margini, ma soprattutto raccogliere meglio, trasformando il riequilibrio territoriale in nuova materia prima, minori costi e maggiore valore per le comunità.