Case Green, l'Italia sotto procedura di infrazione: manca il piano di ristrutturazione

di Redazione

16/03/2026

Case Green, l'Italia sotto procedura di infrazione: manca il piano di ristrutturazione
L'11 marzo 2026 la Commissione europea ha inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora: primo atto formale di una procedura di infrazione aperta per il mancato rispetto di uno degli obblighi previsti dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, la cosiddetta direttiva Case Green. Il nostro Paese non ha presentato entro il 31 dicembre 2025 la proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici che la normativa europea richiedeva come prima tappa di un percorso articolato verso la decarbonizzazione del parco immobiliare.

L'Italia non è sola. Sono 19 in totale gli Stati membri che non hanno rispettato la scadenza, e tra di loro figurano anche Francia e Germania. Ma l'Italia parte da una posizione particolarmente esposta: è il paese dell'Unione con il patrimonio edilizio più vetusto, con circa 11 milioni di abitazioni in classe energetica inferiore alla D, e un costo stimato di adeguamento che si colloca tra i 20.000 e gli 80.000 euro per unità immobiliare.

Il Piano nazionale di ristrutturazione non è un documento burocratico. È lo strumento con cui ogni Stato deve mappare il proprio parco immobiliare, indicare come intende raggiungere gli obiettivi della direttiva e ricevere un riscontro dalla Commissione prima di arrivare, entro la fine del 2026, alla versione definitiva del piano. Gli obiettivi sono chiari e vincolanti: riduzione del 16% dei consumi medi degli edifici entro il 2030, del 20-22% entro il 2035, con la piena decarbonizzazione del settore entro il 2050.

Con la lettera di costituzione in mora, i governi coinvolti hanno circa due mesi per fornire chiarimenti o adottare le misure necessarie per colmare il ritardo. In caso di risposta ritenuta insufficiente, l'iter potrebbe proseguire con un parere motivato e, nei casi più estremi, con il ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Sul fronte del recepimento legislativo, i margini di manovra si stanno assottigliando: il processo di recepimento interno è iniziato soltanto nel febbraio 2026, con la scadenza fissata al 29 maggio 2026. Non va dimenticato che Roma fu, insieme a Budapest, l'unico governo a votare contro l'approvazione della direttiva nel 2024, un posizionamento politico che pesa sul ritardo accumulato.

Nel frattempo, la procedura di infrazione sulle Case Green non è l'unica aperta nei confronti dell'Italia in materia ambientale: Bruxelles ha portato avanti anche un procedimento relativo alla direttiva sulla plastica monouso, contestando al paese il mancato recepimento integrale e corretto della normativa.

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