Cellule vegetali, residui di frutta e stampanti 3D: l’Italia che accelera sul food tech sostenibile

di Redazione

19/12/2025

Cellule vegetali, residui di frutta e stampanti 3D: l’Italia che accelera sul food tech sostenibile
In un contesto globale caratterizzato da pressioni demografiche, cambiamenti climatici e risorse agricole in diminuzione, il tema dell’alimentazione sostenibile diventa sempre più centrale. Nutri3D, iniziativa sviluppata dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) insieme ad altri partner industriali strategici, si propone di trasformare radicalmente la produzione alimentare attraverso la coniugazione di biotecnologie, economia circolare e additive manufacturing (stampa 3D). 

Il cuore dell’innovazione risiede in un approccio estremamente avanzato: anziché coltivare piante nella loro interezza, i ricercatori puntano a coltivare cellule vegetali che, insieme ai residui di frutta derivanti dalla lavorazione agroalimentare, diventano le basi di “inchiostri” alimentari da processare mediante stampanti 3D. Da questi materiali si ottengono prototipi di alimenti come barrette multistrato e le cosiddette “perle di miele”, snack dal profilo nutrizionale ottimizzato e dal gusto preservato grazie a progettazioni strato per strato. 

Il progetto, noto come MaNUfacTuRIng 3D di alimenti vegetali di nuova generazione per la nutrizione sana, si è sviluppato con il contributo di Rigoni di Asiago, realtà italiana riconosciuta per prodotti biologici e sostenibili, e EltHub, azienda privata focalizzata su tecnologie avanzate e R&D, con il supporto tecnico-scientifico del Centro di Ricerca CREA – Alimenti e Nutrizione. 
Secondo gli esperti coinvolti, questa tecnologia risponde a esigenze cruciali per il futuro del cibo: garantire nutrienti, salute e sostenibilità anche in scenari di risorse limitate come zone colpite da conflitti o missioni nello spazio. La tecnologia di stampa 3D non solo consente di modulare composizione e forma degli alimenti, ma apre anche la strada a soluzioni personalizzate per specifiche esigenze nutrizionali, dalla nutrizione clinica alle diete speciali. 

Un ulteriore elemento di rilevanza scientifica e sociale emerso dal progetto è la percezione dei consumatori. Uno studio condotto nel contesto di Nutri3D e pubblicato sulla rivista Innovative Food Science & Emerging Technologies ha coinvolto oltre 400 partecipanti e mostrato che il 59 % dei consumatori è propenso a provare alimenti ottenuti tramite cellule vegetali e stampa 3D, soprattutto quando informato sui benefici ambientali e nutrizionali dell’approccio. 

Questo risultato evidenzia una domanda sociale crescente verso soluzioni alimentari innovative e sostenibili, confermando come la bioeconomia circolare — che valorizza sottoprodotti e residui agroalimentari — stia guadagnando terreno nella percezione pubblica e nei modelli produttivi del futuro. 
Oltre alle barrette, l’applicazione della stampa 3D nel settore alimentare offre potenzialità più ampie, dalla personalizzazione di diete fino a soluzioni di nutrizione in condizioni estreme o remote. Ad esempio, la stampa 3D potrebbe consentire di sviluppare alimenti su misura per astronauti in missioni spaziali, oppure proposte alimentari adattate a specifiche condizioni di salute e stile di vita. 

Il progetto Nutri3D rappresenta un punto di riferimento nel panorama della ricerca agroalimentare sostenibile, combinando competenze di ricerca pubblica con capacità tecnologiche e industriali di partner privati. Con l’evoluzione di questo filone di ricerca, le prospettive non si limitano a un mero miglioramento tecnologico ma includono nuovi modelli di business sostenibili, un rafforzamento della competitività del settore agroalimentare italiano e una ridefinizione delle relazioni tra tecnologia, nutrizione e benessere. I risultati finora ottenuti suggeriscono che, in futuro, la stampa 3D e le biotecnologie applicate all’alimentazione potrebbero trasformare in profondità non solo ciò che mangiamo, ma il modo stesso in cui concepiamo il cibo nel contesto di società sempre più attente a salute e sostenibilità.