Quel tanto che basta a farla funzionare
Se, infatti, è corretto e giusto affermare che le discariche del passato non devono avere futuro, è però sbagliato, fuorviante e addirittura pericoloso far passare la convinzione che oggi il sistema di gestione dei rifiuti basato sulle 4 “R” - riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero - possa operare senza disporre di una soluzione finale per destinare gli scarti di tali attività.
Le discariche del passato, quando non si disponeva ancora della conoscenza e della tecnologia per realizzarle e gestirle in modo sicuro, generavano impatti ambientali. Ma il danno peggiore che hanno prodotto è stato quello di non contribuire alla riduzione del consumo di risorse naturali che oggi invece si possono e si devono risparmiare.
Il paradosso sta proprio nel fatto inconfutabile che l’economia circolare – che nel campo dei rifiuti rappresenta l’alternativa al vecchio modello di (non) gestione basato sul “tutto in discarica” - per funzionare e produrre straordinari benefici ambientali, economici e sociali, ha bisogno di impianti di smaltimento.
E Fise Assoambiente nella sua campagna d’informazione non fa sconti e non semplifica: “ne servono pochi, moderni, sicuri e sostenibili e solo al servizio dell’Economia Circolare”. Di più. “Le discariche di nuova concezione consentono di riqualificare, riutilizzare e aggiungere valore al territorio”.
Quest’ultima potrebbe sembrare una “sparata” se non fosse che ci sono già degli esempi.
Zero Waste = Zero sprechi.
Questa è la traduzione letterale e corretta ed è più sostenibile di quella comunemente utilizzata: “zero rifiuti”. E La Filippa, che opera da 12 anni a Cairo Montenotte, la applica “alla lettera” utilizzando (e non sprecando) alcuni rifiuti non pericolosi come fossero mattoni per costruire un nuovo futuro dell’area in cui è stata realizzata.
Nelle sue dirette adiacenze sono sorti due B&B che attirano flussi turistici anche sovranazionali, un parco giochi per famiglie, un giardino aziendale attrezzato, vissuto e condiviso con vicini di casa e residenti. Negli ultimi 10 anni, in barba alla sindrome di NYMBY, l’area circostante ha registrato un importante sviluppo residenziale.
Tutto testimoniato dal Docu-Film realizzato a cura del giornalista Beppe Rovera, storico conduttore della trasmissione RAI “Ambiente Italia”: “La Filippa è un’altra cosa: alla scoperta della discarica dal nome gentile”.