#CircularFashionAndTextile / Belt Bag, la cultura delle borse circolari e inclusive

di Carlotta Bonsegna

17/06/2025

#CircularFashionAndTextile / Belt Bag, la cultura delle borse circolari e inclusive

Italia Circolare vi accompagna in un viaggio alla scoperta del circular fashion attraverso imprese e start up che investono nella moda che abbandona il fast fashion per abbracciare il diritto al riuso, la riparazione, la rigenerazione, il nuovo design dello stile, il riciclo fiber to fiber, la creazione di tessuti generati da scarti agroalimentari e altri cicli produttivi, l’upcycling sartoriale, la condivisione attraverso il second hand e l’high-value vintage, l’innovazione tecnologica e digitale che riduce il consumo di materie ed energia, i processi di inclusione sociale generati dalla lavorazione e la confezione dei tessuti.

La borsa o la vita? La borsa, tutta la vita! 
Se poi questo accessorio, imprescindibile e quasi sacro, riassume in sé i valori della sostenibilità socio-ambientale e promuove quelli dell'economia circolare, allora non possiamo che parlare del marchio Belt Bag della cooperativa sociale Occhio del Riciclone ONLUS impegnata fin dalla sua nascita nel 2006 a dare una seconda opportunità alle persone e le cose. 

Ma prima facciamo un passo indietro.
Intanto sgombriamo il campo da equivoci, specificando che per ogni donna la borsa rappresenta qualcosa di ben più importante di un semplice porta oggetti; la potremmo definire l'estensione della propria personalità, nella manifestazione e la realizzazione di un desiderio. La borsa è lo spirito che si fa materia e come tale ha un significato simbolico inviolabile. Quindi attenzione: mai azzardarsi a supporre che una borsa valga l'altra, perché si rischierebbe di cadere nell'eresia e di ritrovarsi un esercito di cultori pronto a punire il blasfemo.
 
#CircularFashionAndTextile / Belt Bag, la cultura delle borse circolari e inclusive

Oggi le borse sono la dichiarazione dello stile di chi le indossa, e come espressione della creatività di designer e artigiani, rispondono sì, ai canoni estetici della moda, continuando, tuttavia, a svolgere egregiamente la funzione primaria per cui sono state generate in un lontano passato: contenere e trasportare ciò che abbiamo di più caro. Gli uomini primitivi assemblavano le pelli degli animali per trasportare armi e utensili e gli antichi Greci utilizzavano il cuoio (che in greco antico si dice byrsa, da cui appunto “borsa”), per costituire dei sacchetti porta monete con lo scopo di commerciare. I viandanti medievali trasportavano i loro averi e viveri in contenitori che per comodità non occupassero le mani, quindi se avevano a disposizione lunghe cinghie li portavano a tracolla, altrimenti li appendevano alla cintura. 

Ma è con il Rinascimento che la borsa inizia ad assumere una importante connotazione estetica, tanto da diventare un accessorio che le dame di corte sfoggiavano in pubblico per evidenziare la     condizione sociale di appartenenza e la relativa eleganza. E così il cuoio assemblato in maniera rudimentale ha lasciato spazio ai tessuti pregiati quali i velluti, i broccati e i damascati che, combinati nei più svariati modelli, venivano adornati ulteriormente da nastri e pietre preziose. Nei secoli successivi la borsa ha mantenuto un ruolo di primo piano legato all'utilità e allo status sociale, arrivando a rappresentare il simbolo dell'emancipazione femminile. Infatti la donna che lavora e che viaggia vuole trasportare le proprie cose all'interno di contenitori che soddisfino non solo l'esigenza di comodità, ma che esprimano anche uno stile particolare, di tendenza e in linea con i propri gusti.

Nel Novecento i grandi stilisti internazionali hanno fatto della borsa una vera icona della moda, un oggetto il cui valore in termini di potere d'acquisto raggiunge quello delle opere d'arte, arrivando a picchi talmente alti da inserire le borse tra i così detti “beni rifugio”. Ebbene sì, queste creature di lusso, chiaramente le più selezionate, sono considerate un investimento finanziario sicuro, il cui valore è capace di mantenere una solida stabilità anche in tempi di crisi.

Il valore finanziario, in questo caso specifico, deriva da quello artistico che caratterizza l'oggetto in tutte le sue espressioni, tanto che quest'ultimo nel 1996 ha trovato la sua sede di esposizione nel Museo delle borse Hendrikye ad Amsterdam: una esposizione di circa quattromila esemplari che ripercorrono la storia della borsa dal Medioevo fino all'attualità (purtroppo chiuso per COVID nel 2020).
 
#CircularFashionAndTextile / Belt Bag, la cultura delle borse circolari e inclusive

Sappiamo che le urgenze del nostro tempo incerto sono strettamente legate al futuro del Pianeta e che i grandi nodi da sciogliere riguardano gli obiettivi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Ci aiuta il paradigma dell'economia circolare. 

Ora, nel caso delle borse, se ci chiediamo come possano esse riassumere in sé i temi della sostenibilità e dell'economia circolare, o meglio, come possano intervenire attivamente per migliorare il futuro del pianeta, come dicevamo all'inizio, dobbiamo parlare di Belt Bag per fugare ogni dubbio.

Belt Bag è un marchio specializzato nella creazione di borse costituite di materiali di recupero donati dalle aziende italiane leader nel settore tessile. Il concetto che sostanzia la filosofia di Belt Bag è quello dell'upcycling, ovvero il processo che permette di dare funzionalità e valore a materiali e oggetti scartati o in fine vita. Il materiale già esistente, attraverso tecniche artigianali a basso impatto ambientale, viene così trasformato in un prodotto nuovo, unico ed etico. L'azienda nasce dall'intuizione della designer Francesca Patania, che nel suo laboratorio a Milano porta avanti questo progetto con passione, creatività e un forte spirito improntato alla sostenibilità.

Le proposte di Belt Bag consistono in svariati modelli di borse a spalla, a mano, zaini, borsoni da viaggio e pochette, uniti tutti da due caratteristiche tipiche del marchio, ovvero i colori decisi e gli inconfondibili manici, dato che sono cinture di sicurezza recuperate dagli autodemolitori (opportunamente igienizzate).

Ma la creazione e la produzione di borse originali e rifinite nei minimi dettagli è la punta dell'iceberg di Belt Bag, che si rivela un grande contenitore di buone pratiche per l'inclusione sociale, attraverso percorsi mirati di formazione e professionalizzazione destinati ai soggetti svantaggiati. Ma non è tutto, perché Belt Bag, in collaborazione con l'organizzazione umanitaria Humana People to People, sostiene i progetti di cooperazione internazionale finalizzati alla raccolta di indumenti usati per promuovere la riduzione dello spreco.

Quindi, anche se ne abbiamo l'armadio pieno, non possiamo che riconoscere che le borse non sono mai troppe. Soprattutto se sono circolari e inclusive.