La Spezia, per Tarros, non è soltanto il porto di riferimento: è il punto in cui si osservano con maggiore chiarezza i cambiamenti che stanno ridefinendo la logistica mediterranea del Gruppo. Nel Terminal del Golfo, cuore operativo della rete, transitano container diretti verso numerosi scali del Mediterraneo — dal Nord Africa alla Turchia — all’interno di flussi che negli ultimi anni hanno beneficiato di un monitoraggio sempre più puntuale dei consumi e delle attrezzature. Questo approccio sta rafforzando la capacità di programmare le attività e di mantenere elevata la qualità delle operazioni in un contesto caratterizzato da crescente variabilità.
Nel terminal le attrezzature di sollevamento e i mezzi di movimentazione sono oggi mappati e monitorati con maggior dettaglio, consentendo di valutare con precisione l’efficienza operativa e le prestazioni energetiche. Non si tratta di un singolo intervento, ma di un percorso fatto di miglioramenti distribuiti nel tempo, che contribuiscono a una gestione più stabile dei flussi, un elemento essenziale in un Mediterraneo che registra livelli elevati di congestione e pressioni normative crescenti.
Il Sustainability Report 2025 dedica ampio spazio alla flotta impegnata sulle rotte del Mediterraneo. La raccolta strutturata di dati sui consumi di bunker, sull’efficienza delle rotte e sulle performance ambientali delle navi permette di programmare con anticipo la manutenzione e di valutare l’efficacia delle ottimizzazioni introdotte. È un modello che punta a ridurre variabilità e imprevisti, rafforzando la continuità del servizio.
Anche il trasporto su gomma segue una logica di rinnovamento graduale. La flotta aziendale è stata progressivamente aggiornata, con una crescita della quota di veicoli Euro 6 e l’introduzione di carburanti a minor impatto come l’HVO, il cui utilizzo è aumentato in modo significativo nell’ultimo anno. Scelte che riflettono un approccio pragmatico: test operativi, verifica dei risultati e successiva estensione delle soluzioni più efficaci.
La gestione dei materiali rappresenta un’area in cui il Gruppo mostra risultati solidi nel tempo. I report di sostenibilità evidenziano percentuali molto elevate di recupero dei rifiuti, sostenute da procedure che garantiscono una separazione accurata e un controllo costante lungo tutto il ciclo operativo. Un’impostazione che contribuisce a maggiore ordine interno e a un utilizzo più efficiente delle risorse.
Sul fronte energetico, il Gruppo ha introdotto una rendicontazione più dettagliata dei consumi nei diversi siti e ha avviato investimenti dedicati, come il nuovo headquarter dotato di impianto fotovoltaico in grado di coprire una quota significativa del fabbisogno. Un percorso che accompagna l’allineamento agli standard ESRS e consolida una gestione più efficace delle variabili energetiche, sempre più rilevanti per un operatore logistico.
La trasformazione riguarda anche l’organizzazione interna. Nel 2024 Tarros ha conseguito la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere e ha ampliato il perimetro delle proprie analisi di emissioni includendo la flotta aziendale, il pendolarismo dei dipendenti e i viaggi di lavoro. Formazione, sviluppo delle competenze e sicurezza sono presentati nel report come ambiti di investimento continuativo, con impatti diretti sull’operatività quotidiana e sulla qualità dei processi.
Il quadro che emerge è quello di una logistica che evolve attraverso una serie di scelte pianificate e coerenti. In un Mediterraneo dinamico, segnato da instabilità geopolitiche, pressioni regolatorie e costi energetici in crescita, Tarros sta adottando una strategia fondata sul miglioramento continuo: dalle navi ai terminal, dai mezzi ai consumi, dai dati ai processi. Una traiettoria che consolida affidabilità e competitività, rendendo più robusto il modo in cui il Gruppo opera lungo le rotte che attraversano il cuore del Mediterraneo.