Consob pubblica il primo Rapporto di Sostenibilità dell'Autorità

di Redazione

07/08/2026

Consob pubblica il primo Rapporto di Sostenibilità dell'Autorità
La Consob volta pagina anche sul fronte della rendicontazione non finanziaria. L'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari ha diffuso il suo primo Rapporto di sostenibilità, un documento di 65 pagine che fotografa le iniziative già in corso per contenere i consumi energetici, valorizzare il capitale umano e rafforzare i presìdi di integrità e trasparenza nella gestione delle attività istituzionali. Il Rapporto si inquadra nel Piano Strategico Consob 2025-2027, che individua nella transizione sostenibile – accanto a quella digitale – una delle direttrici della pianificazione operativa dell'Istituto, ed è stato elaborato ispirandosi agli standard europei di rendicontazione della sostenibilità (gli ESRS), gli stessi principi che l'Autorità richiede alle società quotate, adattati però alle caratteristiche di un ente pubblico che opera prevalentemente attraverso il proprio capitale umano più che attraverso processi produttivi in senso tradizionale.

Cosa dice il Rapporto

Il documento si sviluppa lungo i tre assi classici della rendicontazione ESG. Sul fronte ambientale, la Consob ha misurato le proprie emissioni secondo i tre livelli previsti dal GHG Protocol: dirette (Scope 1), da energia acquistata (Scope 2) e lungo la catena del valore (Scope 3). Il dato più significativo riguarda lo Scope 2, azzerato grazie al ricorso a fonti energetiche rinnovabili certificate. Resta invece più corposa la componente Scope 3, che pesa per circa l'80% del totale delle emissioni ed è legata soprattutto alla mobilità del personale, in particolare agli spostamenti casa-lavoro e alle trasferte di lavoro — una voce difficile da comprimere per un'authority che, per sua natura, richiede continui spostamenti di funzionari tra le sedi di Roma e Milano e verso le controparti europee (ESMA, altre autorità nazionali).

Sul piano sociale, il Rapporto evidenzia un sostanziale equilibrio di genere nella composizione del personale: su 672 dipendenti, il 50,6% è uomo e il 49,4% donna. L'equilibrio si mantiene, seppur con un divario più marcato, anche nella fascia manageriale (56,6% uomini, 43,4% donne) — un dato che colloca la Consob in una posizione relativamente avanzata rispetto alla media della pubblica amministrazione italiana su questo indicatore, pur con margini di miglioramento nei ruoli apicali. Nel corso dell'anno sono state rafforzate le iniziative dedicate alla diversità e all'inclusione, con la costituzione di una Commissione paritetica e l'avvio sperimentale di uno sportello di ascolto rivolto al personale, pensato per intercettare segnali di disagio organizzativo prima che si trasformino in criticità conclamate.

Sulla governance, l'Autorità sottolinea il consolidamento dei presìdi di trasparenza, integrità e sicurezza informatica. Nel biennio 2024-2025 non sono state registrate segnalazioni di whistleblowing né violazioni di dati personali, mentre sono proseguiti gli investimenti per potenziare le capacità di difesa cyber dell'Istituto — un fronte che la Consob presidia anche a livello internazionale, avendo partecipato di recente all'esercitazione 2026 del G7 Cyber Expert Group. In parallelo alla pubblicazione del Rapporto, l'Autorità ha aperto una consultazione pubblica per aggiornare la Delibera n. 17297 del 2010, che disciplina il Manuale degli obblighi informativi dei soggetti vigilati: un segnale di come il tema della trasparenza informativa venga affrontato su più fronti contemporaneamente, sia internamente sia nei confronti del mercato.

Perché conta ora

Che sia la stessa Consob, l'ente che vigila sull'applicazione degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per le imprese quotate, a dotarsi per la prima volta di un proprio bilancio ESG ha un valore anche simbolico: l'Autorità si sottopone agli stessi criteri di trasparenza che chiede al mercato che regola. Il tempismo non è casuale. Nei mesi scorsi la stessa Consob ha pubblicato il suo rapporto periodico sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane, da cui emerge un quadro in evoluzione: nel 2025 la nuova rendicontazione è stata pubblicata da 136 società quotate su Euronext Milan (69,4% del totale, ma il 97,1% in termini di capitalizzazione), in calo rispetto alle 150 dell'anno precedente. Il calo non riflette un arretramento nell'impegno delle imprese, quanto piuttosto l'effetto della Direttiva Omnibus I, che a livello europeo ha alleggerito gli obblighi informativi e ristretto il perimetro delle aziende tenute alla rendicontazione, in un più ampio dibattito sulla semplificazione degli standard ESRS che coinvolge Commissione europea, Parlamento e authority nazionali.

In questo contesto di revisione e "semplificazione" degli obblighi ESG per le imprese, il primo Rapporto di sostenibilità della Consob assume un significato ulteriore: mentre l'Europa discute quanto allentare gli obblighi di rendicontazione per il mercato, l'Autorità italiana sceglie di applicarsi volontariamente lo stesso impianto metodologico che chiede alle società vigilate, rafforzando così la propria credibilità istituzionale nel ruolo di garante della qualità e coerenza dell'informazione non finanziaria in un momento in cui le regole del gioco sono ancora in movimento.