Il museo, progettato da Renzo Piano, è emblema di un’architettura sostenibile: l’edificio si garantisce la certificazione LEED Gold fin dal primo anno di attività. L’impiego di materiali a basso impatto ambientale, l’attenzione all’efficienza energetica e l’impegno nella riduzione di emissioni, adottando impianti geotermici e pannelli solari, fanno sì che emerga una nuova realtà sostenibile e autosufficiente.
In un gioco di rimandi con i profili delle Dolomiti, il museo assume una morfologia naturale integrandosi perfettamente nel panorama trentino, anche grazie alle ampie pareti in vetro che gli consentono di creare un continuo dialogo visivo tra interno ed esterno, sfruttando, così facendo, la luce naturale e riducendo fin da subito l’utilizzo di luci artificiali.
Gli ambienti, accessibili a tutti, sfruttano la fluidità degli spazi e dei livelli, mentre il percorso, pensato dall’alto verso il basso, è strutturato su sei piani e organizzato per sale tematiche. Il cuore pulsante del museo è certamente il vano centrale in cui galleggiano sospesi animali tassidermizzati e uno scheletro di balenottera, consegnando allo spazio leggerezza e verticalità.
La cultura della sostenibilità non solo traspare dalle scelte architettoniche e strutturali del progetto ma dalle stesse iniziative della realtà culturale trentina: mostre, iniziative ed eventi educativi mirano a sensibilizzare il pubblico sull’urgenza climatica e sulle buone pratiche ambientali. Non a caso, La Galleria della Sostenibilità diventa collezione permanente del museo dal 2021, qui il percorso espositivo indaga le sfide globali della società odierna, dalla crisi climatica alle disuguaglianze sociali, stimolando una riflessione sul futuro dell’umanità per un progresso equo e rispettoso degli ecosistemi naturali. Il museo si trasforma, così, da mero percorso espositivo, a ponte tra natura e città, tra antico e moderno, tra presente e futuro.