Dalla vigna alla cantina, la sostenibilità del vino al centro delle richieste dei giovani

di Andrea Begnini

30/09/2021

Violante Gardini Cinelli Colombini, Presidente di Agivi - l'Associazione dei giovani imprenditori vitivinicoli italiani under 40 di Unione Italiana Vini, è intervenuta al convegno su La nuova generazione del vino e sostenibilità - next generation in occasione del G20 Agricoltura. L'appuntamento ha messo a fuoco risorse e potenzialità del trinomio giovani, vino e propensione green: “I giovani pensano, progettano e lavorano in chiave green. Dalla vigna alla cantina, passando dalla scelta del packaging a quella dei trasporti fino ai servizi offerti in azienda, sono sempre di più le iniziative delle nuove generazioni sviluppate in ottica sostenibile con azioni specifiche e mirate al raggiungimento di obiettivi quanto più rispettosi dell'ambiente”. Per i giovani la sostenibilità riveste ora un ruolo predominante in tutte le attività svolte, un driver fondamentale per promuovere al meglio le eccellenze vinicole italiane. Secondo un sondaggio che abbiamo realizzato tra i nostri soci, il 94% dei giovani imprenditori vinicoli ritiene che la sostenibilità possa rappresentare un fattore decisivo per la competitività, e quasi 7 intervistati su 10 scelgono i fornitori in base alla sostenibilità delle loro proposte. Abbiamo rilevato che l'83% delle aziende hanno progetti o piani sul tema della sostenibilità, già ultimati o in corso di realizzazione in 8 casi su 10”.

La sostenibilità - ha spiegato Roberta Garibaldi, docente universitario e autore del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano - rappresenta un importante driver di scelta soprattutto per le nuove generazioni che, in viaggio, tendono a adottare comportamenti consoni evitando sprechi di cibo e rispettando l'ambiente. I turisti millennials, inoltre, sono pienamente consci di cosa significa turismo sostenibile nelle sue differenti sfaccettature ambientale, sociale ed economica: il 77% ritiene non solo che sia una pratica rispettosa dell'ambiente, ma anche che possa contribuire a salvaguardare le usanze della comunità visitata, e rappresentano il 74% i giovani che credono che possa essere fonte di occupazione e reddito nei territori interessati. 

I millennials si dimostrano quindi particolarmente attenti al sociale: sono più propensi a visitare un'azienda se adotta politiche etiche nella gestione (70%) o ha in essere progetti di aiuto verso le categorie svantaggiate (70%). Infine, dichiarano che sceglierebbero più volentieri tour che diano l'opportunità di visitare negozi o siti produttivi condotti da persone che hanno affrontato o stanno affrontando situazioni di disagio economico-sociale (63%). Per Claudia del Duca, rappresentante dell'Associazione nazionale Le Donne del Vino: “La nostra associazione porta avanti una visione sempre più legata alla sostenibilità sia in cantina che intorno alla filiera. Le nuove generazioni di giovani donne stanno trasformando le proprie aziende in strutture sempre più attente alla salvaguardia dell'ambiente”. In questa direzione anche l'intervento di Emanuela Tamburini, presidente del Movimento turismo del vino Toscana: “Ogni anno in Toscana riceviamo migliaia di enoturisti, ma è grazie a iniziative nuove e sempre più mirate che riusciamo non solo a consolidare ma anche a far crescere questi numeri, con particolare attenzione a un target di riferimento sempre più giovane. Con Vigneti aperti, un evento nato durante la pandemia sfruttando gli spazi aperti delle nostre cantine, abbiamo avuto modo di raccontare ai millennials il concetto di sostenibilità attraverso un'esperienza in vigna e a contatto con la natura”.
 

Tag:  enoturismo sostenibilesostenibilitàsostenibilità ambientale economica e socialeturismo sostenibile

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