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MantovArchitettura è un Festival che, grazie all’architetto Bricolo e ad altri con lui, è stato portato a Verona ed è cresciuto in pochi anni, con l’idea di costruire “relazione”, di andare oltre i confini amministrativi e geografici, da Mantova a Verona. Da qui parte la riflessione di Daniela Cavallo, che ha avuto modo di assistere alla conferenza su Carlo Scarpa con relatore Francesco Dal Co, presso la Sala Maffeiana di Verona.
Parco Ottocento a Verona vuole diventare “La campagna del centro”, ovvero di tutti gli abitanti, di tutti i quartieri, con un particolare legame con il centro storico: offrire uno spazio verde nella natura, dentro la città, legandola a tutte le altre parti che la compongono. Una vera e propria "Smart Land" nella quale, attraverso politiche diffuse e condivise, si aumentano la competitività e l’attrattività del territorio, con una attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione della conoscenza, alla crescita creativa, all’accessibilità e alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente (naturale, storico-architettonico, urbano e diffuso) e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini.
Alla fine non ha vinto, ma il suo dossier racconta bene l’identità profonda e a tratti invisibile dell’essere una città italiana, la destinazione del ritorno e del futuro, della partenza e dell’arrivo, un luogo da ascoltare, guardare, scoprire e svelare. Senza fretta. Ce la racconta Daniela Cavallo, Territory Coach e Direttore di Latina finalista Capitale italiana della Cultura 2026.
Il Comune di Latina, nelle azioni di Legacy come finalista a Capitale italiana della Cultura 2026, in collaborazione con Unindustria Latina, ha tenuto il 29 febbraio scorso un incontro dal titolo Le imprese culturali e creative: opportunità per lo sviluppo nel territorio di Latina, con la presentazione dell’Atlante Treccani. Nell’incontro, che si è tenuto presso l'azienda Dublo, ci si è soffermati su quei casi squisitamente agro pontini, dove il valore del capitale umano è ancora risorsa culturale importante.
Il focus della candidatura di Latina a Capitale italiana della Cultura 2026 è rappresentato dalle radici nella terra. La sfida di Latina, oggi, è la sfida dell’Italia intera che, dopo decenni di abbandono della ruralità e delle aree interne, intenda proiettarsi nel futuro ripartendo dalla terra, dall’agricoltura di qualità, dall’innovazione e dal cibo, straordinario ambasciatore di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Rurability, la piattaforma di buone pratiche di SIMTUR, Società italiana per la mobilità e il turismo sostenibile, promuove la rielaborazione continua della dualità tra contesti urbani, periurbani e aree rurali e agricole, che rappresenta la chiave più interessante dei processi di territorializzazione, ma anche delle tendenze socioeconomiche in atto.
Il teatro come spazio di incontro, crescita e trasformazione. È da questa visione che nasce Teatro Abile, il nuovo progetto di Fonderia Aperta ETS, associazione del terzo settore attiva a Verona, da anni impegnata nella promozione culturale, artistica e sociale attraverso il linguaggio del teatro, della danza e del cinema. Un laboratorio teatrale pensato da Roberto e Marina Totola, i fondatori, come percorso di formazione, inclusione e avviamento ai mestieri dello spettacolo per ragazzi con disabilità e fragilità, in dialogo costante con professionisti del settore e con la comunità.
Quello degli elementi di arredo urbano e dei plateatici è un tema complesso, che tocca decoro urbano, sicurezza, commercio, tutela del patrimonio, diritti degli esercenti, flussi turistici, e normativa locale. Occorre ragionare sulla qualità degli spazi pubblici come luogo di benessere, ma anche di socialità, di mercato diffuso, in un equilibrio tra gli interessi del pubblico e del privato che siano sinergia e collaborazione, mettere al centro gli abitanti. Urge dunque una riflessione collettiva che, recentemente, è partita dal Comune di Bardolino per coinvolgere i Comuni del Lago di Garda e non solo, proponendosi come tavolo di confronto nazionale perché il tema attiene alla valorizzazione territoriale e alla qualità della vita, per avviare un Piano degli Spazi Pubblici.
Illustrazione è parola dal latino che significa “splendore”, chiarimento, dare luce e, per estensione, dare alla luce quell’invisibile che sta tra le cose e le persone. Questo sono le “illustrazioni” di Filippo Bricolo che, da sempre, usa il doppio codice, parole e disegni, per parlare degli uomini, intorno ai quali è costruita l’architettura. Disegni che ritroviamo, in parallelo alle parole come binari che trasportano i pensieri e le riflessioni, nella sua ultima pubblicazione, edita da LetteraVentidue, “Architettura Umanissima”, un dialogo tra non detti. Pensieri stilizzati in figure che sono “persone” senza genere, ma che raccolgono l’umanità, e sulle quali Bricolo stende sempre una lieve pennellata di giallo/luce, una sorta di riflettore, per rendere luminoso il concetto, il valore, l’idea, la filosofia che si vuole evidenziare. Sempre umanissima.
Intervista a Carlo Nerozzi, Presidente dell’Associazione Il Cerchio di Kos, che si sta occupando della rigenerazione ambientale, culturale e “umana” del Monte Mamaor a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona.