La parola chiave di questa piccola storia è “Difficoltà”.
Nel settore della Moda, come noto, la Sostenibilità rappresenta una sfida di grande Difficoltà.
Nell’ambito della Sostenibilità, poi, il versante del Sociale risulta quello di maggiore Difficoltà.
La Disabilità, inoltre, per centinaia di migliaia di persone implica fare quotidianamente i conti con enormi Difficoltà.
Ma le Difficoltà possono essere superate, con il Talento, con la Tenacia, con l’Impegno, come dimostra la vicenda di Emilia Torcini.
La giovane fashion designer di Pontedera ha realizzato nel 2021 la collezione “Disability is not a limit, you are the limit”, della quale lei stessa ha detto:
“La collezione si ispira agli anni ’40 quando - pur nascendo le prime associazioni su diritti civili e di sensibilizzazione - la disabilità non era accettata. Chi ne veniva colpito, senza colpa, veniva nascosto. Anche il Presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt, affetto da poliomielite, era terrorizzato dal fatto che le persone giudicassero la sua disabilità piuttosto che le sue capacità di leader e si rifiutava di mostrarsi in fotografie e filmati. Oggi non è molto diverso.
Ho lavorato sulla giacca sartoriale inglese, perfetta e modellata sul corpo, simbolo di un establishment convenzionale e tradizionalista, accostandola all’idea che per i disabili, l’abbigliamento deve essere 'comfort e utility'. Ho così rivisitato l’abbigliamento classico inglese, con i suoi pied-de-poule, i panni e le lane cotte, sui quali ho inserito asole in contrasto di colore verde, simbolo della Giornata della Paralisi Cerebrale Infantile. Ho rifinito gli interni con nastri parlati che denunciano le contraddizioni di un mondo apparentemente perfetto; grazie ai tessuti di fibre naturali ed ipoallergeniche ho disegnato linee semplici e morbide, e i busti ortopedici di scarto, simbolo di costrizione e di stigma, sono stati dipinti con le caricature di Roosevelt e di Jean Paul Sartre. Il grande filosofo francese ha, infatti, denunciato le contraddizioni del nostro tempo, vissuto da persone incapaci di comprendersi a vicenda.
Questa è una collezione a suo modo catartica. Da un lato, ha permesso di rappresentare il mio vissuto doloroso, sublimato in capi senza tempo dal forte impianto artigianale; dall’altra, consente a persone come me di avere una propria voce”.
Emilia, grazie a questa collezione, nel 2021 viene selezionata per partecipare alla Milano Moda Graduate, un appuntamento della Settimana della Moda di Milano per promuovere a livello nazionale e internazionale i migliori studenti del Paese.
“Disability is not a limit, you are the limit” si afferma nella manifestazione e vari giornali del settore, tra i quali Vogue Italia, si interessano alla giovane pontederese, che appare anche in un documentario per Euronews.
Ma il traguardo più importante è l’opportunità di lavoro che le viene offerta da Giuntini, storica azienda di Peccioli, da oltre mezzo secolo punto di riferimento per gli stilisti di tutto il mondo, per la realizzazione dei campionari fra tradizione e modernità.
L’ingresso nel gruppo Florence, poi, ha ulteriormente incrementato la cura per la manifattura dei prodotti di lusso Made in Italy, come testimoniano i recenti investimenti per rinnovare la tradizione artigianale.
La Giuntini è rimasta entusiasta del lavoro di Emilia e le ha proposto una posizione da modellista, figura fondamentale per, utilizzando le parole della stessa Emilia, "tradurre il sogno dello stilista in realtà".
La parola chiave di questa piccola e grande storia è davvero Difficoltà: per la Sostenibilità nella Moda, per la Sostenibilità nel Sociale, per la Disabilità nel Quotidiano.
Ma, con il Talento, con la Tenacia, con l’Impegno, questa parola chiave consente l’accesso al mondo delle Opportunità.