Develoopments / Il ponte di Endelea con la Moda tra Italia e Africa

Taccuino di Alberto Improda sull'Innovazione per la Sostenibilità

20/02/2024

Develoopments / Il ponte di Endelea con la Moda tra Italia e Africa

Il Brand, nella Società della Complessità, è chiamato a svolgere funzioni sempre più ampie e importanti. Il Paradigma della Sostenibilità, infatti, conduce le Imprese ad attivarsi non solo nel campo dell’Economia, ma anche in quello dell’Ambiente e del Sociale. 

Philip Kotler e Christian Sarkar sulla base di queste considerazioni hanno elaborato il concetto di Brand Activism, sviluppato nel celebre saggio: “Brand Activism, dal Purpose all’Azione”. 
I due Studiosi nell’opera sottolineano la necessità per le Imprese di dare una reale attuazione alla loro visione, sostenendo cause sociali ed ambientali, passando dalla mera enunciazione di uno scopo aziendale alla sua attuazione concreta. 

Vittorio Cino e Andrea Fontana, nel libro “Corporate Diplomacy”, declinano il tema in ottica internazionale e addirittura prefigurano la necessità per le Imprese di adottare “una vera e propria politica estera aziendale”. 
Gli Autori in esame, per la verità, concentrano la propria attenzione soltanto sui grandi gruppi, affermando che “più che di multinazionali si dovrà allora parlare di imprese transnazionali, di organizzazioni con identità proprie ma capaci di operare sulla scacchiera globale con una visione e spesso con obiettivi del tutto sganciati dalle dinamiche del “campione nazionale” classico”. 
Tuttavia il concetto risulta estendibile a qualsiasi tipologia di Azienda, basandosi sul patrimonio di particolare fiducia che i Consumatori oggi investono nell’Impresa in genere. 

Vittorio Cino e Andrea Fontana partono dalla constatazione che il “2018 Edelman Earned Brand Global Report mostra chiaramente il nuovo trend: i consumatori si stanno rivolgendo sempre di più verso i brand come ai loro campioni”. 
Conseguentemente, scrivono: 
“La domanda che si pongono molti cittadini è: non è più facile spingere un brand a prendersi cura di un tema di mio interesse piuttosto che votare un altro politico inaffidabile? Sempre più i brand sono sollecitati ad andare oltre i semplici interessi aziendali per partecipare da protagonisti alla costruzione di una società migliore. (…) In pratica il consumatore sta dicendo alle aziende che i brand sono percepiti come la forza più efficiente per un cambiamento effettivo. Il 53% dei rispondenti è d’accordo sul fatto che i brand possano essere più efficaci dei governi per risolvere emergenze sociali e quasi metà di loro ritiene che i brand abbiano idee migliori o più innovative per affrontarle”. 

In questo quadro assume un peculiare interesse il caso di Endelea, una giovane azienda che persegue i propri obiettivi, economici e sociali, con una iniziativa dal respiro decisamente internazionale. 
L’impresa, infatti, rappresenta un brand di moda etica, nato con il proposito di creare collezioni di abiti e accessori in tessuti africani ma dal design italiano, con collezioni disegnate a Milano e fatte a mano a Dar es Salaam, in Tanzania. 
Grazie a un ideale ponte che congiunge Europa e Africa, dunque, Endelea realizza prodotti che nascono dalla contaminazione tra la competenza del design italiano e l’artigianalità della sartoria africana. 
Capi di abbigliamento femminile, accessori unisex e home decor vengono realizzati con stoffe locali da parte di giovani sarte tanzaniane a Dar es Salaam, dove una parte dei ricavi viene reinvestita in programmi educativi per studenti di moda e design. 

Il progetto appare davvero una iniziativa di grande modernità, tale da svolgere i suoi effetti almeno lungo due distinti versanti. 
Da un lato, l’azienda contribuisce allo sviluppo di un’industria della moda in Tanzania, ad oggi quasi del tutto assente: gli acquisti di tessuti sono fatti in loco, così come la quasi totalità della produzione; una parte dei ricavi, inoltre, è investita nella realizzazione di workshop e nella collaborazione con scuole e università tanzaniane. 
Dall’altro lato, l’impresa si fa portabandiera del dialogo tra l’Italia e l’Africa, continente al quale unanimemente si riconoscono enormi potenzialità, divulgando l’autentica cultura tessile africana e comunicando brillantemente il proprio universo valoriale e identitario. 

Lo sforzo di Innovazione di Endelea in direzione della Sostenibilità si esplica in modo davvero effettivo ed olistico. 
L’azienda, tra l’altro, dal 2020 è una società benefit, con uno specifico e formale impegno a determinare con la propria attività un impatto positivo sulle persone e sull’ambiente. 
Le maestranze, inoltre, sono composte per l’85% da donne, con un gender pay gap, vale a dire la differenza di retribuzione tra uomini e donne, pari a zero. 
La retribuzione dei sarti e delle sarte che lavorano in Tanzania, ancora, risulta del 96% più alta della media e tutti godono di assicurazione sanitaria per sé e per le proprie famiglie. 

Francesca De Gottardo, che ha fondato l’azienda insieme al fratello Andrea e all’amica Serena Izzo, in una intervista ha dichiarato: “Endelea è nata dall’esigenza di dare un valore aggiunto alla mia vita e provare a fare qualcosa per cambiare in meglio quella degli altri”. 
La parola Endelea in lingua Swahili significa “andare avanti senza arrendersi alle difficoltà”: non possiamo che guardare con ammirazione e simpatia a questa coraggiosa e intelligente iniziativa, augurando ai suoi promotori di superare qualsiasi ostacolo e di conseguire i migliori successi.