Develoopments / Innovazione covata dalla Tradizione: il caso Kioene

Taccuino di Alberto Improda sull'Innovazione per la Sostenibilità

05/03/2024

Develoopments / Innovazione covata dalla Tradizione: il caso Kioene

Il periodo di grandi trasformazioni che stiamo attraversando richiede un grande impegno in termini di Innovazione, nel segno costante e con il principio guida della Sostenibilità. 

Siamo chiamati, in ogni campo, a cercare nuove idee, inediti prodotti e inesplorate soluzioni che abbiano un migliore impatto in termini ambientali, economici e sociali. Lo sforzo di cambiamento richiestoci è anche di ordine mentale e culturale: dobbiamo andare oltre consolidate divisioni, superando vecchi steccati e antichi pregiudizi. In molti casi le soluzioni più tradizionali possono viaggiare in armonia con le proposte maggiormente innovative, in modo da risultare complementari e non alternative. 

Una storia d’impresa estremamente interessante, a questo proposito, è quella della famiglia Tonazzo, raccontata anche nel libro dal giornalista Marco Panara La rivoluzione dell’Hamburger, dalla carne al vegetale. Il caso Kioene. 

L’azienda dei Tonazzo nasce addirittura nel 1888, con il bisnonno Vittorio e il suo banco di macelleria, aperto sotto un porticato a Villanova di Camposampiero. 
Cinque generazioni e un secolo dopo, nel 1988, i fratelli Albino e Stefano Tonazzo, con la nuova azienda Kioene, varano una proposta decisamente spiazzante: l’hamburger vegetale. 
Si è trattato di una iniziativa di grande coraggio e lungimiranza, promossa davvero con largo anticipo sui tempi. Negli Anni Ottanta, infatti, i temi dell’Ambiente ancora non toccavano in modo effettivo l’opinione pubblica e le questioni sulla Sostenibilità si trovavano agli albori. 

La sperimentazione e la ricerca per arrivare ai nuovi prodotti sono state lunghe e costose, con investimenti realizzati senza la prospettiva di un rientro a breve, grazie alle risorse provenienti dalle canoniche attività delle aziende di famiglia. 
Ha acutamente scritto Marco Panara nel proprio saggio: “per più di vent’anni le proteine vegetali sono andate avanti sulle spalle dell’attività delle carni”. 
Questa peculiare sinergia tra Tradizione e Innovazione, con l’impresa legata alla prima che ha alimentato la crescita dell’azienda frutto della seconda, rappresenta il tratto più caratteristico e interessante di questa vicenda. 

Ha detto Fulvio Camilli, Direttore Generale di Kioene: 
“La filosofia che ha portato la Kioene coniuga passato e futuro e il rispetto per la Terra che sta alla base delle nostre scelte. I nostri miniburger agli spinaci devono sapere di spinaci perché sono fatti di spinaci, non scimmiottare il gusto, la consistenza, il colore della carne. Per questo parliamo di ricette pulite”. 

Tra i prodotti più legati alla nostra storia e quelli maggiormente proiettati al futuro non deve esistere un rapporto di esclusione e antagonismo, ma piuttosto una virtuosa relazione sinergica. 

Significative, ancora una volta, le parole di Fulvio Camilli: 
“Crediamo sia importante essere consumatori consapevoli e la consapevolezza sta crescendo, soprattutto tra i giovani ma non solo. Si può continuare a mangiare la carne, magari riducendone il consumo e scegliendola di qualità e non derivante da allevamenti intensivi. Anche in azienda proponiamo percorsi di educazione per crescere tutti nella capacità di scelta e nella riduzione dello spreco del cibo. Tutti possono essere artefici del futuro proprio e di quello degli altri”. 

Marco Panara, nel proprio saggio, parte dal caso dell’azienda padovana per fare anche riflessioni a largo raggio, sulle questioni attinenti all’alimentazione nel mondo: 
“Cibo ce n’è per tutti anche se ancora oggi 800 milioni di persone soffrono la fame e 2,3 miliardi sono in condizioni di insicurezza alimentare; dobbiamo sprecarne meno e sapere che il ritmo che ha portato le 70 milioni di tonnellate di carne prodotte nel 1970 alle 337 di oggi (70 di carni bovine 115 di carni suine, 150 di pollame) non è sostenibile dal pianeta ed è dannoso per la nostra salute. Ci vogliono 260 milioni di tonnellate di proteine vegetali per produrne 110 di proteine animali inclusi uova, latte e derivati. Le monoculture di cereali per alimentare gli animali spingono alla deforestazione. Non si tratta di diventare tutti vegetariani, ma di equilibrare le nostre diete”. 

Kioene oggi si presenta come "lo specialista in ricette a base di verdure e proteine plant based" e opera in posizione di leadership nel mercato dei burger a base di proteine vegetali. 
Ma questa dinamica e avanzata realtà imprenditoriale non avrebbe mai potuto nascere e svilupparsi, senza il supporto economico ed organizzativo da parte delle attività più tradizionali della famiglia Tonazzo. 
Possiamo dire, in qualche modo, che gli odierni mini burger vegetali di Kioene, a base di spinaci o zucca e carote, derivano dai gustosi tagli di carne del bisnonno Vittorio sul suo banco di macelleria, sotto un porticato di Villanova di Camposampiero. 

La vicenda della famiglia Tonazzo è emblematica di una peculiare forma di Coopetition, della quale ci si augura che si vedano moltiplicare i casi, nei più diversi campi dell’Impresa. È fondamentale, soprattutto in un sistema Paese come quello italiano, che le aziende più consolidate alimentino e favoriscano la crescita di realtà maggiormente avanzate. 
Perché Tradizione e Innovazione non sono concetti in antitesi tra di loro, ma due facce della stessa medaglia: quella di un Paese con una Storia di Eccellenze e un Futuro di Progresso.