Develoopments / Le Ballerine di Peron Shoes, per danzare con AI e Blockchain

Taccuino di Alberto Improda sull'Innovazione per la Sostenibilità

09/07/2024

Develoopments / Le Ballerine di Peron Shoes, per danzare con AI e Blockchain

Peron Shoes nasce nel 1973, nello storico distretto calzaturiero della Riviera del Brenta, dalla passione e dall’impegno di Armando Masenadore e Romana Peron. 
Le vicende dell’azienda posso essere considerate una paradigmatica cartina al tornasole, a dimostrazione di quanto le nostre PMI siano in grado di evolvere con tempestività e adattarsi brillantemente allo spirito dei tempi. 

L’impresa, nella sua prima fase, si è dedicata con successo alla produzione di scarpe comfort di alta fascia, che hanno incontrato il favore dei consumatori soprattutto in Nord Europa e in particolare in Germania, Olanda e Belgio. 
Poi, quando a fine Anni Novanta il mercato di queste calzature è entrato in crisi, Peron Shoes ha avviato, forte del proprio prezioso know-how, varie collaborazioni con case di moda, giungendo gradualmente a interrompere la produzione a marchio proprio. 
Si è trattato di una scelta indovinata: il fatturato per conto terzi è diventato sempre più importante e l’azienda è arrivata a partecipare a numerose sfilate ogni anno, tra Londra, Milano e Parigi. 

All’alba del nuovo secolo, con il vento della Sostenibilità che montava e si avvertiva in modo sempre più nitido, Peron Shoes avviava una nuova avventura imprenditoriale, facendo leva sulle proprie capacità di Innovazione e lanciando il brand Amarossa. 
Amarossa, come recita il sito aziendale, ha costituito “la prima scarpa ecosostenibile ed ecologica, a impatto ambientale zero: riciclabile, compostabile e biodegradabile in ogni sua parte”. 
Ogni modello, una volta giunto a fine vita, viene completamente disassemblato, rigenerato e nuovamente immesso in ciclo, in modo da evitare la dispersione dei materiali utilizzati. 

L’impresa, oltre a utilizzare materiali completamente riciclabili, green ed ecosostenibili, ha sviluppato una specifica tecnica, che consente di disassemblare la scarpa ed escluderne l’ingresso nel ciclo dei rifiuti.
I prodotti che rientrano in azienda vedono le varie componenti seguire sorti diverse: le suole sono macinate e mandate al suolificio, che le utilizza nella mescola per nuovi modelli; la tomaia viene consegnata a un’impresa di compostaggio, che la trasforma in terriccio; la parte morbida, composta da lana, torna filato pronto per essere nuovamente usato. 

Oggi l’Intelligenza Artificiale ci pone dinanzi a sfide di epocale portata, delle quali per qualche verso ancora fatichiamo ad immaginare le implicazioni e i confini. 
Inoltre abbiamo a disposizione la Blockchain, una tecnologia estremamente avanzata, sotto certi aspetti controversa, ma certamente molto challenging. 

Peron Shoes, in collaborazione con EZ Lab, proprio combinando Intelligenza Artificiale e Blockchain ha dato vita a un progetto riassumibile con l’espressione “First handmade shoe designed by AI”. 
L’azienda, in buona sostanza, propone – come incipit della nuova avventura – delle ballerine di alta qualità e realizzate artigianalmente, con un design generato dall’Intelligenza Artificiale, programmata per identificare i più attuali trend di mercato e suggerire i modelli di maggiore successo. 

Le calzature presentano all’interno della suola un tag NFC, che permette al consumatore di accedere al Climate Digital Product Passport, ovvero un passaporto digitale con informazioni dettagliate sui materiali utilizzati, sul processo di produzione e sulla storia dell’azienda. 
Il tag NFC è poi connesso a un NFT Non Fungible Token, che funge da gemello digitale per ciascun paio di calzature e ne garantisce l’unicità. 
La Blockchain, inoltre, consente un tracciamento del prodotto in ogni fase della produzione, con una certificazione oggettiva, verificabile e immutabile. 
La fabbrica, infatti, è stata oggetto di un attento progetto di tokenizzazione: mediante l’installazione di sensori strategici lungo i punti chiave della produzione, ogni fase del processo viene registrata su Blockchain attraverso la piattaforma Made in Block.  

Alberto Masenadore, Manager di Peron Shoes, ha affermato: “Queste ballerine rappresentano il primo frutto di una nuova linea di scarpe disegnate dall’intelligenza artificiale per il nostro brand Via della Paglia. Le nostre creazioni solcano i Red Carpet di eventi glamour in tutto il mondo, indossate da star internazionali della musica, del cinema e da personalità reali. Con il supporto di EZ Lab, abbiamo voluto sfruttare l’AI per ottenere preziose informazioni sui desideri dei clienti, sperimentare nuovi design e ottimizzare costi e processi produttivi”.  

Massimo Morbiato, CEO e Fondatore di EZ Lab, ha commentato: “Il Climate Digital Product Passport è uno strumento rivoluzionario, destinato a diventare obbligatorio nell’Unione Europea, che trasformerà la comunicazione e la fiducia tra brand e consumatore. La nostra missione è sostenere le aziende del Made in Italy nel loro percorso di innovazione digitale. Le nostre soluzioni contribuiscono a migliorare la tracciabilità dei prodotti, a contrastare il greenwashing e a promuovere la trasparenza e la sostenibilità della filiera. Il progetto realizzato con Peron Shoes rappresenta la prima scarpa artigianale al mondo a coniugare così strettamente l’alta artigianalità con le più innovative tecnologie digitali.” 

Peron Shoes ha insomma avuto una grande capacità di evolvere nel tempo, dalle scarpe confort di alta fascia degli Anni Settanta alla produzione per i grandi brand di fine Novecento, dai prodotti sostenibili a marchio Amarossa di inizio secolo alla prima calzatura disegnata dall’AI dei nostri giorni. 
A dimostrazione di come le Nuove Tecnologie e il Paradigma della Sostenibilità, per le PMI, da un lato rappresentino senz’altro sfide estremamente impegnative, ma dall’altro lato dischiudano nuovi orizzonti e inedite opportunità.