La Proteomica è la disciplina biologica che studia le proteine cellulari su larga scala, esaminando quali, quante e in che tempi esse vengono espresse da una cellula o da un organismo sottoposti a un determinato stimolo.
La Microfluidica è la scienza dei sistemi che processano o manipolano piccole quantità di liquidi utilizzando canali di dimensioni minuscole, usualmente di decine o centinaia di micrometri.
Massimo Alberti, nato ad Ascoli Piceno e laureatosi in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano, giunto a Singapore nel 2014 come Research Fellow e Scientist presso l’Agenzia per la Scienza, Tecnologia e Ricerca, ha sviluppato e brevettato tecnologie organ-on-chip.
L’Ingegnere marchigiano, trapiantato in Oriente, ha quindi lanciato il progetto imprenditoriale di Revivo BioSystems, startup tecnologica specializzata nella combinazione di Microfluidica e Proteomica per creare dispositivi organ-on-chip che riproducono tessuti umani in laboratorio.
L’azienda si pone l’obiettivo di utilizzare come laboratorio per la sperimentazione le colture di cellule che vengono alimentate non da tessuti di animali, ma da un sistema che simula il flusso sanguigno, come alternativa alla sperimentazione animale.
Il sistema consente la ricostruzione innovativa di modelli in vitro più realistici di quelli realizzabili in base al preesistente stato dell’arte, maggiormente utili per fare test preclinici in laboratorio di prodotti cosmetici, nutraceutici e farmaceutici, prima dell’immissione sul mercato.
Si tratta di una soluzione che ambisce a ridurre l’uso degli animali nella sperimentazione, fenomeno fortunatamente già in fase di decremento: secondo i dati della Fondazione Veronesi, nel periodo 2010-2015, l’impiego degli animali in Italia risulta passato da 777.731 a 586.699.
Ma il progetto di Revivo BioSystems mira anche e soprattutto a migliorare l’efficienza e l’accuratezza dei test preclinici, con i conseguenti benefici per l’industria cosmetica, nutraceutica e farmaceutica.
L’azienda ha realizzato una piattaforma per generare modelli in vitro di tessuto umano in 4d, modelli di pelle umana realistici in grado di investigare le reazioni a prodotti farmaceutici, cosmetici e ad altre molecole a cui viene esposto il corpo umano, evitando effetti avversi.
Parliamo di una iniziativa di estrema importanza e lungimiranza, basti pensare che, come noto, attualmente molti farmaci vengono ritirati dal commercio per gravi effetti indesiderati e non diagnosticati precedentemente su animali.
Massimo Alberti ha dichiarato che “a livello preclinico, in genere vengono effettuati degli studi su animali e colture cellulari tradizionali. Noi invece usiamo colture cellulari avanzate che riproducono tessuti umani. Abbiamo modelli per studi di anti-invecchiamento, di rigenerazione, di assorbimento e di condizioni mediche".
Siamo di fronte a un caso di Innovazione che guarda alla Sostenibilità davvero nella sua accezione più ampia, abbracciandone tanto gli aspetti economici quanto gli impatti ambientali e le ricadute sociali.
Il fondatore e amministratore delegato della startup, infatti, ha affermato anche: “la nostra è soprattutto una missione etica e di conseguenza può avere anche un impatto sociale. Chiaramente dietro c'è tanta ricerca".
Le prospettive di sviluppo di Revivo BioSystems sono estremamente significative e l’azienda è pienamente consapevole delle sue potenzialità.
“La pelle è solo l'inizio. Quello che possiamo fare con la pelle, possiamo farlo con qualsiasi altro tessuto che rappresenta una barriera dove avviene l'azione del farmaco. Le opportunità che offre il prodotto sono davvero ricche”, ha detto ancora l’ingegnere marchigiano.
Massimo Alberti ha di recente raggiunto un traguardo estremamente significativo e assolutamente prestigioso.
Il 23 aprile 2024, nel corso della Conferenza Nazionale degli Addetti Scientifici e Spaziali e degli Esperti Agricoli a Torino, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, gli ha consegnato il premio “L’innovazione che parla italiano”, riservato alle Startup Tecnologiche che operano all’estero e fondate da cittadini italiani.
Vale la pena di sottolineare, per enfatizzare l’importanza del riconoscimento, che nella circostanza il premio è stato assegnato per la prima volta a uno startupper italiano radicatosi in Asia.
E in effetti l’Innovazione per la Sostenibilità di Revivo BioSystems appare davvero rimarchevole, alleviando le sofferenze degli Animali e contribuendo al benessere delle Persone, aumentando la sicurezza e l’efficacia di Farmaci e Cosmetici.