Le iniziative in direzione della Sostenibilità da parte delle case automobilistiche più tradizionali hanno una particolare importanza, anche a livello simbolico e culturale.
Gli stabilimenti di produzione di autovetture, infatti, nella seconda metà del Novecento hanno rappresentato la “fabbrica” per antonomasia e sono state dei veri e propri catalizzatori di confronti politici e fenomeni sociali.
In queste nostre note vogliamo mettere la lente di ingrandimento su Stellantis, erede della tradizione FIAT, e sui suoi progetti nell’area di Mirafiori, a Torino.
Non c’è bisogno di sottolineare l’importanza che la FIAT ha avuto per decenni nella vita del nostro Paese.
Gianni Agnelli, vera e propria icona di un pezzo della storia d’Italia, ha detto: “La FIAT ha un peso nell’economia e nella società italiana che non si può combinare con uno schieramento politico”; “Ciò che va bene per la FIAT, va bene per l’Italia”, frase poi parzialmente smentita nel corso di un’intervista televisiva e rettificata in “Quello che è male per Torino è sempre male per l’Italia”.
L’area torinese di Mirafiori, a sua volta, ha una forte carica evocativa.
Lo stabilimento di Mirafiori è stato per FIAT un emblema di modernità, innovazione e crescita, autentico simbolo di Torino – in Italia e nel Mondo - quale città industriale per eccellenza.
La struttura, progettata nella seconda metà degli Anni Trenta dal Servizio Costruzioni FIAT, diretto da Vittorio Donadè Bottino, presenta per l’epoca numeri da primato: 100 ettari, 3 milioni di metri cubi di volumi edificati, 22.000 operai; i diversi reparti collegati da 6 km di gallerie sotterranee, che durante la guerra servono da rifugio antiaereo per circa 11.000 persone; in superficie una pista di prova e 11 km di binari ferroviari.
Inaugurato, ancora incompiuto, da Benito Mussolini nel 1939, lo stabilimento per la sua importanza strategica nella produzione di guerra e per la sua rilevanza nell’economia nazionale durante la Seconda Guerra Mondiale diventa obiettivo costante dei bombardamenti degli Alleati, che lo colpiscono sette volte, tra il 1940 e il 1944.
Denso di significati, dunque, è il fatto che Stellantis abbia deciso di realizzare il proprio Hub per l’Economia Circolare proprio nell’area di Mirafiori.
La promozione di un modello di business sostenibile rappresenta per il Gruppo un pilastro fondamentale nella sua strategia di decarbonizzazione, con l’ambizioso obiettivo di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2038.
La struttura permetterà il recupero di componenti altrimenti destinati alla discarica e si svilupperà su un’area industriale inutilizzata di circa 55.000 metri quadrati.
L’iniziativa è finalizzata a implementare la strategia delle 4 Erre: Reman/Rigenerare, Repair/Riparare, Reuse/Riutilizzare, Recycle/Riciclare.
L’impianto, in questa prospettiva, opererà lungo tre direttrici principali: la rigenerazione di componenti (Reman), il ricondizionamento di veicoli (Repair e Remain), lo smontaggio di veicoli a fine ciclo di vita, per il recupero di componenti originali in buone condizioni (Reuse) e di materiali destinati al riciclo (Recycle).
Ha detto Adriano Fabrizi, responsabile del nuovo Hub di Circular Economy, frutto della collaborazione tra Stellantis, Regione Piemonte e Comune di Torino: «Stiamo lavorando per la creazione delle aree che accoglieranno le persone e i processi dedicati al prolungamento della vita utile dei componenti delle vetture offrendo una nuova gamma di ricambi sostenibili, minimizzando il consumo di materie prime e lo spreco di risorse».
Nella struttura verranno depositati e selezionati, spiega il manager, «i componenti delle vetture provenienti dalla rete di assistenza e che saranno successivamente rigenerati partendo in una prima fase da motori e cambi. Le batterie giunte a fine vita, invece, saranno smontate per recuperare i componenti da reimmettere nel settore dei ricambi usati per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo aziendale di azzeramento delle emissioni nette di CO2 entro il 2038».
Stellantis con l’Hub per la Circular Economy di Mirafiori compie un ulteriore passo in avanti nell’attuazione del piano strategico Dare Forward 2023 e si pone l’obiettivo di generare entro il 2030 oltre 2 miliardi di euro di ricavi, quadruplicando quelli derivanti dall’estensione della vita utile di componenti e incrementando di dieci volte, rispetto al 2021, quelli ottenuti dal riciclo.
L’impegno di Stellantis per la Sostenibilità, la vocazione di Torino per l’Automotive, il destino di Mirafiori verso l’Innovazione: per citare Carlo Levi, “Il Futuro ha un cuore antico”.