Develoopments / Velasca e Candiani: il Denim tra Passato e Futuro

Taccuino di Alberto Improda sull'Innovazione per la Sostenibilità

15/05/2024

Develoopments / Velasca e Candiani: il Denim tra Passato e Futuro

Candiani Denim è un’azienda di famiglia, fondata nel 1938, che ha creato tessuti dai quali sostanzialmente è nato il settore del denim premium
Oggi l’impresa, con sede a Robecchetto con Induno, gode di fama internazionale e fornisce alcuni dei brand di moda più famosi al mondo. 

Il gruppo guarda al denim del futuro come a un materiale rigenerato e rigenerativo, ponendosi l’obiettivo di renderlo sempre più ecologico e sostenibile. 
Candiani Denim, tra l’altro, è titolare del brevetto e del marchio Coreva, che identificano il primo e unico tessuto denim stretch biodegradabile e compostabile presente sul mercato. 

Velasca è un brand di calzature e abbigliamento artigianali, fondato nel 2013 da due giovani milanesi, Enrico Casati e Jacopo Sebastio
L’azienda si pone la mission di portare nel mondo la bellezza e l’unicità del know how italiano, proponendo prodotti di alta qualità e fattura artigianale, però a prezzi sostenibili. 
Il progetto fa perno su un innovativo modello di vendita diretta, dagli artigiani ai clienti senza intermediazione, con un meccanismo di omnicanalità tra vendite via e-commerce e in negozio. 

Le due imprese, così diverse per storia ed età, ma accomunate dalla medesima passione per l’Innovazione, la Qualità e la Sostenibilità, hanno dato vita a una prima collezione denim creata in collaborazione
La collezione incarna in maniera esemplare l’essenza dei due brand e lo spirito del migliore Made in Italy, traducendoli in prodotti eleganti, comodi e durevoli. 

Ogni capo della collezione riflette l'attenzione al dettaglio, la passione per l'eccellenza e il rispetto per l'ambiente che sono alla base della filosofia di entrambi i brand. 
I nomi scelti per i prodotti della collezione richiamano la storia del denim, a conferma di quanto il progetto risulti denso di significati profondi e sia ritenuto una pietra di miliare importanza nel percorso delle aziende protagoniste. 

In primo luogo, c’è la giacca overshirt “Camalli”, vale a dire i caricatori delle navi che per primi hanno indossato la tela blu, che vede il denim incontrare la tradizione vintage americana, con le mostrine e i tasconi a toppa, dallo spiccato carattere ancestrale. 
In secondo luogo, abbiamo la camicia “Robecchetto”, che prende la denominazione dal Comune di origine di Candiani, nella magnifica cornice del Parco del Ticino, ed è ispirata alle divise da lavoro del primo Novecento, in denim perché più durevoli e resistenti. 
In terzo luogo, il pantalone chino “Chieri”, dalla cittadina situata tra il Piemonte e la Liguria, dove inizia la storia del tessuto jeans; un capo che riprende le linee classiche del pantalone sartoriale e presenta dettagli di grande leganza, come il taschino porta orologio e la abbottonatura sostenuta da una prolunga. 

“La nostra collaborazione con Candiani rappresenta un viaggio creativo che esplora l’identità italiana attraverso il tessuto denim. Come due brand che abbracciano l’eccellenza italiana, siamo entusiasti di dare vita a una collezione che non solo celebra il nostro patrimonio comune, ma che pone anche l’accento sulla sostenibilità e la qualità dei nostri prodotti”, dicono Enrico Casati e Jacopo Sebastio

“La collaborazione con Velasca nasce perché ci si piace e perché condividiamo moltissimi valori e la passione per il prodotto Made in Italy. Mi sono proposto io stesso dall’inizio per sviluppare dei capi in denim che potessero accompagnare la calzatura. Credo che Velasca abbia un’incredibile cura del prodotto e di chi lo realizza e che il valore del dettaglio sia un valore veramente italiano e apprezzato in tutto il mondo”, aggiunge Alberto Candiani

Nel processo di transizione che caratterizza questi anni, in Economia e non soltanto, si assiste a un grande processo di selezione, anche tra le Imprese. 
Ha detto Charles Darwin: “Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare e a improvvisare con più efficacia”. 

Dal punto di vista dell’attitudine all’improvvisazione le nostre imprese non temono confronti: la loro velocità di reazione alle sollecitazioni e le loro capacità di adattamento ai cambiamenti sono proverbiali. 
Meno brillanti risultano le aziende italiane nel fare squadra: l’individualismo, per motivi di natura storica, rappresenta un tratto caratteristico della nostra cultura e si riversa lungo tutto lo Stivale anche sul modo di fare impresa. 

I progetti che si basano su forme di collaborazione tra diversi soggetti imprenditoriali, come quello di Velasca e Candiani Denim, sono dunque da salutare con particolare favore e soddisfazione. 
Soprattutto quando, come nel caso di specie, sono realizzati all’insegna dell’Innovazione, della Qualità e della Sostenibilità.