Il progetto La cultura che cura, ideato dall’associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, è diventato un marchio registrato e procede nella sua II edizione con nuovi percorsi di inclusione coinvolgendo il territorio della Regione Piemonte. In particolare prosegue il segmento dedicato alle Donne Exempla con la sperimentazione del gioco di ruolo, con la sua valenza di strumento di crescita culturale e sociale.
La prossima sperimentazione avrà luogo giovedì 15 maggio alle ore 17.00 a Torino presso il Villino Caprifoglio, sede di 1 Caffè Onlus, in Viale Medaglie d’Oro 88. La sessione del gioco sarà guidata da narratori esperti. Nell’occasione, dopo una breve introduzione e sperimentazione del gioco, ai partecipanti verrà chiesto un feedback attraverso la compilazione di un breve questionario.
La cultura che cura: costruire una Casa della Cultura Inclusiva è il titolo per esteso del progetto con il quale l’associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza nel 2023 ha vinto il bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione con la Regione Piemonte Art. 4 per il Finanziamento di progetti di rilevanza regionale promossi da organizzazioni di volontariato. Il progetto nella sua completezza è diventato un marchio registrato: un brand da condividere per offrire, a titolo gratuito o a pagamento, guida e collaborazioni ad altri enti del terzo settore e/o Istituzioni, previa convenzione da stipulare tra le parti.
La Casa della Cultura Inclusiva è stata realizzata sul territorio della Regione Piemonte ed è diventata uno strumento strategico per coinvolgere persone con fragilità materiali e spirituali e per realizzare in modo circolare e condiviso alcuni dei 17 obiettivi e dei 169 sotto-obiettivi di sviluppo sostenibile declinati nell’Agenda 2030 dell’ONU: 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; 4. Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti; 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze; 10. Ridurre le diseguaglianze.
Il progetto ha attivato una rete di luoghi fisici e virtuali sul territorio regionale in cui far confluire, grazie alla coprogettazione e alla collaborazione con Enti e Associazioni culturali aderenti, idee sinergiche, condivise e condivisibili per realizzare percorsi di avvicinamento alla cultura e creare benessere e inclusione, rivolgendosi a studenti, giovani, famiglie con bambini, anziani, persone e famiglie fragili, in difficoltà economica-sociale-fisica.
È stata creata una piattaforma dotata di intelligenza artificiale – www.culturachecura.it – che mappa e mette a sistema le opportunità culturali presenti sul territorio della Regione Piemonte, oltre che mappare le gratuità già calendarizzate. La cultura diventa così accessibile a tutte le categorie, soprattutto quelle fragili e può diventare supporto medico e di benessere come da indicazioni non solo dell’Agenda ONU 2030, ma anche dell’OMS.
La piattaforma, con il patrocinio della Commissione Regionale Pari Opportunità (CRPO), ha messo a sistema molti luoghi che producono “cultura”: teatri (Teatro Stabile di Torino, Teatro Erba, Torino spettacoli, Fondazione Cirko Vertigo, Fondazione Teatro Ragazzi), musei (Fondazione Torino Musei, Fondazione Abbonamento Musei per Torino e regione, Museo Egizio, MAO Museo di Arte Orientale, Museo del Cioccolato, Museo Nazionale della Montagna), cinema (Aiace, Cine-Teatro Baretti, Museo del Cinema), camminate nel verde verso luoghi di cultura (Pro Natura, Associazioni Ambientali, Aree Archeologiche del Piemonte).
Inoltre, ha avuto un ruolo importante la Fondazione Università Collegio Einaudi che ha messo in risalto il ruolo dei benefattori che favoriscono l’accesso allo studio e alla cultura, permettendo l’approfondimento sulle donne exempla come esempio di aiuto per il riscatto sociale e fisico delle donne attraverso la cultura e la lotta per l’accesso all’istruzione.
Si è utilizzata la logica del Biglietto Sospeso, mutuata dal Caffè Sospeso, che ha radici antiche di inclusività sociale, per mettere in rete tutti quei luoghi di cultura che si sono aperti alla cittadinanza fragile. Il biglietto sospeso permette una circolarità virtuosa del denaro tra chi dona il biglietto sospeso e chi lo riceve per una maggior fruizione della cultura a favore del benessere psico-fisico e dell’inclusione.
Il Dona ora attivo sulla piattaforma permette a sua volta, con una piccola donazione, di far circolare la cultura come motore di inclusione e condivisione, seguendo le direttive europee e lo slogan: “la cultura è fonte di benessere e salute per tutti”. L’incontro tra luoghi di cultura e le categorie di fragilità è avvenuta, sulla piattaforma, attraverso l’attivazione di mediatori culturali scelti tra associazioni sociosanitarie del Terzo settore, le ASL, i servizi sociali. Si è attivato l’uso dei social per implementare il “dona ora” e il “biglietto sospeso”.
Alcune azioni concrete hanno permesso di comunicare lo spirito del progetto a vari utenti e cittadini. In particolare, sono stati realizzati il gioco di ruolo analogico Donne Exempla, per sottolineare il potenziale trasformativo del gioco come strumento psicologico e relazionale da sperimentare nelle scuole secondarie superiori, nelle università e in ogni contesto nel quale possa apportare beneficio, e il Premio di solidarietà della cultura “Donne Exempla” annuale, a favore di quelle donne che combattono per il diritto all’istruzione e l’accesso alla cultura.