C'è un appuntamento che ogni anno misura il polso della transizione ecologica italiana, raccogliendo le esperienze più avanzate di enti pubblici e imprese private nel percorso verso un'economia circolare. Si tratta del Premio di Eccellenza Nazionale "Verso un'economia circolare", giunto nel 2025 alla sua nona edizione e promosso da Fondazione Cogeme ETS, Kyoto Club e Circularity, tre realtà che da anni lavorano per accelerare questo cambiamento culturale e produttivo nel Paese.
La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì 13 presso l'Auditorium BTL – Banca del Territorio Lombardo di Brescia, una città che non è una cornice casuale: Brescia è da tempo laboratorio vivace di sostenibilità industriale e civica. Il premio si articola in due sezioni principali — Enti Locali e Mondo dell'Impresa — e quest'anno ha distribuito riconoscimenti anche grazie al contributo di Confagricoltura, Confapi e Confartigianato Brescia, che hanno assegnato premi speciali per agricoltura, PMI e artigianato.
Padova guida le città: un contratto col clima
Nella sezione Enti Locali, il premio è andato al Comune di Padova con il progetto "Padova 2030, Climate City Contract", che si configura come una strategia integrata di decarbonizzazione sviluppata attraverso un processo strutturato di governance multilivello e un intenso coinvolgimento degli stakeholder territoriali.
Non si tratta di un piano velleitario: il documento è stato presentato alla Commissione Europea nel 2024 e approvato nel 2025, e definisce azioni misurabili, finanziate e monitorabili, orientate alla neutralità climatica. La giuria ha sottolineato in particolare il suo alto potenziale replicativo: Padova non vuole essere un caso isolato, ma un modello per le città italiane che cercano una bussola concreta per la transizione ecologica urbana.
Una menzione speciale nella stessa categoria è andata al Comune di Livorno con il progetto "Livorno Simbiosi", che introduce un modello evoluto di scambio e valorizzazione dei flussi tra imprese all'interno del distretto industriale cittadino, con una mappatura sistematica di acqua, energia e materiali, avviando un percorso di simbiosi industriale capace di ridurre costi e consumi, favorire nuove opportunità di collaborazione tra aziende e generare benefici ambientali concreti. Un approccio pubblico-privato con forte vocazione sistemica, che dimostra come la circolarità possa diventare politica industriale locale.
Mozziconi di sigaretta, una seconda vita: RE-CIG
Nel panorama delle imprese con fatturato fino a 30 milioni, il premio è andato a una realtà che affronta uno dei rifiuti più sottovalutati eppure capillari della nostra quotidianità. RE-CIG SRL si distingue per un approccio pionieristico alla gestione dei mozziconi di sigaretta: il progetto, sviluppato a partire dal 2016 in sinergia con l'Università di Trento, mette in rete oltre 5.000 Smoker Point su scala nazionale e utilizza un impianto brevettato, operativo dal 2019, in grado di recuperare la componente plastica filtrante.
Decine di amministrazioni pubbliche e centinaia di aziende private hanno già aderito al sistema, che è ormai pienamente scalabile. Un caso esemplare di come l'innovazione tecnologica, unita a una visione di filiera, possa trasformare un problema capillare in una risorsa. Non di meno, l'impatto culturale del progetto — che educa milioni di fumatori a una gestione consapevole del rifiuto — è tutt'altro che secondario.
RAEE e metalli preziosi: l'impianto di Valdarno Ambiente firmato IREN
Nella categoria delle grandi imprese (fatturato oltre i 30 milioni), la giuria ha premiato IREN SpA per un impianto che unisce alta tecnologia, sostenibilità e valore economico. Il progetto Valdarno Ambiente, operativo dal 2025, introduce un sistema innovativo per il recupero dei metalli preziosi contenuti nei RAEE, combinando trattamenti meccanici e processi idrometallurgici a ridotto impatto ambientale. La tracciabilità tramite blockchain, l'elevatissima purezza dei metalli recuperati — oltre il 99,9% — e la possibilità di alimentare filiere ad alto valore aggiunto, dalla moda alla gioielleria, rendono questo impianto un esempio concreto di economia circolare industriale.
È uno di quei progetti che mostrano in modo tangibile come la circolarità non sia solo un dovere ambientale, ma una leva competitiva: recuperare oro, argento e platino dai nostri rifiuti elettronici, con standard di purezza da raffineria, è un'operazione industriale, non un gesto simbolico.
Dai campi al tessuto: le menzioni che raccontano l'Italia circolare
Il Premio Confagricoltura Brescia è andato alla Società Agricola Caruna, premiata per una serie di interventi tecnici che migliorano significativamente la sostenibilità delle attività aziendali, tra cui un impianto di biometano con riduzione delle emissioni superiore all'80%, sistemi avanzati di trattamento dei reflui e programmi formativi rivolti a dipendenti e operatori. Un percorso che dimostra come anche le realtà agricole storiche possano integrare la transizione ecologica con efficacia e profondità.
Il Premio Confapi Brescia, dedicato alle PMI, è andato invece a CORERTEX, consorzio pratese che riunisce oggi 28 aziende impegnate nella valorizzazione delle fibre post-consumo e nella tracciabilità dei processi, creando una filiera territoriale avanzata nel settore del recupero e riciclo dei materiali tessili. Il distretto di Prato — storico cuore del tessile italiano — si conferma così all'avanguardia nella circolarità del settore moda, uno dei più sfidanti dal punto di vista degli scarti.
Infine, Confartigianato ha scelto MAARMO SRL per un progetto di eco-design che sorprende: "UBRIAACO", il primo termoarredo olfattivo, valorizza scarti vitivinicoli e lapidei trasformandoli in un prodotto innovativo e multisensoriale, unendo estetica, funzionalità e riuso intelligente delle risorse territoriali. Creatività e circolarità, a dimostrazione che anche l'artigianato italiano può essere avanguardia verde.
Un premio che guarda al sistema
Quello che emerge dalla nona edizione non è solo un catalogo di buone pratiche: è una lettura trasversale del paese che cambia. Dal Piano europeo di una città del Nord-Est alla simbiosi industriale di un porto tirrenico, dai mozziconi di sigaretta ai RAEE, dai reflui agricoli alle fibre di lana rigenerata, il premio racconta un'Italia che sa fare circolarità a tutti i livelli — istituzionale, industriale, artigianale, agricolo.
Al fianco dei promotori — Fondazione Cogeme ETS, Kyoto Club e Circularity — hanno collaborato l'Università degli Studi di Brescia e l'Università Cattolica del Sacro Cuore, mentre il sostegno è arrivato dalla Camera di Commercio di Brescia, da Confapi, Confagricoltura, Confartigianato e da BTL – Banca del Territorio Lombardo. Un ecosistema di attori che, anno dopo anno, contribuisce a dare visibilità e legittimità a chi sceglie di costruire il futuro con ciò che già esiste.