Economia circolare in Italia, investimenti raddoppiano e il risparmio è di 18 miliardi

di Giovanni Franchini

19/11/2025

Economia circolare in Italia, investimenti raddoppiano e il risparmio è di 18 miliardi
L’economia circolare italiana archivia il periodo "burrascoso" di incertezza normativa degli anni precedenti e segna un "sostanziale rasserenamento" del quadro complessivo e un "rinnovato slancio" verso la circolarità nel 2025. È questa la principale sintesi che emerge dal Circular Economy Report 2025, a cura del Politecnico di MIlano, che ha analizzato un campione di 320 imprese operanti in dieci settori produttivi. 

La rinnovata spinta arriva sia dal fronte europeo – con la Commissione Von Der Leyen che ha identificato la circolarità come pilastro fondamentale della strategia comunitaria per la competitività e la decarbonizzazione e l’obiettivo di incrementare il tasso di utilizzo di materiali circolari al 24% entro il 2030 – sia da quello nazionale, grazie all’aggiornamento della Strategia italiana sull’Economia Circolare e ai Progetti Faro del PNRR, che vedono allocati quasi 400 milioni e mezzo di euro su un totale di 600 milioni.
Economia circolare in Italia, investimenti raddoppiano e il risparmio è di 18 miliardi

Gli investimenti delle aziende

Il rapporto conferma l’ottimismo con dati incoraggianti: il grado di maturità media nell’adozione dell’economia circolare sale a 3,1 su 5, un incremento significativo rispetto al 2,2 registrato nell’anno precedente, segnalando un consolidamento progressivo delle pratiche. Inoltre, la quota di imprese "scettiche" è diminuita, attestandosi al 31% del campione, mentre la percentuale di aziende intenzionate a introdurre pratiche circolari è cresciuta di circa dieci punti percentuali tra il 2024 e il 2025.

Un segnale particolarmente forte di questa ripartenza è dato dagli investimenti: il confronto con il 2024 evidenzia un netto cambio di rotta. Se prima quasi la metà delle imprese investiva meno di 50.000 €, nel 2025 si è registrato un raddoppio degli investimenti di livello intermedio (50.000–150.000 €), che ora rappresentano il 43% delle spese totali. Parallelamente, la misurazione delle performance circolari si sta diffondendo in modo significativo, con la quota di imprese che monitora la propria circolarità che balza dall’8% (2024) al 30% (2025).
Economia circolare in Italia, investimenti raddoppiano e il risparmio è di 18 miliardi

100 Miliardi ancora da raggiungere

Nonostante l’accelerazione, il Rapporto lancia un monito sulla distanza che separa l’Italia dal suo pieno potenziale. L’economia circolare genera oggi un risparmio economico di oltre 18,3 miliardi di euro/anno, ma questo rappresenta solo il 15% del potenziale totale di 119 miliardi di euro stimato al 2030. Per colmare il divario, gli investimenti dovrebbero essere quasi 10 volte superiori a quelli attuali.
Economia circolare in Italia, investimenti raddoppiano e il risparmio è di 18 miliardi

I consumatori

Sul fronte dei consumatori, il 60% degli italiani dichiara di conoscere il tema, ma l'effettiva comprensione della circolarità è spesso ridotta al solo riciclo e al recupero energetico, trascurando pratiche più sistemiche come la riprogettazione o la condivisione.

Solo il 46% dei cittadini opta per forme di consumo circolare (usato, ricondizionato, noleggio o sharing), con i giovani (18-34 anni) che mostrano la maggiore propensione a sperimentare queste nuove modalità di acquisto.
Il Report include anche due nuovi approfondimenti cruciali: uno sul ciclo biologico – con focus sulla bioeconomia, le bioraffinerie e le sfide ancora aperte della bonifica dei suoli – e uno sul panorama delle startup italiane, dove il venture capital emerge come fonte di finanziamento dominante.

In sintesi, nel 2025 l'economia circolare italiana si trova in una "fase di transizione e consolidamento". Il sistema produttivo sta compiendo passi concreti, come evidenziato dall'aumento del livello di maturità e dal raddoppio degli investimenti intermedi.

Tuttavia, per raggiungere il pieno potenziale economico e ambientale stimato al 2030, è necessaria una massiccia accelerazione degli investimenti, che dovrebbero essere quasi dieci volte superiori a quelli attuali. Questo è il momento in cui i semi piantati (normative, progetti faro) iniziano a germogliare (aumento di maturità e misurazione), ma la crescita deve diventare esponenziale per colmare l'ampio divario esistente.