"Essere Pollenzo": il primo Rapporto di sostenibilità di UNISG

di Claudia Ceccarelli

19/10/2019

"Essere Pollenzo": il primo Rapporto di sostenibilità di UNISG
“Volevamo realizzare un’accademia gastronomica equiparata alle altre accademie - racconta Carlo Petrini -, come ad esempio l’Accademia delle belle arti. Creare una dimensione universitaria senza essere università, con lo stesso valore, ma senza il suo formalismo. Poi ci è stata consigliata la formula dell’università privata. Il primo anno avevamo sessanta studenti. Era il 2004”.

A 15 anni dalla sua fondazione, l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo presenta “Essere Pollenzo – UNISG la forza del sistema”, il suo primo Rapporto di sostenibilità, redatto con la collaborazione di Aida Partners. Un momento di bilancio della propria attività ed una fotografia di quello che è oggi: un’Università che ambisce a diventare “riferimento del green e circular food nel mondo”. 

“La sostenibilità è un pilastro della nostra missione - ha sottolineato il rettore dell’Ateneo Andrea Pieroni, nel corso della presentazione del report -. Una missione che è declinata verso l’analisi, lo studio e la ricerca del cibo, definito attraverso la trasformazione socioeconomica, l’ammodernamento culturale e la valorizzazione delle differenze di forme di vita e cultura”.

Il punto di partenza – e anche quello di arrivo – sono le persone, il loro senso di appartenenza ad un ambiente che rappresenta qualcosa di più di una semplice Università. In mezzo l’analisi di quello che Pollenzo fa oggi in termini di gestione sostenibile. Un impegno, una assunzione di responsabilità che prende la forma di una puntuale rendicontazione delle attività della Università, come espressione di trasparenza verso tutti coloro che credono nel modello UNISG e nella sua funzione di apripista. Pollenzo è difatti il primo ateneo italiano a dotarsi di questo strumento.

“Abbiamo agito su vari livelli, studiando a fondo l’identità dell’Ateneo – ha spiegato Riccardo Taverna, Direttore Economia Civile & Sostenibilità di Aida Partners –. Siamo partiti dall’analisi dei processi per identificare degli indicatori di prestazione significativi per la gestione (KPI). Questo processo, che ha visto il coinvolgimento di gran parte dei portatori di interesse, si svilupperà sempre più ampiamente nel corso dei prossimi anni”. Perché la sostenibilità è una meta che si sposta sempre più avanti, un traguardo complesso fatto di tanti obiettivi da conseguire.  
 
Questo primo Rapporto di sostenibilità ha permesso a UNISG di valutare la propria azione alla luce degli SDG (Sustainables Development Goals), per verificare che la sua offerta didattica incide a 360° su tutti gli obiettivi individuati dall’ONU. 
Il tema della sostenibilità rappresenta il filo rosso che unisce i diversi insegnamenti impartiti nei corsi triennali, specialistici, di master e dottorato. 
A corollario dell’azione culturale, UNISG porta avanti azioni concrete per fare della teoria una pratica quotidiana condivisa dalla comunità universitaria, in particolare sul fronte della sostenibilità ambientale:

- gestione dei rifiuti: le nuove politiche promuovono e valorizzano la raccolta differenziata attraverso una puntuale riorganizzazione degli spazi e l’implementazione di una nuova strategia di comunicazione rivolta all’intera comunità.

- riduzione della produzione di rifiuti: in particolare all’interno delle Tavole Accademiche. Il servizio di ristorazione è stato sviluppato nell’ottica della riduzione dello spreco alimentare, implementando e migliorando il servizio di prenotazione anticipata dei pranzi. Inoltre, parte dell’approvvigionamento delle materie prime delle Tavole è prodotto all’interno del campus universitario, nell’Orto didattico, delineando una catena di produzione veramente a “km 0”.

- consumo di plastiche: l’Ateneo ha voluto rafforzare la sua attività rivolta alla riduzione del consumo di plastiche partendo dall’abbandono dell’utilizzo di stoviglie e posate monouso tranne che per gli eventi dove vengono utilizzate stoviglie biodegradabili e compostabili. Inoltre, sono poi stati installati nelle aree ristoro appositi distributori d’acqua gratuita creando una solida alternativa al consumo di acqua in bottiglia. 

 
A Pollenzo trovano poi una concreta applicazione, l’SDG numero 4 e l’SDG numero 10: fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e ridurre le disuguaglianze, promuovendo il diritto allo studio per tutti gli studenti meritevoli. Su questo l’Ateneo ha investito quasi 9 milioni di euro e dal 2004 ad oggi 260 alunni hanno usufruito delle borse di studio, praticamente uno su dieci. Merito soprattutto del network dei sostenitori, dal momento che i contributi del MIUR sono pari al 2% del totale.  
 
Dalla sua fondazione ad oggi, Pollenzo ha formato oltre 2.500 gastronomi provenienti da 92 diversi paesi: figure professionali che possono operare ai massimi livelli nei settori del cibo, in tutta la sua filiera, dalla produzione alla distribuzione, dalle imprese alle istituzioni. E che sono molto ricercate, se a un anno dalla laurea il 76,9% dei laureati è occupato in attività lavorative retribuite, e il 38,5% è impegnato in lavori all’estero. Pollenzo è un’Università internazionale: lo è perché la metà dei suoi studenti è d’origine straniera, perché molti suoi laureati lavorano all’estero, e perché la dimensione del viaggio costituisce uno dei tratti fondanti della sua offerta formativa.

Sono stati ben 1400 i viaggi didattici organizzati dal 2004 al 2018 in 57 Paesi del mondo, andando a costituire il 25% delle ore di didattica totale per la laurea triennale (90 giorni in tre anni) e il 30% per i Master (28 giorni in un anno). Esperienze che hanno creato più di 12300 contatti fra produttori, istituzioni, ristoratori, docenti e associazioni e collaborazioni con 90 università in 38 Paesi. 
 
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