#ExPost / Anche la Design Week è circolare.

a cura di Studio Legale Improda e Italia Circolare (di Elena Sacchelli)

20/04/2024

#ExPost / Anche la Design Week è circolare.

Riduzione, riutilizzo e riciclo. Ecco le tre R che stanno caratterizzando la Design Week di Milano.

Perché l’economia circolare è l’unico futuro possibile anche nel mondo del design e dell’arredamento. Ecco alcuni dei progetti che ci hanno colpito di più.
 
#ExPost / Anche la Design Week è circolare.

Dare nuova vita ai rifiuti e trasformarli in risorsa: il caso IQOS

Si chiama REC - Riciclo per Economia Circolare - il progetto di riciclo di Philip Morris Italia totalmente dedicato al (vendutissimo) dispositivo a tabacco riscaldato IQOS. Lo scopo è quello di riciclare entro la fine dell'anno fino a 500mila rifiuti di IQOS e Lil, con un obiettivo di recupero in media di oltre l’80% delle materie prime presenti nei device, tra cui materiali plastici e metallici, magneti, batterie agli ioni di litio e circuiti. Gli IQOS users che visiteranno la Lounge potranno contribuire all’obiettivo di REC scegliendo di lasciare i propri dispositivi che non usano più, affinché possano esserne recuperate le materie prime, trasformando così i rifiuti in risorsa, in un’ottica di circolarità. E poi c’è la rigenerazione, Oltre alla presentazione di REC, la visione di Philip Morris si arricchisce con l’attivazione di IQOS Refreshed, iniziativa che ha l’obiettivo di dare una seconda vita ai dispositivi riducendo drasticamente il volume dei rifiuti.
 
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La ricetta della felicità parte dal riso

Eni in partnership con INTERNI ha presentato SunRICE, la ricetta della felicità: un progetto ideato per condividere i temi posti alla base delle economie trasformative con quelli legati al benessere e la salute. Il progetto si è sviluppato presso l'Orto Botanico di Brera, nato dalla collaborazione con Niko Romito e realizzato su progetto di CRA - Carlo Ratti Associati e Italo Rota. Un vero e proprio percorso esperienziale il cui grande narratore è il riso che diventa un mezzo per parlare della felicità del mangiare bene effettuando nuove e insolite scoperte all’insegna dell’economia circolare. Partendo dalla pianta del riso, sarà possibile infatti osservare la trasformazione del chicco in alimento, diventando poi l'ingrediente di una ricetta ideata del rinomato chef Niko Romito. In seguito, si potrà vedere come gli scarti della lavorazione possono diventare materia prima seconda per il mondo delle costruzioni, grazie al contributo della società Ricehouse. Un'ultima trasformazione chiude il cerchio: il materiale di cui è composta l’installazione torna alla terra in qualità di pacciamatura per terreni da coltivazione o per favorire la crescita di nuove piante.

 
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Un incontro circolare tra il design e l'artigianato Made in Italy

Erker Studio oltre ad aver rinnovato il suo concept, alla Milano Design Week ha presentato un’esposizione di pezzi unici realizzati in collaborazione con gli artigiani italiani di Senamarmi. Nati attraverso il riutilizzo degli scarti derivanti dalla lavorazione del marmo, mediante un processo di upcycling che vede l’impiego sia dei tagli di avanzo delle lastre stesse, sia del “fango” prodotto dall’acqua in fase di taglio, sono stati creati elementi unici, ciascuno diverso dall’altro, disegnati da Erker Studio e portati alla luce dalle sapienti mani degli artigiani italiani di Senamarmi. L’eternità circolare e materica del marmo riscopre così la sua vocazione naturale: la bellezza.
 
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Il consumo annuo di prodotti di una famiglia media diventa un'installazione

“I am what I throw away” è la geniale installazione immersiva dedicata alla sostenibilità che NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, e AMSA, società del Gruppo A2A, hanno proposto per la Design Week all’interno della mostra-evento INTERNI Cross Vision per il Fuori Salone.
Un progetto a cura di Italo Rota con il coinvolgimento degli studenti dell’Area Design dell’Accademia, che introduce all’uso consapevole e creativo dei materiali di recupero. 

Ispirata alle Living structures del designer americano Ken Isaacs, il progetto “I am what I throw away” riprende il concetto di matrice in architettura con l’utilizzo di materiali di recupero. Coniugando tradizione artigianale e sperimentazione industriale l'installazione ha il merito di rendere visibili e comprensibili l’etica della circolarità dei processi e i risultati virtuosi della raccolta differenziata. Elementi comuni diffusi, come un tavolo o una sedia, diventano progettazioni esemplificative delle conseguenze del consumo, mentre i profili in stampa 3D da filo riciclato rendono protagonisti i lavoratori silenziosi che popolano le metropoli del mondo. Un’architettura composta da vari elementi che rappresentano il consumo annuo di prodotti da parte di un nucleo abitativo medio. Una seduta a doppio trono, che attraversa in altezza l’installazione rappresentativa dei contenitori di plastica, un tavolo in alluminio riciclato rimanda invece al numero di lattine. Pannelli in legno ricomposto, un banner di copertura in PVC ricavato da striscioni di laurea degli studenti NABA e alcuni poster restituiscono una mappa visiva per comunicare in chiave estetica il messaggio dell’importanza dell’economia circolare e della sostenibilità, ormai imprescindibili nella società contemporanea.