La larva essiccata del tenebrione mugnaio, la locusta migratoria (2021) e recentemente la farina di grillo e i vermi della farina minore, congelati, in pasta, essiccati oppure in polvere (gennaio 2023). Classificati nel 2018 come "novel food", prodotti che non hanno una storia di consumo in Europa, gli insetti sono stati riconosciuti dall’UE come alimenti che si possono commercializzare, previa autorizzazione. Attualmente sono state avanzate richieste relative ad altri otto tipi di insetti.
L’entomofagia, ovvero il consumo alimentare di insetti, è una delle diverse strade che la FAO ha individuato per affrontare il contrasto alla fame a fronte della crescita demografica stimata. Si tratta infatti di una pratica alimentare attualmente diffusa presso circa 2 miliardi di persone nel mondo, in particolare in Asia, Australia, Africa e America centrale. Secondo stime recenti, sono circa 2111 le specie di insetti consumati a tutti i vari stadi di crescita (uova, larve, crisalidi e adulti) e la maggior parte di questi viene raccolta in natura.
Il programma FAO “Edible Insects” si concentra sulla sostenibilità degli insetti come fonte proteica, sottolineando come il fattore di conversione alimentare sia molto positivo: l'allevamento di insetti costa poco sul piano dei consumi ambientali, soprattutto idrici; dell’insetto è edibile la gran parte, senza troppi scarti; mentre i prodotti finali che si ricavano presentano un elevato tenore nutrizionale.
Tuttavia, la strada non è così semplice e lineare. Posto che la possibilità di consumare insetti non comporta l’obbligo di farlo, la questione cruciale risiede nell’obbligo, quello sì, di dichiarare sempre la loro presenza negli alimenti che li contengono.
L’approvazione Ue alla commercializzazione e al consumo di questi tipi di insetti giunge infatti dopo la pronuncia positiva dell’EFSA, l’Agenzia europea della sicurezza alimentare, che, insieme al via libera, ha però sottolineato anche i rischi connessi al loro consumo. Rischi che non sono trascurabili, soprattutto per i bambini e i ragazzi.
Circa le larve di Alphitobius diaperinus in polvere, per esempio, il parere scientifico riporta che gli integratori alimentari che le contengono "non dovrebbero essere assunti da persone di età inferiore a 18 anni, ed è pertanto opportuno prevedere un requisito in materia di etichettatura al fine di informare adeguatamente i consumatori al riguardo".
Ma anche per gli altri insetti autorizzati si evidenziano degli effetti non desiderati: il loro consumo può infatti causare reazioni di varia entità nelle persone allergiche ai crostacei e, soprattutto, agli acari della polvere. Un'allergia molto diffusa, a leggere i dati di uno studio presentato nel corso dell’ultimo congresso della European Respiratory Society di Vienna, che ha rivelato come ne soffra il 57% degli Europei, anche se solo il 15% di questi arriva a una diagnosi.
Come ha spiegato il professor Agostino Macrì, già direttore del Dipartimento di Sanità Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità e consulente per la sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori, in una recente intervista circa la neo-introdotta farina di grillo, peraltro molto costosa (200 euro/Kg): “L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalla chitina, proteina contenuta nel carapace dei grilli che, nelle persone allergiche, può dare manifestazioni che vanno dal semplice eritema cutaneo allo shock anafilattico, come vale per molti altri prodotti (arachidi o crostacei ad esempio). Un uso prolungato e frequente, anche per chi non è allergico, potrebbe portare a una sensibilizzazione verso il prodotto."
Del resto, è lo stesso regolamento europeo a stabilire requisiti specifici di etichettatura circa l'allergenicità di questi prodotti. Come ha spiegato all’ANSA, la ricercatrice del Crea Laura Rossi: "Per i giovani, negli alimenti nuovi vale innanzitutto il principio di precauzione. Per quanto riguarda l'allergenicità i ragazzi possono essere maggiormente soggetti a queste problematiche, magari ancora senza saperlo".
Sulla trasparenza nell’impiego di insetti e derivati è molto netta la richiesta di Coldiretti che, in una nota, afferma la necessità non solo di etichette chiare sui prodotti che li prevedono, ma anche una informazione trasparente da parte dei bar e ristoranti che li utilizzano, allo scopo di tutelare la salute dei consumatori.
“Una misura per cercare di limitare i pericoli dopo il via libero dell’UE – sottolinea l’associazione – all’uso di larve del verme della farina minore, grillo domestico, larva gialla della farina e cavallette in una serie di alimenti come pane, panini, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei prodotti a base di pasta, pizza o cioccolato ma anche nei preparati a base di carne, di prodotti sostitutivi della carne e nelle minestre”.
Intanto, un sondaggio di Coldiretti/Ixè mette in evidenza come il 54% degli italiani sia decisamente contrario agli insetti a tavola (soltanto il 16% si dichiara a favore), mentre associazioni di consumatori come European Consumers hanno espresso la propria opposizione “alla distribuzione di cibi a base di insetti nelle mense scolastiche, per le quali si devono imporre cibi tradizionali e biologici proprio ai fini di tutela della salute dei minori”.