Food Sustainability Index: l'Italia e il contrasto allo spreco alimentare

di Andrea Begnini

26/01/2022


Il nuovo Food Sustainability Index (FSI), progetto sviluppato dall'Economist Impact e da Fondazione Barilla, analizza il cibo in tre aree: sfide nutrizionali, agricoltura sostenibile e lotta agli sprechi alimentari.
Ottima performance dell'Italia, che eccelle nel mondo in materia di lotta agli sprechi alimentari e alle perdite di cibo lungo la filiera produttiva.

Il FSI è un indice globale frutto di una partnership avviata nel 2016 tra Fondazione Barilla e The Economist (col suo hub di innovazione Economist Impact, prima Economist Intelligence Unit). La nuova edizione, la quarta del FSI, analizza il nesso cibo-salute-ambiente in 78 Paesi (che rappresentano oltre il 92% del PIL globale e oltre il 92% della popolazione mondiale) mediante 38 indicatori e 95 metriche individuali. Lo scopo dello studio è indagare la situazione attuale dei sistemi alimentari globali per evidenziarne le best practice e le aree di miglioramento, verso il raggiungimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati dall'Onu. Negli anni l'indice si è ampliato in termini di copertura geografica e di indicatori analizzati: rispetto al 2016 sono stati inclusi nell'analisi 53 Paesi in più e presi in considerazione 18 nuovi indicatori che toccano alcune delle questioni rilevanti, come la resilienza dei sistemi sanitari e il tema della mitigazione dei cambiamenti climatici.

Sui temi nutrizionali, in generale, appare forte l'impegno dell'Italia nel promuovere un'alimentazione sana e sostenibile, come dimostrano le tante iniziative e i programmi nazionali di sensibilizzazione oggi attivi o le frequenti campagne di sensibilizzazione su temi specifici del Ministero della Salute. In agricoltura sostenibile - e in particolare nell'ambito del consumo idrico - possiamo attenderci nei prossimi anni importanti miglioramenti. Come molti paesi del Mediterraneo, infatti, in Italia la “pressione sulle risorse di acqua di superficie e di falda per la produzione alimentare” è piuttosto alta; per questa ragione attualmente il nostro score appare abbastanza in linea con la media mondiale: 65,8 contro il punteggio medio di 70,3. Le politiche e iniziative in atto per promuovere l'irrigazione sostenibile, però, fanno ben sperare per il futuro, in linea anche con il recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che contiene una sezione dedicata alla Tutela del territorio e delle risorse idriche, nonché obiettivi specifici per l'efficienza delle risorse idriche nel settore agricolo. 

Nonostante lo spreco alimentare sia un grave problema globale, meno di un terzo (il 28%) dei Paesi analizzati dal FSI dimostra di possedere una strategia dedicata al tema. In questo ambito, i cinque Paesi con le migliori politiche in atto sono Francia, Italia, Stati Uniti, Germania e Argentina. A livello mondiale, le perdite di cibo tra i primi 19 classificati non superano il 3% della produzione alimentare totale, rispetto alla media generale del 6%. Anche i rifiuti alimentari domestici sono al di sotto della media (85 kg di cibo sprecato pro capite all'anno) in quasi 40 paesi del FSI. 

In tema di agricoltura sostenibile, il FSI dimostra che esistono ancora ampi margini di miglioramento: per esempio, meno del 50% di tutti i Paesi analizzati stanno inserendo il tema dei cambiamenti climatici nelle loro politiche. I Paesi con i risultati migliori in questo pilastro includono Finlandia, Estonia, Austria, Tanzania e Svezia. Infine, Giappone, Svezia, Danimarca, Francia e Cina sono i primi cinque Paesi con le migliori performance per l'area delle sfide nutrizionali, che include aspetti come la qualità della vita, le carenze di nutrienti, l'aspettativa di vita, la malnutrizione e la composizione della dieta.
 

Tag:  agricoltura sostenibileFondazione Barilla Center for Food & NutritionFood Sustainability Indexsostenibilitàspreco alimentare

Sigla.com - Internet Partner
Condividi linkedin share facebook share twitter share