Geckomile racconta la consegna come azione sempre più consapevole

di Danilo Battaglia

11/06/2026

Geckomile racconta la consegna come azione sempre più consapevole
Uno spin-off del Politecnico di Milano ha sviluppato una piattaforma che calcola in tempo reale le emissioni di ogni opzione di spedizione direttamente al checkout. I primi risultati: i punti di ritiro crescono del 30-40%.

Ogni giorno, nella sola città di Milano, circa 3.000 veicoli circolano per le strade impegnati nell'ultimo miglio delle consegne e-commerce. Furgoni che si fermano in doppia fila, scooter che accelerano tra i semafori, corrieri che suonano campanelli di appartamenti vuoti. È l'infrastruttura invisibile e inquinante che sostiene la nostra abitudine sempre più consolidata a comprare online.

Ogni prodotto non alimentare venduto online in Italia comporta la produzione di 898 grammi di CO₂. Moltiplicato per i volumi dell'e-commerce italiano — in costante crescita — il numero diventa rapidamente significativo. Eppure, fino a poco tempo fa, quando un consumatore arrivava al checkout e sceglieva come ricevere il proprio pacco, non aveva nessuno strumento per sapere quanto stava pesando sull'ambiente.

Geckomile ha deciso di cambiare questa cosa.

Il geco che si adatta

Geckomile è una startup innovativa e spin-off del Politecnico di Milano che introduce trasparenza nel mondo delle spedizioni e-commerce, aiutando consumatori e aziende a ridurre l'impatto ambientale della logistica.

Il nome non è casuale. "Abbiamo scelto il geco perché è un animale che trasmette simpatia e vicinanza, ma allo stesso tempo rappresenta valori molto coerenti con la nostra attività", spiegano i fondatori. "È discreto, non invasivo e legato all'equilibrio con l'ambiente. Inoltre il geco è un simbolo di flessibilità e adattabilità: cambia colore e si adatta ai diversi contesti, proprio come noi analizziamo e calcoliamo le emissioni delle varie modalità di consegna per individuare le soluzioni più efficienti e sostenibili."

La startup è guidata dal professor Riccardo Mangiaracina, dalla professoressa Angela Tumino e da Giovanni Papagno, amministratore delegato, nonché presidente di San Marino Mail Italia e Shipminds. Un team che unisce la solidità della ricerca accademica con l'esperienza operativa diretta nel settore logistico.

La CO₂ al checkout

Il meccanismo è semplice nell'interfaccia, sofisticato nel calcolo. La piattaforma analizza variabili come corriere, mezzo di trasporto e tipologia di consegna, consentendo agli utenti di confrontare direttamente, in fase di checkout, opzioni come consegna a domicilio, ritiro in negozio e punti PUDO (pick-up & drop-off), in base alle emissioni generate.

Dal sito e-commerce del venditore, Geckomile riceve solo le informazioni necessarie: chi è il merchant, dove si trova la sua logistica, il peso del pacco e la destinazione della consegna. Il contenuto del pacco non è rilevante ai fini del calcolo. A partire da questi elementi, il sistema identifica il tragitto logistico e le diverse modalità di consegna disponibili.

Dal punto di vista tecnologico, la startup si integra con le soluzioni di Shipminds, realtà specializzata nell'analisi dei dati di spedizione, e si avvale del supporto di Teras per lo sviluppo della piattaforma.

La trasparenza funziona

Il dato più rilevante è comportamentale. Quando al momento del pagamento i consumatori vedono fianco a fianco le emissioni associate a ciascuna opzione di consegna, la scelta cambia: i ritiri presso locker e punti di prossimità crescono del 30-40%. Non è una promessa ambientalista: è una misurazione su dati reali, dai merchant già integrati sulla piattaforma.

Il meccanismo conferma quanto la ricerca comportamentale suggerisce da tempo: le persone non sono indifferenti all'impatto ambientale delle proprie scelte, ma spesso non hanno gli strumenti per valutarlo in tempo reale. Fornire quella informazione basta a spostare la bilancia.

Il trend, del resto, è confermato anche su scala più ampia: la rete PUDO in Italia registra un incremento del 18% su base annua, con i punti di ritiro e i locker che stanno riconfigurando la logistica dell'ultimo miglio, offrendo ai merchant una soluzione strutturale per contenere l'aumento dei costi operativi e migliorare i parametri di sostenibilità ESG. Geckomile agisce esattamente in questa direzione, accelerando una transizione già in corso.

Il doppio beneficio

L'obiettivo della startup è duplice: da un lato fornire ai consumatori uno strumento concreto per effettuare scelte più sostenibili, dall'altro supportare gli operatori dell'e-commerce nel percorso di riduzione delle emissioni e nel rafforzamento delle proprie strategie ESG.

Per i merchant, integrare Geckomile significa anche avere dati strutturati sulle emissioni Scope 3 legate alla logistica — uno degli asset più difficili da misurare e rendicontare nei bilanci di sostenibilità. "Vogliamo trasformare un gesto quotidiano come la scelta della consegna in un atto consapevole", dichiarano i fondatori. "Misurare la CO₂e significa poterla ridurre e migliorare davvero il futuro delle spedizioni, oltre che promuovere una crescita sostenibile dell'e-commerce."

L'ultimo miglio come scelta, non come destino

C'è qualcosa di apparentemente banale e invece molto significativo nell'idea alla base di Geckomile: che la sostenibilità della logistica non si costruisca solo ottimizzando flotte e magazzini, ma anche, e forse soprattutto , mettendo il consumatore nelle condizioni di scegliere bene.

In un settore dove le emissioni dell'ultimo miglio sono spesso invisibili e date per scontate, portare un numero concreto davanti agli occhi di chi compra è già un atto di trasparenza radicale. E i dati mostrano che quella trasparenza, quando c'è, funziona.