Genova vuole un nuovo impianto che trasforma plastica e carta in valore

11/02/2026

Genova vuole un  nuovo impianto che trasforma plastica e carta in valore

Genova sta compiendo un passo significativo verso un futuro più sostenibile e produttivo: la città ha presentato il progetto di un nuovo impianto di recupero della plastica e della carta che non vuole essere solo un maquillage tecnologico, ma una risposta concreta alla sfida dell'economia circolare.

A Palazzo Tursi, davanti alla Commissione Consiliare, l'Amministrazione comunale insieme ad AMIU Genova ha illustrato il piano di revamping e potenziamento dell'attuale sito di via Sardonella, con l'obiettivo di trasformare materiali di scarto in risorse valorizzate, riducendo sprechi e impatto ambientale.

L'idea è di demolire l'edificio esistente per costruire un nuovo impianto in grado di mantenere una capacità complessiva di 58.000 tonnellate l'anno, di cui quasi metà dedicate alla carta e l'altra metà alla plastica, ma soprattutto dotato di linee di selezione automatizzate e sistemi avanzati di pressatura. All'interno, la gestione dei materiali avverrà in spazi chiusi per minimizzare le emissioni e gli odori, mentre tecnologie come pannelli fotovoltaici da 130 kWp e il recupero delle acque meteoriche rendono l'intero sito più sostenibile e integrato nel territorio urbano.

Per l'assessora all'Ambiente Silvia Pericu si tratta di un salto di qualità, perché un impianto efficiente non solo aumenta la quantità di materiale recuperato, ma migliora la qualità del flusso di materia prima secondaria, rendendola più interessante per i mercati e contribuendo a trasformare ciò che prima era considerato "rifiuto" in un valore concreto per imprese e cittadini. Questo è particolarmente rilevante in una città dove la raccolta differenziata si attesta intorno al 53 % e cresce lentamente, ma dove la qualità del materiale raccolto può fare la differenza nella catena del riciclo.

Il progetto genovese si inserisce in un quadro nazionale di evoluzione dell'economia circolare che vede in Italia risultati e sfide da considerare. Secondo i dati più recenti, nel 2024 il Paese ha riciclato circa il 76,7 % degli imballaggi immessi al consumo, con plastiche che finalmente superano il 50 % di riciclo richiesto dalle normative europee e oltre 10 milioni di tonnellate di materiali che trovano una seconda vita grazie alla cooperazione fra istituzioni, imprese e cittadini.

Tuttavia, non basta aumentare i numeri assoluti: occorre lavorare su tecnologie sempre più sofisticate, sull'educazione ambientale e sulle filiere industriali che utilizzano materiali riciclati. In tutta Italia si moltiplicano gli esempi di impianti e iniziative che vanno in questa direzione, da nuovi siti di produzione di polimeri riciclati a macchine che trasformano fibre di carta in nuovi prodotti di alta qualità.

La sfida genovese, dunque, non è isolata: è parte di un movimento più ampio che vuole ripensare il ciclo dei materiali non come un problema da gestire, ma come un'opportunità da valorizzare. Un impianto più efficiente non è soltanto una questione tecnica, ma un simbolo di come città e comunità possano lavorare insieme per creare valore da ciò che una volta si gettava via. E in un contesto in cui economia circolare significa sostenibilità sociale, ambientale ed economica, iniziative come quella di Genova mostrano che trasformare l'ordinario in straordinario è possibile, se c'è visione, impegno e collaborazione.