Direttore Business Unit Retail del Gruppo Sogegross, Giovanni D’Alessandro è tra le figure più attente alla definizione del rapporto tra impresa del retail, comunità e sostenibilità: la promozione di consumi consapevoli, la valorizzazione di una filiera sostenibile, la riduzione di ogni forma di spreco alimentare, energetico e di packaging, l’utilizzo di materiali riciclabili e soluzioni di economia circolare insieme a progetti per favorire l’inclusione, la parità di genere e la valorizzazione delle persone.
Con lui parliamo del progetto Basko For Next Gen, il programma di sostenibilità integrata di Basko, pensato per unire le nuove generazioni e il territorio in un percorso comune di responsabilità, ascolto, innovazione sociale. Un progetto capace di creare valore condiviso con il territorio e la sua comunità.
Al centro azioni concrete a favore della sostenibilità ambientale, la prevenzione degli sprechi, la tutela del paesaggio e la sostenibilità sociale attraverso il sostegno a scuole, ospedali e associazioni sportive, iniziative di solidarietà per persone in condizioni di fragilità e la creazione di spazi di dialogo tra generazioni diverse per condividere esperienze e obiettivi comuni: “Ricordo una frase di Adriano Olivetti: Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. Basko For Next Gen è la concretizzazione di questo principio: trasformare l’utopia della sostenibilità in azioni reali, quotidiane e condivise creando una rete di ascolto e collaborazione dove azienda, cittadini e istituzioni lavorano per costruire insieme un futuro più equo, trasparente e rigenerativo. Piccoli progetti, significativi, concreti. Ascoltare è il nostro fattore competitivo più importante.”
Gen Z e nuovi comportamenti di consumo
Direttore D’Alessandro, partiamo dai dati “generazionali”: che ruolo ha oggi la Generazione Z nei consumi globali?
“Secondo il rapporto globale NielsenIQ – Spend Z (2025), la Gen Z rappresenta circa il 25% della popolazione mondiale, diventando la generazione più numerosa di sempre. Entro il 2030, il loro potere di spesa globale raggiungerà i 12 trilioni di dollari, superando quello delle generazioni precedenti. Tra i principali driver d’acquisto, i Gen Z sarebbero disposti a spendere fino al 10% in più per prodotti sostenibili e il 94% sarà fidelizzato verso brand trasparenti: un segnale forte, che racconta una generazione attenta al valore e all’etica”.
Emerge sempre più spesso il concetto di splurge. Cosa rappresenta oggi per i consumatori più giovani?
“Cito un atro report, il McKinsey State of the Consumer 2025. Il termine “splurge” indica quella parte di acquisti non strettamente necessari, ma considerati meritevoli poiché rappresentano un valore condiviso da chi acquista. È una scelta intenzionale, un investimento consapevole in qualcosa che “vale la spesa” rappresentato da prodotti bio, con un packaging ecosostenibile, la filiera corta certificata, la comunicazione di scelte etico-solidale. In sintesi, la sostenibilità è il nuovo driver dello splurge: i giovani pagano di più per un valore etico. Il valore simbolico è doppio: non solo possedere un prodotto di qualità, ma dimostrare anche un impegno concreto”.
Trasparenza e regole
Come può la grande distribuzione rispondere a questa richiesta di autenticità e trasparenza?
La trasparenza è un esercizio di verità che non possiamo tradire. La recente direttiva europea sui Green Claims è un’opportunità: trasformerà scaffali ed etichette, dove tutto sarà leggibile, dimostrato, certificato. Regole giuste e condivise definiscono una concorrenza sana e leale. Anche il nuovo regolamento sul packaging va in questa direzione: riduzione dei consumi di materia, recupero e rigenerazione di carta, plastica, alluminio e vetro”.