Giovanni D'Alessandro: "La distribuzione oggi deve prima di tutto generare fiducia, ascolto e responsabilità"

Intervista a cura di Paolo Marcesini

20/10/2025

Giovanni D'Alessandro: "La distribuzione oggi deve prima di tutto generare fiducia, ascolto e responsabilità"

Direttore Business Unit Retail del Gruppo Sogegross, Giovanni D’Alessandro è tra le figure più attente alla definizione del rapporto tra impresa del retail, comunità e sostenibilità: la promozione di consumi consapevoli, la valorizzazione di una filiera sostenibile, la riduzione di ogni forma di spreco alimentare, energetico e di packaging, l’utilizzo di materiali riciclabili e soluzioni di economia circolare insieme a progetti per favorire l’inclusione, la parità di genere e la valorizzazione delle persone.

Con lui parliamo del progetto Basko For Next Gen, il programma di sostenibilità integrata di Basko, pensato per unire le nuove generazioni e il territorio in un percorso comune di responsabilità, ascolto, innovazione sociale. Un progetto capace di creare valore condiviso con il territorio e la sua comunità.

Al centro azioni concrete a favore della sostenibilità ambientale, la prevenzione degli sprechi, la tutela del paesaggio e la sostenibilità sociale attraverso il sostegno a scuole, ospedali e associazioni sportive, iniziative di solidarietà per persone in condizioni di fragilità e la creazione di spazi di dialogo tra generazioni diverse per condividere esperienze e obiettivi comuni: “Ricordo una frase di Adriano Olivetti: Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. Basko For Next Gen è la concretizzazione di questo principio: trasformare l’utopia della sostenibilità in azioni reali, quotidiane e condivise creando una rete di ascolto e collaborazione dove azienda, cittadini e istituzioni lavorano per costruire insieme un futuro più equo, trasparente e rigenerativo. Piccoli progetti, significativi, concreti. Ascoltare è il nostro fattore competitivo più importante.”

Gen Z e nuovi comportamenti di consumo

Direttore D’Alessandro, partiamo dai dati “generazionali”: che ruolo ha oggi la Generazione Z nei consumi globali?

“Secondo il rapporto globale NielsenIQ – Spend Z (2025), la Gen Z rappresenta circa il 25% della popolazione mondiale, diventando la generazione più numerosa di sempre. Entro il 2030, il loro potere di spesa globale raggiungerà i 12 trilioni di dollari, superando quello delle generazioni precedenti. Tra i principali driver d’acquisto, i Gen Z sarebbero disposti a spendere fino al 10% in più per prodotti sostenibili e il 94% sarà fidelizzato verso brand trasparenti: un segnale forte, che racconta una generazione attenta al valore e all’etica”.

Emerge sempre più spesso il concetto di splurge. Cosa rappresenta oggi per i consumatori più giovani?
“Cito un atro report, il McKinsey State of the Consumer 2025. Il termine “splurge” indica quella parte di acquisti non strettamente necessari, ma considerati meritevoli poiché rappresentano un valore condiviso da chi acquista. È una scelta intenzionale, un investimento consapevole in qualcosa che “vale la spesa” rappresentato da prodotti bio, con un packaging ecosostenibile, la filiera corta certificata, la comunicazione di scelte etico-solidale. In sintesi, la sostenibilità è il nuovo driver dello splurge: i giovani pagano di più per un valore etico. Il valore simbolico è doppio: non solo possedere un prodotto di qualità, ma dimostrare anche un impegno concreto”.

Trasparenza e regole

Come può la grande distribuzione rispondere a questa richiesta di autenticità e trasparenza?

La trasparenza è un esercizio di verità che non possiamo tradire. La recente direttiva europea sui Green Claims è un’opportunità: trasformerà scaffali ed etichette, dove tutto sarà leggibile, dimostrato, certificato. Regole giuste e condivise definiscono una concorrenza sana e leale. Anche il nuovo regolamento sul packaging va in questa direzione: riduzione dei consumi di materia, recupero e rigenerazione di carta, plastica, alluminio e vetro”.

Giovanni D'Alessandro: "La distribuzione oggi deve prima di tutto generare fiducia, ascolto e responsabilità"

Economia circolare, legame con la comunità e responsabilità sociale

Quali sono oggi le priorità di Basko in tema di sostenibilità?

“L’economia circolare e la lotta allo spreco alimentare per noi sono sfide centrali. Abbiamo bisogno della ricerca, delle accademie e dell’innovazione. Dobbiamo tradurre obiettivi e fattori ESG di settore in una mappa condivisa, capace di ridurre la possibilità di errore. La distribuzione organizzata deve fissare obiettivi chiari e tradurli in azioni concrete. Le nuove normative e la crescente consapevolezza dei cittadini ci spingono a un cambiamento del modello tradizionale di vendita. La sostenibilità è ormai un modo di essere e lavorare, non una strategia”.

Basko ha sempre avuto un forte radicamento territoriale in Liguria. Come si traduce questo oggi?
“Basko nasce e cresce in Liguria, diventando parte integrante del tessuto sociale e culturale della regione. I punti vendita non sono solo negozi, ma luoghi di comunità dove cittadini, famiglie e imprese trovano servizi, prodotti locali e riferimenti concreti al territorio. Favoriamo attività di sostegno a scuole, ospedali e associazioni locali e abbiamo inserito nei nostri scaffali prodotti provenienti dai fornitori locali. Siamo consapevoli di essere la cerniera tra produzione e consumo, una cassa di risonanza per contenuti positivi. Abbiamo creato una community attiva attorno all’insegna, generando ascolto e interesse per i nostri contenuti. Un esempio concreto è Basko ama le spiagge, con un decalogo distribuito in tutti i punti vendita. Questo ascolto vogliamo trasformarlo in identità”.

Basko For Next Gen

“Basko For Next Gen” è uno dei vostri progetti più riconoscibili. Cosa rappresenta?

“È una piattaforma di marketing che riunisce tutte le attività concrete che Basko mette in campo per la comunità e i territori in cui opera. Un dialogo con i nostri clienti a sostegno di valori quali trasparenza su origini e qualità dei prodotti, consumi consapevoli, sostenibilità nutrizionale e confronto tra generazioni diverse. Ancora, Basko For Next Gen definisce la nostra responsabilità sociale verso la comunità a cui vogliamo restituire valore, attraverso il sostegno a scuole, ospedali, associazioni, fornitori locali e iniziative culturali o ambientali. Sosteniamo la ricerca scientifica e sanitaria con donazioni all’Ospedale Policlinico San Martino e all’Istituto Gaslini di Genova. Promuoviamo sport e cultura alimentare, organizziamo eventi come Basko Arena, e ci impegniamo nella tutela del paesaggio con il progetto Basko ama le spiagge e giornate di pulizia a Bogliasco e Genova Sturla. Inoltre, sviluppiamo un dialogo costruttivo tra generazioni”.

Perché insiste tanto sull’importanza del dialogo intergenerazionale?
“Favorire l’incontro tra generazioni significa unire esperienza, tradizione e innovazione, costruendo un ponte tra chi custodisce saperi e chi porta nuove idee. Significa costruire un futuro solido e condiviso”.

Lei parla spesso di ascolto come valore competitivo. In che senso?
“Ascoltare è il nostro primo passo. Ogni giorno ascoltiamo clienti, fornitori, collaboratori, territori. La distribuzione organizzata è nata per rispondere ai bisogni: oggi quei bisogni cambiano, quindi dobbiamo cambiare anche noi. E dobbiamo farlo insieme a tutti i nostri interlocutori. “Insieme” significa mappare bisogni, relazioni, persone, coesione. È il senso profondo della parola comunicazione. Parliamo di Sostenibilità Nutrizionale, perché il cibo deve fare bene a noi e al pianeta. Di Sostenibilità della Restituzione, perché dobbiamo restituire al territorio ciò che ci dà. Di Sostenibilità Educativa, perché i nostri punti vendita devono diventare teatri di buone pratiche. E di Sostenibilità delle Responsabilità, perché nuove regole e nuovi diritti richiedono nuovi doveri”.

Giovanni D'Alessandro: "La distribuzione oggi deve prima di tutto generare fiducia, ascolto e responsabilità"