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Chicago, la terza città più grande degli Stati Uniti, sta facendo grandi passi verso la sostenibilità. Dalle piste ciclabili "a basso stress", alle opere pubbliche alimentate al 100% da energia sostenibile, dai progetti di inclusione sociale con alloggi ecologici a basso prezzo, al wifi diffuso, fino alle Smart Street per debellare la sosta illegale attraverso il controllo digitale, aumentando la sicurezza per i pedoni. E gli obiettivi futuri sono sempre più ambiziosi.
Il pianeta è composto dal 70% di acqua, solo il 3% di questa è accessibile al consumo umano e il cambiamento climatico sta rendendo l'acqua dolce una risorsa sempre più scarsa. Intanto la nostra impronta idrica è di 130 miliardi di metri cubi l’anno, primi in Europa. Il Libro Bianco 2026 "Valore Acqua", presentato dalla Community Valore Acqua di TEHA Group, che riunisce i principali operatori che utilizzano e veicolano la risorsa acqua traccia la via da seguire: depurazione dei fanghi, bioraffinerie e maggiore consapevolezza culturale su una risorsa data per scontata ma che in realtà è sempre più scarsa.
Secondo il rapporto presentato all'ultima Cop30, la domanda globale di raffreddamento nelle città è destinato a triplicare entro il 2050 e le città sono al centro del problema. Le soluzioni sono diverse e alcune già largamente sperimentate, dal torrente restituito al centro di Seoul ai corridoi verdi di Medellín. Il vero collo di bottiglia è normativo e istituzionale: codici edilizi inadeguati, governance frammentata, finanziamenti insufficienti. Trattare il raffreddamento come infrastruttura pubblica essenziale è la condizione per uscire da una emergenza responsabile del più alto numero di morti dirette, superiore a inondazioni, uragani e siccità combinate.
Nel cammino verso un futuro sostenibile la comunicazione commerciale è importante per produrre informazione e consenso nei consumatori. Molto di più di rapporti statali e analisi internazionali. Come utilizzare il marketing per la sostenibilità.
Entro il 2025-2030, si stima che circa 630 milioni di persone vivranno in quasi 40 megalopoli in tutto il mondo. Lo scenario preoccupa per vari motivi: la sostenibilità, la qualità dei servizi e il benessere delle persone. Come fare in modo che la rapida urbanizzazione non si traduca in un'espansione urbana non pianificata che impedisca il necessario benessere ambientale e psicologico, indispensabile ai milioni di persone che vivranno in queste megalopoli? Lo abbiamo chiesto a Paolo Inghilleri, docente di Psicologia sociale e transculturale all’Università degli Studi di Milano e autore di "I luoghi che curano", che affronta proprio il tema degli effetti terapeutici dei luoghi, degli oggetti e della natura esistenti nell’ambiente in cui viviamo.