In Puglia esiste una regola. Si rinnovano i linguaggi, le espressioni, la tecnologia, ma il saper fare da queste parti è soprattutto una questione di rispetto della tradizione che si deve a chi c’era prima di noi e che deve essere tramandata a chi verrà dopo.
Essere un maestro significa essere un custode della memoria e un innovatore del ricordo, un artista con le mani di un artigiano. Spesso la differenza è sottile, spesso non c’è alcuna differenza.
Al fondo dell’espressione artistica c’è il senso profondo di gratitudine verso la bellezza che solo quella terra riesce a donarti.
L’arte in fondo è una categoria del pensiero che riflette la nostra identità. La comprendiamo solo se la riconosciamo e ci riconosciamo. L’arte è lo specchio della riconoscenza.
Per questo alcuni la chiamano “tradizione”.
Michele Carpignano è un maestro dell’arte figurativa. Al centro della sua espressione pittorica c’è la terra dove è nato e dove vive, a Palagianello, in provincia di Taranto. Dipinge da cinquant’anni il tempo che passa nel suo paesaggio. Questa è la sua arte, questo è il suo lavoro.
Non è nostalgia, ma consapevolezza profonda e talvolta gioiosa che quel tempo non potrà mai essere sorpassato dalla cronaca. Perché il paesaggio nei suoi quadri è storia, intimità, colore e poesia. Tu li guardi e sorridi.