Gli ulivi di Michele Carpignano. Santuari e sentinelle del nostro tempo incerto

di Paolo Marcesini

18/08/2023

Gli ulivi di Michele Carpignano. Santuari e sentinelle del nostro tempo incerto

In Puglia esiste una regola. Si rinnovano i linguaggi, le espressioni, la tecnologia, ma il saper fare da queste parti è soprattutto una questione di rispetto della tradizione che si deve a chi c’era prima di noi e che deve essere tramandata a chi verrà dopo. 

Essere un maestro significa essere un custode della memoria e un innovatore del ricordo, un artista con le mani di un artigiano. Spesso la differenza è sottile, spesso non c’è alcuna differenza. 
Al fondo dell’espressione artistica c’è il senso profondo di gratitudine verso la bellezza che solo quella terra riesce a donarti. 
L’arte in fondo è una categoria del pensiero che riflette la nostra identità. La comprendiamo solo se la riconosciamo e ci riconosciamo. L’arte è lo specchio della riconoscenza.
Per questo alcuni la chiamano “tradizione”.

Michele Carpignano è un maestro dell’arte figurativa. Al centro della sua espressione pittorica c’è la terra dove è nato e dove vive, a Palagianello, in provincia di Taranto. Dipinge da cinquant’anni il tempo che passa nel suo paesaggio. Questa è la sua arte, questo è il suo lavoro. 
Non è nostalgia, ma consapevolezza profonda e talvolta gioiosa che quel tempo non potrà mai essere sorpassato dalla cronaca. Perché il paesaggio nei suoi quadri è storia, intimità, colore e poesia. Tu li guardi e sorridi.
 
Gli ulivi di Michele Carpignano. Santuari e sentinelle del nostro tempo incerto

Dagli ulivi secolari, ai boschi tagliati dalla luce, dai giardini di Monet al lavoro nei campi raccontato dalle antiche costruzioni usate per far essiccare il raccolto, trovare riparo dal sole cocente, dormire quando il lavoro obbligava a restare fuori casa. 
Gli ulivi spesso sono protagonisti assoluti dei suoi dipinti. Diventano un santuario, un atto di devozione, scultura e archeologia arborea, testimonianza vivente di una bellezza centenaria che tutti i giorni deve combattere la fragilità del destino. 

Ricordo una visita di pochi anni fa. Eravamo nel pieno del disastro portato dalla xylella, quel maledetto batterio arrivato dall’altra parte del mondo che ha rischiato di devastare questi meravigliosi simboli della cultura e dell’economia di questa terra. 
Un agronomo alla fine di un convegno mi prese un braccio e con le lacrime agli occhi mi disse: se perdiamo queste piante perdiamo tutto.
Guardando gli ulivi dipinti da Carpignano ho ricordato quella mano che stringeva il mio braccio.
 
Gli ulivi di Michele Carpignano. Santuari e sentinelle del nostro tempo incerto

Gli ulivi da questa parti ti insegnano ad abbracciarli, raccontano da sempre la gioia e il dolore di vivere in una terra che tu, ospite, devi scoprire in punta di piedi. 
La verità in Puglia è discrezione e non solo descrizione. Vieni accolto come un vicino di casa, un ospite gradito che diventa parte della comunità. Ma lo devi fare in silenzio.

Non sono un critico d’arte. Mi occupo di sostenibilità. Eppure guardando quegli ulivi dipinti da Michele Carpignano capisci che l’urgenza che abbiamo di ritrovare l’equilibrio delle sue tre dimensioni, economica, sociale e ambientale, non è più rinviabile se non vogliamo sprecare l’occasione che ci è stata data di costruire il futuro. 

Gli ulivi sono testimoni e sentinelle severe del nostro tempo incerto.
Loro ci sono, siamo noi spesso gli assenti.
Michele Carpignano racconta la loro storia. Se li volete vedere li trovate al MUST di Lecce sino al 27 agosto.
 
Michele Carpignano, Terra mia, MUST Lecce, 18-27 agosto 2023.Michele Carpignano, Terra mia, MUST Lecce, 18-27 agosto 2023.