Global Water Expo di Ecomondo: l’economia circolare alla prova dell’acqua

di Claudia Ceccarelli

06/11/2019

Secondo i dati diffusi dallo GIEC (Gruppo Intergovernativo degli Esperti sul Cambiamento Climatico), i cambiamenti climatici stanno influendo molto pesantemente sulla disponibilità dell’acqua, una risorsa indispensabile per la vita e tutte le attività dell’uomo. All’aumento di un grado della temperatura terrestre corrisponde, infatti, secondo gli scienziati, una riduzione del 20% della disponibilità delle risorse idriche. Ciò significa che, in assenza di misure decise e risolutive, al 2030 la disponibilità di acqua potrebbe ridursi del 40% rispetto ad oggi
Valutata in prospettiva al 2050 questa situazione, aggravata da un costante aumento della domanda e dall’inquinamento delle forniture disponibili, significherebbe che oltre 5 miliardi di persone potrebbero avere problemi connessi alla carenza d’acqua ed alla sua scarsa qualità, con gravi ripercussioni in primo luogo sulla salute.

Al netto dell’annoso problema della dispersione delle condotte, il 70% degli attuali consumi idrici viene impiegato nelle attività agricole, il 20% nelle attività legate all’industria e il rimanente 10% viene utilizzato dalle famiglie. Negli ultimi cento anni, inoltre, la domanda globale di acqua è aumentata di sei volte e continua a crescere al ritmo dell’1% all’anno. 

Appare dunque evidente l’importanza che sempre più riveste una corretta utilizzazione e gestione di questa risorsa preziosa e insostituibile, legata com’è alla stessa possibilità della vita. È qui che l’economia circolare trova il proprio più impegnativo banco di prova. La raccolta e la restituzione dell’acqua impiegata nelle diverse filiere produttive, a partire da quelle dell’agroalimentare, opportunamente depurata e da destinarsi a tutti gli scopi compatibili con la sua qualità finale, costituisce forse uno degli obiettivi più ambiziosi della visione circolare della produzione. In questo ambito, la responsabilità è addirittura decisiva.

Per affrontare questa sfida cruciale, Ecomondo ha deciso da quest’anno di dare sempre maggiore spazio alle tematiche della gestione e valorizzazione sostenibile dell’acqua, con la sezione Global Water Expo, che occupa due padiglioni della fiera, una vera e propria vetrina dell’innovazione europea in tutte le fasi della filiera del servizio idrico integrato e ciclo delle acque.
 
Anche qui si tratta di avviare o consolidare processi virtuosi di uso della materia senza “consumarla”, ovvero rendendola disponibile anche per il futuro, e realizzare questo nuovo approccio alla produzione creando nuovi posti di lavoro e nuove occasioni di sviluppo per il Paese. 
A conti fatti, solo in Italia l’economia circolare applicata al settore idrico integrato - calcolando esclusivamente il riutilizzo della risorsa in agricoltura, che rappresenta il maggiore consumo - è in grado di fruttare già oggi, 777 milioni di euro di fatturato e circa 4000 posti di lavoro  (“Circular Economy in Italy”, Duccio Bianchi, Edizioni Ambiente). Ma ben più alte sono le potenzialità, se nel 2017 il Rapporto sullo sviluppo idrico delle Nazioni Unite è stato significativamente intitolato “Acque reflue: la risorsa non sfruttata”. 

A Ecomondo espongono aziende italiane ed europee che, proponendo soluzioni sempre più avanzate ed innovative,  si occupano di: impianti di trattamento e recupero delle acque; trattamento e riutilizzo delle acque reflue e piovane; trattamento e smaltimento dei fanghi di depurazione; progettazione e gestione impianti di depurazione urbana, agricola e industriale; processi, prodotti e impianti per il trattamento e la depurazione; trattamento acque di processo e di scarico industriale, canalizzazioni, tubazioni, valvole e raccordi, pozzetti, manufatti, pompe, turbine, inverter, controller; sistemi di monitoraggio ed efficientamento energetico; misuratori di portata; telecontrollo; case dell'acqua e potabilizzatori domestici.

Contemporaneamente un panel di incontri scientifici di altissimo profilo, messo a punto dal professor Francesco Fatone dell’Università Politecnica delle Marche, referente per l’area “acqua” nel Comitato Tecnico-Scientifico di Ecomondo, intende fornire occasioni di confronto e approfondimento intorno a tutte le principali tematiche legate al settore idrico. Il binomio acqua e agricoltura, quello acqua e salute, la gestione integrata di acque e rifiuti urbani nelle città (acqua e città), i temi della governance e della regolazione: questi i temi che vengono sviluppati nei diversi appuntamenti in programma, con un focus specifico sulle soluzioni digitali (acqua 4.0) atte a migliorare efficienza, pianificazione e gestione per una migliore sostenibilità economica ed ambientale.

Nell’ambito di Global Water Expo, è oggi in programma dalle 10 il convegno “Governance e regolamentazione delle prestazioni tecniche, ambientali ed economiche e la sostenibilità dei servizi idrici”, a cura del Comitato Scientifico di Ecomondo, per condurre un’analisi degli scenari italiani ed europei sul ruolo dei regolatori e l'impatto sulle prestazioni dei servizi idrici. 
Punta a individuare soluzioni digitali per l’ottimizzazione dei servizi idrici urbani il progetto europeo Digital Water City (DWC), che verrà presentato domani, giovedì 7 novembre, nell’ambito del convegno “Water and sanitation safety plans”, organizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e Utilitalia. Il progetto Digital Water City coinvolge cinque città europee: Parigi, Berlino, Copenhagen, Sofia e, per l’Italia, Milano.
Al tema della legislazione in materia di gestione sostenibile dei fanghi e valorizzazione nel trattamento delle acque reflue sarà invece dedicato l’incontro di domani dal titolo “Barriers and solutions for sustainable sludge management and valorization in wastewater treatment”.
 
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