Gomme piene... di vita

di Simona Giuliano

26/01/2024

Gomme piene... di vita

Quando si parla di pneumatici, occorre distinguere due categorie principali: le gomme pneumatiche (che hanno la camera d'aria) e le gomme piene superelastiche (che sono interamente costituite di gomma).

Gli pneumatici gonfiati ad aria sono composti da strati di mescola e strati di tele rivestiti di gomma e racchiusi all'interno di battistrada e fianchi.
Le gomme piene sono costituite esclusivamente da gomma, fatta eccezione per la zona del tallone, dove sono presenti i cavi d'acciaio per la tenuta della ruota sul cerchio. Per l'elevata capacità di deformarsi e poi ritornare nella forma originaria, le ruote piene sono molto usate nei carrelli elevatore, dove, anche grazie alla mancanza del rischio di foratura, permettono di sollevare pesi notevoli in maniera sicura

Entrambi i tipi di pneumatici, quando una volta giunti a fine utilizzo, diventano rifiuti e sono categorizzati sotto un unico codice CER, il 160103.

Succede però che, essendo le gomme piene diverse dagli pneumatici tradizionali, anche la gestione del loro fine vita debba essere differente da quello dei pneumatici tradizionali.

A dire il vero, fino a poco più di 10 anni fa, le gomme piene non solo non avevano una gestione del fine vita specifica, ma non ce l'avevano proprio e finivano in discarica!
Tutti gli impianti di trattamento si erano concentrati sulle gomme pneumatiche, che avevano numeri oltre 100 volte superiori di quelli delle gomme piene: d'altra parte, solo il 50% dei PFU era riciclato meccanicamente, mentre la restante parte era destinata a essere recuperata come energia in impianti ad hoc, principalmente cementifici. Il PFU è infatti caratterizzato da un potere calorifico pari a quello del carbone, ma con emissioni climalteranti nettamente inferiori.

In realtà, però, il riciclo delle gomme piene è un business molto interessante, non solo dal punto vista dell'impatto ambientale, ma anche economico. Il materiale di cui sono fatte le gomme piene è caucciù, molto più nobile della mescola di gomma e tela di cui sono fatte le altre gomme. 
La materia prima seconda che si ottiene da queste gomme, dunque, è molto più pregiata e può avere molte più applicazioni.

Nasce da questa intuizione il progetto della E-COVA, un' azienda di Casalmaggiore (CR) specializzata nella fornitura di gomme per carrelli elevatori, che ad un certo punto decide di ampliare in ottica circolare la propria gamma di servizi e brevetta l'unico impianto in Italia dedicato al riciclo delle gomme per carrelli elevatori.

Il macchinario è una specie di tornio che asporta la gomma dall'esterno verso l'interno, fino ad arrivare a vicino al tallone metallico. 
In un tempo che varia dai 3 ai 20 minuti, il macchinario recupera il 90% della gomma.

Il processo industriale di trattamento delle gomme piene fuori uso produce polverino e sfilacciato di gomma, materiali che trovano applicazioni in diversi settori.

Il Polverino è il materiale più fine derivato dalla lavorazione delle gomme piene da carrello elevatore. Il suo utilizzo principale lo ritroviamo nel settore edile, per creare pannelli isolanti. Un altro impiego in via di sviluppo è l'inserimento di una percentuale di polverino nelle mescole delle gomme nuove. 
Lo Sfilaccio ha una forma lunga e sottile; solitamente è utilizzato per creare pannelli isolanti per l'edilizia, tavole antivibrazioni per i binari ferroviari e pavimentazione antishock nei parchi giochi dei bambini. 

La Pacciamatura assomiglia molto alla corteccia che viene messa nelle aiuole come decorazione. In molti casi, soprattutto all'estero, ne ha addirittura preso il posto. E questo per diversi motivi: la gomma naturale non si sbriciola e soprattutto, non prende fuoco facilmente. Servono circa 300°C di calore per infiammare la gomma naturale. Inoltre, piante e cespugli sono al sicuro: infatti è stato verificato che la gomma, rispetto alla corteccia, impedisce la crescita delle "erbacce10 ton/giorno.

Il semilavorato prodotto dalla E-COVA viene venduto per il 70% all'estero e per il 30% in Italia: il mercato estero ha una richiesta maggiore perché lo studio delle applicazioni al momento è in una fase molto più avanzata.
Ma solo al momento.