Green Retail Lab: quando la sostenibilità entra nel punto vendita

di Davide Vivaldi

08/06/2026

Green Retail Lab: quando la sostenibilità entra nel punto vendita
Da laboratorio di idee a piattaforma permanente di confronto. La partnership tra Retail Institute Italy e Italia Circolare racconta l'evoluzione di un settore chiamato a ridefinire il proprio ruolo nella transizione ecologica.

C'è stato un tempo in cui la sostenibilità era considerata un tema collaterale per il retail. Un valore aggiunto, un elemento reputazionale, spesso confinato ai bilanci sociali o alle campagne di comunicazione.

Oggi non è più così.

La sostenibilità è diventata una variabile strategica che attraversa l'intera filiera: dalla progettazione dei prodotti alla logistica, dal packaging alla gestione dei punti vendita, fino al rapporto con i consumatori e con i territori.

I numeri lo confermano. L'80% degli italiani dichiara di essere disposto a pagare un sovrapprezzo per un prodotto davvero sostenibile, anche se la fiducia verso retailer e produttori è scesa al 68%, con un calo significativo rispetto al 2024: il consumatore è più informato e meno disposto a credere a dichiarazioni non supportate da azioni e dati verificabili. E ancora: quasi un italiano su quattro dichiara di acquistare meno prodotti nuovi, segnale di una trasformazione ormai strutturale nel modo in cui i consumatori si rapportano all'acquisto di beni.

Sul fronte delle imprese, circa il 45% delle aziende retail italiane ha già integrato soluzioni di intelligenza artificiale, e il 75% di quelle che l'hanno adottata ha registrato aumenti di produttività tra il 10% e il 15%.

È dentro questa trasformazione che si colloca il Green Retail Lab, il progetto promosso da Retail Institute Italy in collaborazione con Italia Circolare, che negli anni si è affermato come uno dei principali luoghi di confronto sulle sfide della sostenibilità nel commercio moderno.

La VII edizione: 9 giugno 2026, Torre PwC di Milano

La settima edizione si terrà il 9 giugno presso la Torre PwC in Piazza Tre Torri a Milano, dalle 9.30 alle 16.00, strutturata in due momenti: un convegno mattutino e workshop pomeridiani.

Il tema centrale è "Il Retail sostenibile che crea valore". Il consumatore tende a privilegiare brand i cui valori risultano in linea con i propri, instaurando un rapporto di identificazione con il marchio, ma sono sempre meno quelli disposti a pagare un premium price per prodotti più sostenibili. Il second-hand e il re-commerce stanno diventando fenomeni sempre più diffusi: oltre il 60% degli italiani partecipa attivamente al mercato dell'usato e numerose aziende sviluppano piattaforme di rivendita. Intervengono  Alberto Miraglia, Direttore generale di Retail Institute Italy, Luca Bonaccorsi (PwC Italia) con una riflessione sul Future of Food 2.0; Paolo Marcesini (Italia Circolare) interviene su Rallentare per poi accelerare; Marco Frey (Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) affronta il tema dell'economia circolare e dei modelli di consumo rigenerativi.

Sul piano delle esperienze aziendali, Giorgia Rizzo presenta il progetto Lidl contro lo spreco; Alfio Fontana (Humana People to People Italia) racconta come il retail possa generare cambiamento attraverso filiera circolare e store come spazi rigenerativi; Simona Gullace (RINA) affronta il tema della certificazione dello spreco alimentare.

Spazio poi a una round table sul packaging sostenibile con Gianluca Castellini (Smurfit Westrock Italia) e Andrea Campelli (Corepla), moderata da Paolo Marcesini. Seguono interventi su certificazione del packaging (Flavio Antonio Ceravolo, Università di Pavia), intelligenza artificiale e sostenibilità (Alessandro Broglia, Up2You), sostenibilità sociale nel retail (Clio Gressani, SDA Bocconi), sport e impatto sociale (Stefania Sacchi, Fondazione Decathlon) e il programma A Cup of Learning di Lavazza (Marco Barbieri).

Nel pomeriggio, dalle 14.30, quattro workshop paralleli: economia circolare e retail sostenibile (LIUC – Università Cattaneo); packaging sostenibile: strategie e innovazione; comunicare la sostenibilità come svolta competitiva; sostenibilità sociale e impatto sulla comunità (SDA Bocconi).

Il retail come infrastruttura sociale

L'aspetto più interessante del Green Retail Lab è forse il cambio di prospettiva che propone.

Per molto tempo il commercio è stato interpretato esclusivamente come un luogo di scambio economico. Oggi emerge invece una visione più complessa: il punto vendita come infrastruttura sociale, presidio territoriale e spazio capace di orientare comportamenti e modelli di consumo.

Le aziende della distribuzione moderna raggiungono ogni giorno milioni di cittadini. Possono influenzare le scelte di acquisto, favorire l'adozione di prodotti sostenibili, promuovere modelli di consumo responsabile e contribuire alla diffusione di pratiche circolari. L'Italia si riconferma il Paese più maturo d'Europa nella circolarità, un primato che il retail può contribuire a consolidare.

In questo senso il retail non è soltanto un settore economico. È uno degli attori più importanti della transizione ecologica.

Dalla sostenibilità alla circolarità

Uno degli elementi distintivi del Green Retail Lab è l'attenzione alla dimensione circolare della sostenibilità.

Non basta più ridurre gli impatti ambientali. Occorre ripensare prodotti, servizi e processi affinché materiali ed energia rimangano il più possibile all'interno dei cicli produttivi. Il retail circolare — che promuove il riutilizzo, la riparazione, il noleggio e la rivendita di prodotti usati — sta diventando una parte fondamentale della strategia aziendale.

La circolarità entra così nelle strategie di approvvigionamento, nella progettazione del packaging, nella logistica, nella gestione delle eccedenze alimentari e persino nell'organizzazione degli spazi commerciali. È una trasformazione che richiede nuove competenze, investimenti e capacità di collaborazione tra soggetti diversi. Ed è proprio questa funzione di connessione che il Green Retail Lab ha progressivamente assunto.

Un osservatorio sul futuro

Guardando alle diverse edizioni emerge un dato evidente: il Green Retail Lab ha saputo intercettare in anticipo molti dei temi che oggi dominano il dibattito europeo sulla sostenibilità.

Economia circolare, riduzione dello spreco, filiere resilienti, responsabilità sociale, innovazione nei consumi, misurazione degli impatti ESG non sono più argomenti di nicchia ma elementi strutturali delle strategie aziendali. Sempre più spesso, anche nel commercio organizzato la sostenibilità diventa un elemento strutturale della strategia aziendale, capace di orientare politiche di gestione del personale, modelli operativi e relazioni con i clienti. In questo la partnership tra Retail Institute Italy e Italia Circolare assume un valore che va oltre la singola manifestazione. Rappresenta il tentativo di costruire uno spazio permanente di confronto tra imprese e cultura della sostenibilità.

In un momento storico in cui la transizione ecologica richiede cambiamenti concreti e non soltanto dichiarazioni di principio, iniziative come il Green Retail Lab mostrano come il commercio possa diventare parte della soluzione.

Perché la sostenibilità non si realizza soltanto nei luoghi della produzione. Si costruisce anche nei luoghi in cui ogni giorno milioni di persone compiono le proprie scelte di consumo.