Non se ne parla ancora molto, ma gli oceani e gli ecosistemi costieri e marini sono alleati fondamentali nella mitigazione del cambiamento climatico.
I sedimenti oceanici e i rizomi della pianta marina denominata Posidonia Oceanica contengono infatti riserve di carbio organico (il cosiddetto carbonio blu) superiori a quelle stoccate dagli ecosistemi forestali terrestri (il cosiddetto carbonio verde).
Sea the Change è una startup innovativa a vocazione sociale che supporta progetti climatici riguardanti la conservazione marina.
Grazie al protocollo Sea First, le aziende possono includere i progetti di tutela degli ecosistemi marini nella propria strategia di sostenibilità.
La startup è attiva da quasi due anni e ha partecipato a diversi programmi di accelerazione internazionali (MITDesignX, Climate KIC, Social Tides, Blue Invest).
I progetti supportati sono tre.
1. Catturare CO2 per la salute della Laguna Veneta: il progetto Blue Carbon si pone l'obiettivo di preservare l'ambiente della Laguna di Venezia supportando la vallicoltura, un allevamento ittico estensivo rispettoso del ciclo biologico e della stagionalità dei pesci.
La Laguna Veneta svolge un ruolo cruciale nella mitigazione del cambiamento climatico.
Grazie alla fotosintesi, le macroalghe e il fitoplancton catturano la CO2 atmosferica e la stoccano sui fondali, dove si depositano quando muoiono.
L'opera di manutenzione dei vallicoltori permette di mantenere una corretta ossigenazione e livelli di PH nell'acqua, condizione che garantisce sia la qualità del pesce che viene allevato che la proliferazione delle alghe.
La CO2 stoccata sui fondali, verificata tramite carotaggi, genera crediti di carbonio, acquistabili da soggetti che vogliono compensare le proprie emissioni.
I crediti di carbonio generati attraverso i progetti di Sea the Change seguono standard volontari (VER-VCS), garantiti secondo le norme UNI PDR 99:2020 e certificati come βNeutral da Bios srl. Il processo di certificazione è supervisionato da D&D Consulting.
2. A pesca di rifiuti: il progetto Fishing for Litter nella riviera romagnola, svolto in collaborazione con Fondazione Cetacea, consiste nel finanziare uscite in barca con pescatori locali per la raccolta di rifiuti presenti in mare.
I rifiuti vengono pesati, catalogati e smaltiti secondo le norme di legge. I dati raccolti contribuiscono a implementare la ricerca scientifica sul tema.
Lo studio Plastic litter in the Adriatic basin, pubblicato nel 2021, ha riscontrato che il Mar Adriatico ha la maggiore densità di marine litter di ogni altro mare italiano.
Oltre a ridurre i rifiuti in mare, il progetto si propone di supportare nuove forme di reddito in chiave di transizione ecologica, sensibilizzare sul problema dei rifiuti marini e sostenere la ricerca.
3. Proteggere la Posidonia Oceanica: il progetto Poseidon si concentra sulla mappatura e il monitoraggio delle praterie di posidonia oceanica al largo della costa catalana.
Questa pianta acquatica, endemica del Mar Mediterraneo, è importantissima perché accoglie numerose specie di pesci, cefalopodi e crostacei, riduce l'erosione della costa e assorbe grandi quantità di carbonio.
Il progetto Poseidon contribuisce a tutelare la biodiversità, ridurre la presenza di anidride carbonica in atmosfera e proteggere i litorali.